



Il
Tipico delirio socialcomunista. Dunque se una cosa non ha domanda è perché nom valorizzata. Per valorizzarla (cazzo vuol dire?) serve spendere soldi. E soprattutto ci serve gente (pagata da noi) che ci dica cosa vuol dire valorizzare perché noi non siamo in grado di capirlo.






C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".






Quello che sto dicendo è semplicemente che se al mondo non servono laureati in lettere, è giusto che la gente non perda cinque anni a studiare lettere. Tu invece dici che lo stato li deve mantenere perché a Vienna sanno valorizzare quelle quattro cazzate finto-antiche che hanno.


Il Problema è che le facoltà umanistiche sono più elitarie ( è un paradosso ). Nel senso che solo uno su cento laureati in lettere sarà un giornalista o uno scrittore, gli altri se fortunati insegnanti altrimenti disoccupati. Invece per le materie scientifiche è diverso, l'ingresso sul mondo del lavoro è più facile.


Il che non cambia il concetto che i grandi pensatori fossero laureati in materie umanistiche e siano stati il motore del progresso sociale e tecnologico. Poi liberissimo di credere che un mondo fatto solo da economisti ed ingegneri porti molta piu ricchezza e prosperità.