che ne pensereste se il PD formalizzasse la propria adesione al PSE e adottasse un programma pienamente socialdemocratico?


che ne pensereste se il PD formalizzasse la propria adesione al PSE e adottasse un programma pienamente socialdemocratico?


Pi di un anno fa cominciai a scrivere su questo forum proprio da un thread come questo...altro giro altra corsa XD rispondo molto brevemente: il Pd non nasce per essere socialdemocratico. Una adesione tout court al PSE vorrebbe dire ripiegare su una classica identità socialista che il Pd nasce per fondere con tante altre ( ormai Danny78 questa mia tiriterà la sa a memoria). Nel centrosinistra negli anni '90 hanno convissuto due progetti: l'Ulivo e la creazione di un nuovo partito socialdemocratico della sinistra, la seconda impostazione ha perso in tutti i congressi della più grande forza della sinistra riformista ( i Ds), la prima è andata avanti e si è concretizzata. Ora abbiamo un partito che è fatto da socialdemocratici, ambientalisti, liberaldemocratici, cattolici democratici, un partito che quindi non è riducibile alla sola tradizione socialista. L'alleanza coi socialisti nel gruppo APSDE va benissimo
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«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


Veramente i Ds di D'Alema (e degli Stati Generali) del 97-98 nacquero proprio come antitesi del progetto dell'Ulivo-partito, non dimentichiamolo. Fu la segreteria Veltroni e poi quella Fassino ad accendere i motori verso il "partito democratico".
VOTA NO AL REFERENDUM DEL 4 DICEMBRE
UN NO COSTITUENTE PER LA DEMOCRAZIA CONTRO L'AUSTERITA'
http://www.sinistraitaliana.si/ - http://www.noidiciamono.it/


Sono favorevole entrare per cambiarlo


sarei favorevole
il problema è che dovremmo liberarci di diverse anime:
1- talebani comunisti
2- talebani ultracattolici
3- talebani liberisti
(molto diversi tra loro ma nocivi, è come avere un cancro al cervello, uno al polmone e uno al fegato!)
tenere invece socialisti/socialdemocratici, cristiano-sociali, liberali di sinistra.
il problema è: quanti sono i primi nel partito? ahimè penso molti.
Ultima modifica di zlais; 24-07-12 alle 16:25
Il coro del Bunga Bunga:
Silvio: ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪fa ♪re ♪sol ♪do
I ministri: ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do ♪mi ♪fa ♪fa ♪re ♪sol ♪do
Le ministre: ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do ♪si ♪la ♪do
Il giudice: ♪si ♪fa ♪la minore ♪si ♪fa ♪la minore


Certo, dopo l'affossamento del Primo governo Prodi..se è per questo, ricorderai bene che D'Alema era perfettamente allineato con Clinton e Blair a suon di convegni, proprio nella tanto odiata terza via. Quelli erano però gli esordi, la storia ha preso ben altra strada e anche D'Alema...e i congressi hanno parlato.
Ultima modifica di Gdem88; 24-07-12 alle 17:04
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


io penso che bisogna scindere il pse come scelta identitaria e il pse come scelta di politica economica e sociale.
secondo me il pd va bene come volontà di mettere insieme varie culture(socialista,cattolica sociale, liberale di sinistra, ambientalista, post-comunista) ma la scelta socio-economica deve essere chiaramente socialdemocratica e la collocazione nel pse.
mi pare che le giovanili del pd abbiano già una collocazione internazionale socialista.




defender, io sono affezionato allo schema classico.
destra liberista, sinistra socialdemocratica.
più che altro è una questione di democrazia: l'elettorato che sa cosa vota. ha una scelta.

