
Originariamente Scritto da
Miles
Il vero problema, ed è un leit motiv su codesto forum, è che non esiste univocamente "IL" Fascismo, ne tantomento una definizione univoca di cosa sia essere Fascisti.
Il Fascismo nacque Fascio di Verghe, identificando quindi un'insieme di istanze diverse (e spesso contrastanti) unite tra loro in un senso di manifesto destino collettivo.
E lo stesso Mussolini, per puro pragmatismo in ossequio ad un ambizioso progetto (Prima l'Italia e gli Italiani, potremmo riassumerlo così) , cavalcò varie volte onde diverse, dalla Reazione più becera, al Colonialismo Imperialista, fino al Fascismo Rivoluzionario, il tutto in un'ottica di coagenti e mutevolissime situazioni internazionali e mondiali.
Nel post '45 questa già frastagliatissima situazione si scinde ulteriormente, per vari motivi, dalle influenze proveniente da altri pensatori che solo nel dopoguerra arrivano in Italia o hanno grossa diffusione (un Degrelle od un Brasillach, tanto per non far nomi, così come moltissimi autori legati all'esperienza NS) , in più nell'ottica tra incudine e martello dei due blocchi contrapposti e stranissimi ambiti coesistenti (massonerie, trame, servizi).
Ma sostanzialmente quello che ha diviso ulteriormente è stata l'analisi "Come possiamo tornare ad essere qualcosa? E' possibile riuscire a essere ciò che eravamo?" , in cui bordeggiando tra massimalismi, minimalismi, derive apocalittiche, e spesso semplici odi e beghe personali, si assiste ad un ulteriore frastagliamento.
La domanda a questo punto sarebbe... Il Fascismo è di destra? Ma chi può darci risposta? I Fascisti? Ma se prendi 4 Fascisti a caso (post , neo, iper , ecc.) troverai 5 forme mentis diverse.
Allo stadio attuale, gli unici massimi comuni denominatori che puoi trovare in ambito ideologico sono:
A) Un certo rispetto verso la figura del DUCE (con tanti se e tanti ma)
B) Un certo rispetto verso i "martiri" degli anni di piombo
C) Una predilezione per la gazzetta dello sport
Sul resto, non vi potrà mai essere accordo tra tutte le companenti.
Ivi come sopra la figura di Evola e la critica , interessantissima e che condivido in buona parte, che hai postato, tenendo presente che lo stesso Evola, nel corso della sua quarantennale opera, varie volte si è contraddetto anche su punti di rilievo.