
Originariamente Scritto da
Carla
Sono di nuovo qui, dopo un periodo di assenza, breve o lungo che possa sembrare.
Scrivo, e già immagino le repliche al mio post. Immagino che qualcuno citi le mie parole, ogni singola frase, ogni singolo periodo.
Questo è un esempio di ciò che potrebbe possibilmente accadere quando scrivo le mie opinioni.
Non sarebbe la prima volta imbattersi in gente che si sente realizzata provocando il prossimo.
Ma questo post è dedicato ad altro.
Tornando a leggere le vostre parole, ho notato un fatto grave: la mancanza di rispetto verso il prossimo.
Ovviamente, com'è giusto che sia, ciascuno ha le proprie opinioni, ed è giusto che ciascuno abbia sempre il diritto di esprimerle.
Ma quando le parole provocano un senso di dolore, di pena, di umiliazione, allora queste diventano coltelli taglienti.
Mi sono bastati i primi giorni di permanenza in questo forum per sondare il terreno, per sondare i rapporti interpersonali tra di voi.
E ho notato che vi sono forti inimicizie. Ed è un peccato, dal momento che ciascuno ha sempre da imparare dall'altro.
Insomma, cosa propongo? Di imparare ad amare. Di vedere nel prossimo un amico, e non un antagonista.
Io stessa ho imparato molte cose nel forum, anche da persone che, in altri àmbiti, hanno una opinione totalmente diversa dalla mia.
E non riesco a capire cosa spinga un uomo a umiliare il prossimo, provocandolo.
Sete di "gloria"? Dimostrare di essere più bravi, migliori? O di riuscire a far ridere i propri amici? Davvero, non lo capisco.
Questo post non vuole aizzare o pronunciare odî già esistenti, giacché le mie parole possono essere condivise da tutti, indipendentemente dalle proprie idee politiche.
E si badi bene che il mio concetto di "amore per il prossimo" è inteso in una prospettiva completamente laica, lontana da ogni contaminazione religiosa.
Non è necessario essere credenti per rispettare le normali, civili regole di convivenza all'interno di un determinato luogo, virtuale o reale che esso sia.