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  1. #961
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Decisamente interessante sul tema: meglio la lira o l'euro? vantaggi e svantaggi esaminati uno per uno. con un appello deciso per la lira, perché...


    2) PRODUZIONE INDUSTRIALE: vince il RITORNO ALLA LIRA in modo netto

    C’e’ poco da dire. Negli articoli in premessa sono stati analizzati ampiamente (con dati, numeri, grafici e statistiche di trend) gli andamenti della produzione industriale in 15 paesi Europei negli ultimi 20 anni. Ne è risultato che l’Euro ha causato un colossale trasferimento di produzione industriale da tutti i paesi periferici verso la Germania, come conseguenza dell’invariabilità dei cambi, che consente al sistema meno inflattivo (quello tedesco) e più efficiente, di sottrarre ampie quote di produzione. Il contesto complessivo (l’Europa nel suo insieme) non ha da lustri una dinamica crescente nella produzione, a causa della concorrenza asiatica, ed al suo interno v'è un vincitore e tanti sconfitti.

    Per capirsi, dal 2005 ad oggi, l’Italia ha fatto -18% e la Germania +10%: è come se in 7 anni tutte le fabbriche presenti nel Centro Italia avessero chiuso e si fossero trasferite in Germania in blocco: effetti analoghi a quelli di una Guerra Mondiale.

    La dinamica in caso di mantenimento dell’EURO è prevedibilmente la stessa degli ultimi 10 anni (ed ancora in pieno corso nel 2012), con una Germania che sottrarrà quote a tutti gli altri. Il trend proseguirà inevitabilmente, fintanto che la Germania manterrà un’inflazione minore o uguale ai partners, e potrà mutare solo quando tale tendenza muterà ed in modo duraturo (considero l’ipotesi fantascienza!). Ovviamente gli aumenti di tassazione indiretta in Italia (IVA, accise) e Spagna (IVA), causa prima di sovra-inflazione, promettono che il differenziale inflattivo tra Germania e Sud Europa permarrà anche nei prossimi 2 anni.

    In caso di disgregazione dell’EURO, e ritorno alle valute nazionali, è ovvio che accadrà qualcosa di analogo a quanto accadde nel 1992-95. L’Italia (e gli altri paesi che svalutarono) all’epoca ebbe un’impennata nella Produzione Industriale e la Germania ebbe una bella batosta. E’ ciò che accade in corrispondenza di ogni riaggiustamento monetario. E’ vero che l’Italia ha minore peso industriale rispetto all’epoca, ma è anche vero che l’incidenza dell’Import-Export rispetto alla produzione è aumentata molto rispetto a 20 anni fa, per cui è prevedibile vi saranno gli stessi effetti.


    3) BILANCIA COMMERCIALE E BILANCIA DEI PAGAMENTI: stra-vince il RITORNO ALLA LIRA in modo netto

    Anche in questo caso non c’è storia. Negli articoli in premessa sono stati analizzati ampiamente (con dati, numeri, grafici e statistiche di trend) gli andamenti delle bilance commerciali e dei pagamenti di tutti i grandi paesi europei negli ultimi 15 anni.

    L’Euro ha consentito alla Germania di ampliare a dismisura i propri attivi commerciali in una misura pari esattamente alla somma della crescita dei passivi in Spagna, Italia, Francia ed altri periferici.

    La dinamica in caso di mantenimento dell’EURO è prevedibilmente la stessa degli ultimi 10 anni. E’ ovvio che molto dipenderà dalla quotazione dell’EURO stesso sul DOLLARO e dalle politiche restrittive imposte all’interno dei singoli paesi. Per dire, nel 2012, l’Italia sta quasi azzerando il passivo commerciale, grazie al calo dell’EURO (fattore su cui l’economia Italiana è assai più sensibile di molte altre, ed in particolare di quella tedesca) ed alle politiche restrittive suicide di Monti (che hanno fatto crollare l’import). La tendenza di fondo pluriennale, però, resterà inevitabilmente connessa con la competitività dell’industria, di cui abbiamo ampiamente scritto sopra.

    In caso di disgregazione dell’EURO, e ritorno alle valute nazionali, è ovvio che accadrà qualcosa di analogo a quanto accadde nel 1992-95 con un ritorno ad un forte attivo commerciale per l’Italia ed una decisa riduzione dei passivi per gli altri periferici che svaluteranno; il tutto ai danni della Germania.


    4) OCCUPAZIONE e PIL: vince il RITORNO ALLA LIRA (a meno di uno scenario catastrofico di default a catena dell’intera Europa)

    Anche in questo caso è prevedibile che un ritorno alla LIRA rafforzi il PIL e l’occupazione. Negli articoli in premessa sono stati analizzati ampiamente (con dati, numeri, grafici e statistiche di trend) gli andamenti dell’occupazione, della disoccupazione e del PIL dei grandi paesi europei negli ultimi 15 anni.

    L’Euro ha consentito alla Germania di riprendere la sua corsa del PIL e dell’occupazione, e cio’ è stato fatto ai danni di diversi paesi periferici, in primis dell’Italia, che è il secondo paese manifatturiero europeo. La Germania non ebbe immediatamente benefici dall’introduzione dell’Euro e dei cambi fissi. Rammentate che fino al 2000-2005 si diceva che la Germania era il grande malato d’Europa? Era vero, visto che aveva un’andamento del PIL asfittico (come l’Italia, che però era reduce da una corsa per ridurre il deficit dal 10% ed oltre al 3%), peggiore di ogni nazione europea. La Germania ha avuto pazienza, ha anticipato alcune riforme, volte essenzialmente a contenere il costo del lavoro interno (anche favorendo i lavori a bassissimo salario) e l’inflazione; ovviamente ogni anno ha portato a casa un piccolo vantaggio inflattivo sui concorrenti, che col passare degli anni è diventato un grosso vantaggio e proprio dal 2005, ha iniziato a vedere andamenti di PIL ed occupazione estremamente favorevoli (ai danni degli altri, come testimoniato dai grafici allegati negli articoli in premessa).

    La dinamica in caso di mantenimento dell’EURO è prevedibilmente la stessa degli ultimi 7 anni (ancora in pieno corso nel 2012). Tra l’altro, se la Germania manterrà l’atteggiamento che ha tenuto nei confronti della crisi Europea negli ultimi disastrosi 3 anni e mezzo (e non vedo perché debba cambiare linea), è ovvio che chiederà l’adozione a tutti i periferici di misure sempre più restrittive (leggi Manovra Monti) che inevitabilmente affosseranno sempre più il PIL ed aumenteranno la povertà e la disoccupazione. Nel contempo la Germania sarà impattata dal minore export verso i paesi “canaglia”, e compenserà in parte la cosa, grazie a tassi di interesse bassissimi ed afflussi copiosi di capitale.

    In caso di disgregazione dell’EURO, e ritorno alle valute nazionali, è ovvio che la Germania rivaluterà fortemente, ed i periferici svaluteranno, con impatti seri su produzione ed export tedeschi (e quindi su PIL ed occupazione), mentre ovviamente chi svaluterà avrà le conseguenze opposte. E’ ovvio che molto dipenderà da come avverrà la disgregazione dell’EURO: se venisse accompagnata da una serie di default di alcune nazioni, l’impatto sarebbe devastante non solo per la Germania ma pure per i paesi sottoposti a default, in tale scenario, nel medio periodo le nazioni sottoposte a default e simultanea svalutazione avrebbero una netta ripresa (come accaduto sempre nel passato in situazioni analoghe), mentre il quadro per la Germania resterebbe fosco sia nel breve che nel medio periodo (a lungo termine le cose potrebbero cambiare).

    Ho visto 3 studi recenti sugli impatti della disgregazione dell’EURO: in uno si diceva che TUTTA l’Europa avrebbe visto il PIL crollare (ed associo questo andamento al caso di default generalizzati di vari paesi), ed in altri 2 studi si prevedeva un forte calo del PIL in Germania ed una ripresa nei paesi periferici (ed associo tale previsione, ad uno scenario, più morbido, di abbandono di alcuni paesi dell’area euro, con risoluzione successiva della crisi con svalutazioni ed utilizzo da parte delle banche centrali degli strumenti di flessibilità tradizionali, quali QE, tassi, etc).

    Ovviamente gli Studi valgono quello che valgono. All’epoca dell’introduzione dell’EURO, a fine anni 90, c’erano fior fiore di studi, unanimi nell’affermare che l’EURO avrebbe portato benefici all’economia ed al PIL dell’Eurozona consistenti. Nella realtà è accaduto l’esatto opposto, e l’Eurozona ha vissuto il peggior andamento del PIL da 50 anni a questa parte, sia in termini assoluti, che relativi nel confronto ad USA e resto del mondo.


    5) INFLAZIONE: vince il RESTARE NELL’EURO; ma con politici e politiche serie, ciò non sarebbe un problema

    Dopo aver visto che per l’economia reale non c’è partita a favore della LIRA, passiamo ad analizzare l’inflazione.

    Per capire ciò, facciamoci una domanda. Cosa accadde nel 1992-1995 quando la LIRA svalutò da 750 a 1100 sul Marco, vale a dire del 50%, all’inflazione? Accadde, come scritto nel relativo articolo richiamato in premessa, che il differenziale di inflazione con la Germania scese dal 3,3% del 1990-92 all’1,6% del 1993-95. Ma come è possibile? Semplice: crollò il volume dell’import (più caro) e parte di questo venne sostituito da produzione nazionale (più a buon mercato) e ciò calmierò i prezzi. L’impatto più severo fu ovviamente sui beni energetici (che però hanno un’incidenza modesta sul paniere inflattivo complessivo rispetto alla componente del costo del lavoro, che è squisitamente un parametro interno). Rammento, per la cronaca, che le follie di Monti sulle accise hanno avuto un impatto analogo sui prezzi energetici a quello di una classica svalutazione del 25-30% (ove sale il prezzo della materia prima e dell’IVA e restano invariate le accise).

    Sono dell’idea, comunque, che una svalutazione un qualche impatto inflattivo lo provocherà, sia diretto (a causa dell’aumento dei prezzi dei prodotti importati) che indiretto (legato al fatto che il PIL sarà meno asfittico, e ciò inevitabilmente avrà qualche ricaduta sui prezzi).

    E’ ovvio, comunque, che i vantaggi della svalutazione permarranno nel tempo, solamente se ci sarà una politica seria di contenimento dell’inflazione, con differenziali sulla Germania che restino nell’alveo della ragionevolezza. Per far ciò e conservare ed utilizzare al meglio il vantaggio competitivo serve una classe dirigente seria e responsabile, che adotti riforme serie di liberalizzazione, che incidano pesantemente sui settori distributivi e sui servizi semi-monopolisti, dove sarebbe possibile ottenere tramite maggior efficienza una decisa caduta dei prezzi, e quindi una tenuta della competitivita’ del paese.


    6) TASSI DI INTERESSE: vince nettamente il RESTARE NELL’EURO

    Passiamo ad analizzare i tassi di interesse. Rammentiamo a tutti che il contenimento dei tassi di interesse era, appunto, il maggior vantaggio per l’Italia nell’ingresso nell’Euro-zona.

    Tale vantaggio non si limita al settore pubblico (minori interessi da pagare sul debito pubblico), ma si estende al sistema privato (tassi agevolati sui mutui ed il credito per le famiglie e finanziamenti più convenienti per le imprese).

    E’ indubbio che per 10 anni l’Italia ha usufruito di vantaggi enormi su questo fronte, con tassi bassissimi e spread con la Germania ridicoli (ed in parte irrealistici).

    E’ altrettanto vero che nel contesto degli anni 80 ed inizio anni 90 i tassi italiani erano stratosferici, anche perché il panel complessivo dei tassi mondiali (e dell’inflazione) erano decisamente diversi (tassi nulli erano una chimera anche nelle nazioni di riferimento).

    Nel 1992-95, gli spread tra Italia e Germania si mantennero sui 500 punti (con picchi sopra i 700). L’era EURO ha decretato spread di 50-100 punti, ma la recente crisi ha riportato gli spread all’epoca della crisi del 1992-95, sui 400-500 punti.

    Allora l’unico vero grosso vantaggio dell’EURO, quello di tassi a buon mercato, è svanito? Onestamente direi di no, almeno attualmente, visto che i tassi sul breve termine restano comunque convenienti e che l’Italia con la neo-LIRA tassi di sconto all’1% li vedrebbe solo col binocolo.

    E’ evidente che passare dall’EURO alla LIRA provocherà un netto rialzo del TASSO di sconto, nonché dei rendimenti dei titoli, soprattutto a breve termine.

    E’ altrettanto evidente che se questa crisi non troverà sbocco (e non vedo come possa risolversi definitivamente, perlomeno fino a settembre 2013, data delle elezioni federali tedesche), gli spread ed i tassi potrebbero volare nell’iperspazio (ovviamente col solito andamento a dente di sega).


    7) DEBITO PUBBLICO e conti pubblici: secondo me vincerebbe la LIRA, ma unicamente nel caso di avere politici decenti (nel caso opposto saremo fottuti comunque sia con EURO che con LIRE)

    Qui farei un ragionamento un po’ semplicistico, ma efficace.

    I Fautori dell’EURO sostengono che tornare alla LIRA farà riesplodere i tassi, e che l’introduzione dell’EURO ha consentito di ridurre l’ammontare degli interessi pagato di 60-75 miliardi, pari a 4-5% del PIL (in termini attualizzati). Hanno ragione, ovviamente, ma penso che il ragionamento sia monco. Mi spiego.

    L’ingresso nell’EURO (ed ancor prima in un sistema a cambi fissi a 990 sul marco) ha avuto anche altre 2 conseguenze. In primo luogo ha frenato nettamente la dinamica del PIL reale (la cosa l’abbiamo vista negli articoli in premessa), sia per il contenimento inflattivo, sia per le ricadute sull’economia reale (sappiamo che da 15 anni cresciamo dell’1% meno della media UE, differenziale che nel 2012 si avvicinerà al 2%). Ebbene, ciò implica una contrazione del denominatore con cui si misura il debito pubblico (e quindi lo fa aumentare). In secondo luogo, il calo del PIL ha impatti sulle spese (che crescono, specie quelle di tutela) nonché’ sulle entrate (la Manovra Monti ne è un esempio lampante, con entrate nettamente inferiori al preventivato a causa del crollo del PIL, causato dalle stesse misure). Che significa ciò?

    Che dire, facciamo 2 calcoletti senza pretese. Dal 1995 ad oggi, l’Italia è passata da avere un PIL industriale che pesava il 65% di quello tedesco, al 50% attuale (ne abbiamo già discusso). Ipotizzando che l’Italia fosse rimasta al 65%, e che la Germania avesse corso meno (non avrebbe avuto i vantaggi che ha avuto), l’Italia oggi avrebbe avuto un PIL industriale di 60-70 miliardi di Euro in più, raddoppiabili con gli impatti su export e servizi. 120-140 miliardi di PIL in più equivalgono a 60-70 miliardi di tasse in più, che guarda un po' sono esattamente il costo dei maggiori interessi. Ovviamente il calcolo ha limiti evidenti, ma dà un’idea sul fatto che l’EURO ha avuto anche impatti negativi indiretti su Deficit e Debito (legati a minore PIL e minore inflazione), accanto a quelli positivi diretti (minori tassi di interesse).

    Conclusioni?

    Restare nell’EURO è comunque un suicidio. Nel 2012 voleremo al 126% di Debito. Successivamente non credo le cose migliorino. Restare nell’EURO, poi, significa inflazione bassa e quel che è peggio PIL nominale con andamento disastroso. E’ evidente che anche nel 2013 il debito salirà, visto che il denominatore avrà un andamento disastroso, e ciò avverrà anche nel caso di riduzione del deficit all’1,5-2,0%. Inoltre, Bruxelles c’ha già fatto sborsare l’equivalente del 3% del PIL di nuovo debito per salvare la Grecia, Portogallo, banche Spagnole ed Irlanda e seguirà un altro 1% (come minimo; temo assai di più). In questo contesto nel 2013, in assenza di privatizzazioni e dismissioni serie, il debito volerà e se gli spread cresceranno, si avviterà sempre più verso l’alto, con conseguenze già viste in Grecia. Se anche a fine 2013 andassero al governo in Germania formazioni a favore degli Eurobond, l’Italia (sempre che non sia fallita prima) si troverà comunque con un debito al 130% e con dinamica crescente per cui, realisticamente parlando, la permanenza nell’EURO non promette bene sul fronte del debito pubblico.

    Passiamo al ritorno alla LIRA ed ipotizziamo avvenga domani. Sappiamo che ci sarebbe un impatto immediato sul PIL (legato ad una crescita netta dell’export e della produzione, nonché a qualche ricaduta inflattiva), eviteremo di dare altre prebende a Grecia e soci (costose), mentre non ci sarebbe un impatto immediato significativo sugli interessi (se s’alzasse anche del 2-3% la curva dei tassi, l’impatto il primo anno sarebbe solo dello 0,3-0,5%). In sintesi, un ritorno alla LIRA avrebbe certamente nel primo e secondo anno vantaggi notevoli sull’ammontare del debito (minori sul fronte del deficit, dove la ripresa economica ed inflattiva, comunque, compenserebbe nettamente la maggior spesa per interessi). E’ ovvio che nel medio e lungo periodo le spese per interessi avrebbero un’incidenza maggiore. Ecco perché reputo essenziale la gestione di un ritorno alla LIRA con una classe politica decente (non dico eccellente), che sappia contenere e ridurre la spesa pubblica, fare le riforme e le dismissioni, contenere l’inflazione su valori decenti e ridurre tasse e burocrazia sui produttori. In questo caso non c’è partita, ed il ritorno alla LIRA sarebbe nettamente vantaggioso rispetto ad una permanenza nell’EURO, come da ragionamento sovrastante (gente seria al governo, con l’EURO e questa crisi in svolgimento, a mio vedere potrebbe fare comunque poco, e le dinamiche di cui sopra potrebbero solo essere attenuate; infatti l’economia reale, con l’EURO e la crisi, non si può far ripartire, a meno di riforme serie ed anni di lavoro... ma in alcuni anni saremo già morti e sepolti).


    8) FINANZA – STABILITA’ E STRUMENTI DI FLESSIBILITA’ FINANZIARIA: secondo me vince la LIRA

    Eccoci arrivati al secondo vero vantaggio dell’EURO: entrare in un sistema più forte e stabile, dove le nostre debolezze sono compensate dalla forza altrui, e non siamo sottoposti a crisi periodiche.

    Questo vantaggio è stato indubbio nei fatti nel periodo 1996-2008. Dal 2008 non è più vero.

    Abbiamo rinunciato a TUTTI gli strumenti di flessibilità di cui dispone una nazione sovrana: Banca Centrale, possibilità autonoma di stampare, fare QE e muovere i tassi. Sono i tradizionali strumenti cui dispone una nazione per gestire l’ordinario e lo straordinario. Tali strumenti vengono prontamente mossi da una nazione nel suo interesse ed al momento opportuno.
    Ebbene, nel passato arrivava una sana crisi, si muovevano i tassi, c’era panico, partiva la speculazione, la Banca d’Italia stampava e difendeva la lira, e poi alla fine svalutava. Tutti gli indicatori oscillavano, e dopo un po’ tutto tornava ad un equilibrio. Sembrava talvolta un film horror, ma aveva una sua logica. Nel caso peggiore avremo fatto default (e solo Dio sa, se ciò non sarebbe stato meglio o peggio).

    Quanto sopra, sacrificato senza uno straccio di referendum all’EURO, moneta STATUS SYMBOL, che ci avrebbe garantito la protezione alle insidie della finanza anglosassone cattiva ed ingiusta.

    Ora, qualcuno mi spiega nel 2008-2012 quali protezioni reali abbiamo avuto? Niente QE, niente stampa, polemiche infinite, classi politiche nazionali che si sbranano, la Germania che si rifiuta di garantire per gli altri e chiede misure che manderebbero in recessione pure la tigre Cinese. In sintesi non solo non siamo protetti, ma siamo pure con le mani legate, completamente privi di strumenti di flessibilità per azioni sul breve periodo, destinati alla deindustrializzazione, ad una povertà crescente, ad essere cucinati a fuoco lento e, ciliegina sulla torta, pure derisi.

    Ebbene, personalmente (e qui lo ripeto: personalmente!), credo che l’EURO è una costruzione alle cui spalle abbia una BABELE ed appare evidente anche a persona che di finanza capisce poco che questa crisi si risolverà solo in ultima analisi mettendo assieme destini, potere, debiti e quant’altro (ho dubbi che la Germania accetterà mai, e comunque anche se fosse ci sono ostacoli politici e burocratici non da ridere) o con una disgregazione. Ebbene, ritengo che tornare ad avere tutti gli strumenti di flessibilità finanziaria (Banca centrale, Tassi, stampa, QE, etc), dia maggiori garanzia che restare nel limbo in attesa di qualcosa (la garanzia finanziaria complessiva da parte tedesca ed OK di 17 parlamenti ad una serie di step inevitabili in caso di creazione degli Stati Uniti d’Europa) che difficilmente arriverà.


    9) DEMOCRAZIA e RESPONSABILITA’: stravince la LIRA

    Nell’attuale Unione europea e monetaria non vedo traccia di democrazia, né di responsabilità. Attualmente vedo solo una Babele dove fondamentalmente non si capisce niente e non si comprende realmente come uscirne. I processi sono spesso decisi in barba all’opinione pubblica, da gente mai eletta. A mio vedere il progetto EURO avrebbe senso se l’Europa fosse concepita come Stati Uniti d’Europa (non mi prolungo, credo sia chiaro cosa intendo), mentre l’attuale minestrone è un non senso in termini, destinato ad un’ovvia implosione. Inoltre, l’attuale crisi si svolge in modo tale che inevitabilmente cresceranno i nazionalismi ed il sentimento di odio tra le varie nazioni.

    Tornare alla lira significa Responsabilità di affrontare i propri problemi con autonomia, con un minimo di parvenza democratica. Meglio ognuno per i fatti suoi, rispettandosi coi vicini.


    10) CONCLUSIONI: direi che è meglio tornare alla LIRA, e conviene farlo alla svelta; ovviamente in un contesto internazionale fortemente competitivo e spesso ostile tale azione ha senso (specie sul medio e lungo periodo) solo se guidata da una classe dirigente decente, che faccia le riforme, riduca le spese e le tasse e riporti il paese ad un minimo di buon senso

    In uno degli articoli in calce mi ero sbilanciata, affermando che l’Italia in caso di svalutazione avrebbe svalutato nell’ordine del 18-25% sulla Germania (ovviamente per cifre assai inferiori su Francia, USA ed UK); l’affermazione vale a meno delle forti oscillazioni iniziali, ed è legata al fatto che le svalutazioni normalmente si risolvono in ammontari analoghi al differenziale inflattivo del periodo dalla precedente svalutazione, a meno di differenze imposte iniziali.

    In questa crisi, comprendo in parte i Tedeschi (anch’io non vorrei fare la fine della Lombardia in Italia), e li ammiro come popolo: a differenza di altri (che piagnucolano mance) io sono un po’ incavolata con la Merkel, perché non ha un comportamento da leader; un leader a mio vedere deve dare l’esempio ed essere onesto, e non tirare avanti per 3 anni in tentennamenti. credo lo sappiano pure loro che se ne esce solo o disgregandosi o unendosi del tutto…. le soluzioni intermedie incancreniscono tutto… ebbene, a me spiace di loro questo andreottismo nel non voler decidere… e di fatto lo sanno anche i sassi, che alla fine decideranno loro… troverei che fossero onesti e dicessero: cari amici, così non si può andare avanti, andiamo ciascuno per la sua strada, ed ognuno se la cavi sa solo….. invece non lo fanno, perché su una cosa sono tutti concordi nelle analisi in caso di crollo dell’euro: la Germania ne verrà fortemente penalizzata.

    Detto quanto sopra, all’ITALIA SENZA DUBBIO CONVIENE UN RITORNO ALLA LIRA. La cosa conviene da quasi tutti i punti di vista. Ci sono però 2 insidie:

    1) Un ritorno alla lira fatto dopo il suono della campanella, in presenza di una serie di default a catena, non darebbe vantaggi all’economia reale, perché il contesto complessivo europeo sarebbe di tracollo generalizzato. Tale situazione priverebbe l’Italia di parte dei vantaggi legati alla svalutazione (in contesti di tracollo, l’export verso il resto d’Europa, che assorbe il 60% delle nostre merci, avrebbe problemi) ed un eventuale default troverebbe reazioni feroci in una serie di nazioni declinanti e desiderose di sopravvivere. Il ritorno alla lira va fatto quanto prima, mettendo la Germania di fronte alla scelta definitiva, facendo tale azione in compagnia di altre nazioni.

    2) Un ritorno alla lira andrebbe gestito da gente con la testa sulle spalle. Inizialmente la svalutazione produrrebbe forti vantaggi su molti fronti economici, ma ci esporrebbe ad attacchi e rappresaglie da parte di nazioni con la spalle più larghe delle nostre. Ovvio che ci vuole una classe dirigente minimamente seria e decisa, e non pagliacci che parlano di “spread a 1200”, o di “culona inchiavabile”, o di “patrimoniali”. Il dopo è ancora più tosto: vanno mantenuti i vantaggi competitivi e non scialacquati, facendo riforme serie che consentano all’inflazione di essere tenuta sotto controllo, e facendo politiche di bilancio tese a ridurre spese e sprechi dando vantaggi fiscali ed operativi alle categorie produttive ed alle famiglie. Ovviamente gli attuali barbagianni della classe dirigente italiana sono inadeguati, per cui capisco bene le ritrosie di Funny King ed altri su questo sito, all’ipotesi di ritorno alla lira. Personalmente ritengo però che, barbagianni o non barbagianni, se non torniamo rapidamente alla lira presto saremo come paese in coma irreversibile, e non potremo riprenderci come nazione neanche in decenni.

    L’opzione EURO non è un’opzione, ma un suicidio. Gli svantaggi sono infiniti. I vantaggi promessi all’origine (tassi, sicurezza) stanno svanendo in questa crisi. Ma quello che è peggio è che appare evidente che l’euro ha alle spalle una costruzione imperfetta, destinata ad un verosimile collasso.

    Per cui vale la pena tenere l’euro solo perche’ e’ uno status symbol chic? Direi proprio di No.

    rischiocalcolato.it
    Con le ali, al buio e nel silenzio da te io volerei.

  2. #962
    vae victis
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    I Fautori dell’EURO sostengono che tornare alla LIRA farà riesplodere i tassi, e che l’introduzione dell’EURO ha consentito di ridurre l’ammontare degli interessi pagato di 60-75 miliardi, pari a 4-5% del PIL (in termini attualizzati). Hanno ragione, ovviamente, ma penso che il ragionamento sia monco. Mi spiego.

    Da morire dal ridere.
    Vediamo se dopo averlo postato una di "loro" arriveranno Kobra,Edmond
    a negarlo o addirittura lei stessa a contraddire il suo stesso post
    !:sofico:

    L’ingresso nell’EURO (ed ancor prima in un sistema a cambi fissi a 990 sul marco) ha avuto anche altre 2 conseguenze. In primo luogo ha frenato nettamente la dinamica del PIL reale (la cosa l’abbiamo vista negli articoli in premessa), sia per il contenimento inflattivo, sia per le ricadute sull’economia reale (sappiamo che da 15 anni cresciamo dell’1% meno della media UE, differenziale che nel 2012 si avvicinerà al 2%). Ebbene, ciò implica una contrazione del denominatore con cui si misura il debito pubblico (e quindi lo fa aumentare). In secondo luogo, il calo del PIL ha impatti sulle spese (che crescono, specie quelle di tutela) nonché’ sulle entrate (la Manovra Monti ne è un esempio lampante, con entrate nettamente inferiori al preventivato a causa del crollo del PIL, causato dalle stesse misure). Che significa ciò?

    Che dire, facciamo 2 calcoletti senza pretese. Dal 1995 ad oggi, l’Italia è passata da avere un PIL industriale che pesava il 65% di quello tedesco, al 50% attuale (ne abbiamo già discusso). Ipotizzando che l’Italia fosse rimasta al 65%, e che la Germania avesse corso meno (non avrebbe avuto i vantaggi che ha avuto), l’Italia oggi avrebbe avuto un PIL industriale di 60-70 miliardi di Euro in più, raddoppiabili con gli impatti su export e servizi. 120-140 miliardi di PIL in più equivalgono a 60-70 miliardi di tasse in più, che guarda un po' sono esattamente il costo dei maggiori interessi. Ovviamente il calcolo ha limiti evidenti, ma dà un’idea sul fatto che l’EURO ha avuto anche impatti negativi indiretti su Deficit e Debito (legati a minore PIL e minore inflazione), accanto a quelli positivi diretti (minori tassi di interesse).


    Finalmente un ragionamento concettualmente degno di nota.
    Che poi è sostanzialmente quello che avevo appena scritto
    pochi post fà .

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Che poi alla fine dei sàlmi per un paese come l'Italia l'aggancio a una moneta forte
    penalizza le esportazioni e la crescita,il ritorno ad una moneta debole penalizza gli
    spread quindi gravosa per noi che dobbiamo rifinanziare 2000 mld di debito
    Come ha ammesso lo stesso autore dell'articolo il suo calcolo ha "limiti evidenti"
    Io ricordo molto a memoria che mesi fa feci il conto di quanto aumentò la crescita
    dell'Italia post svalutazione del 1992 e la crescita media sui 3 anni mi pare aumentò
    del 2-3% rispetto a Geramania,Francia e Olanda (vado molto a memoria eh) .
    Quindi non superiore al risparmio sugli interessi pari a 3-4% del PIL ,tanto più che
    a quei tempi non c'era ancora il boom dei BRICS a farci concorrenza.
    Ma anche considerando che maggior crescita e maggior risparmio sugli interessi si annullino a vicenda
    (che poi parte del problema di potrebbe risolvere deprezzando l'Euro sul $ fino alla parità)
    rimane il fatto che la differenza non la fanno l'Euro o la Lira ma quello che fai come paese.
    Ultima modifica di King Z.; 04-09-12 alle 12:19
    Regressista amante della pucchiacca.

  3. #963
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da Betelgeuse Visualizza Messaggio
    Decisamente interessante sul tema: meglio la lira o l'euro? vantaggi e svantaggi esaminati uno per uno. con un appello deciso per la lira, perché...




    c'è solo un piccolo problema, al di là dell'esattezza o meno delle analisi.
    l'autrice stessa riconosce che si potrebbe tornare alla lira solo ed esclusivamente con una classe dirigente seria e responsabile.
    e riconosce altresì il rigore a cui ci ha costretto l'euro, rigore che verrebbe perso il secondo dopo il ritorno alla lira.
    quindi al di là di ogni analisi, corretta o meno, la conditio sine qua non è inesistente....
    "The earth was blue but there was no god"
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  4. #964
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da jacob Visualizza Messaggio
    c'è solo un piccolo problema, al di là dell'esattezza o meno delle analisi.
    l'autrice stessa riconosce che si potrebbe tornare alla lira solo ed esclusivamente con una classe dirigente seria e responsabile.
    e riconosce altresì il rigore a cui ci ha costretto l'euro, rigore che verrebbe perso il secondo dopo il ritorno alla lira.
    quindi al di là di ogni analisi, corretta o meno, la conditio sine qua non è inesistente....
    Seria e responsabile non sò, ma se torniamo alla Lira sarà sicuramente un'altra classe dirigente. Ci puoi scommettere.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  5. #965
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da jacob Visualizza Messaggio
    c'è solo un piccolo problema, al di là dell'esattezza o meno delle analisi.
    l'autrice stessa riconosce che si potrebbe tornare alla lira solo ed esclusivamente con una classe dirigente seria e responsabile.
    e riconosce altresì il rigore a cui ci ha costretto l'euro, rigore che verrebbe perso il secondo dopo il ritorno alla lira.
    quindi al di là di ogni analisi, corretta o meno, la conditio sine qua non è inesistente....
    L'analisi postata da Betel è rispettabilissima ma sul punto
    7) DEBITO PUBBLICO e conti pubblici: secondo me vincerebbe la LIRA,
    Secondo me ha detto una cacchiata madornale .
    Regressista amante della pucchiacca.

  6. #966
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    L'analisi postata da Betel è rispettabilissima ma sul punto
    7) DEBITO PUBBLICO e conti pubblici: secondo me vincerebbe la LIRA,
    Secondo me ha detto una cacchiata madornale .
    mi son letto l'articolo e anche tutti i commenti.
    è significativo che a parte uno, tutti a incensare l'autrice.
    quest'unico, invece, da contro all'articolo con dati alla mano (in particolare sugli anni 92-95, e debito pubblico aumentato del 20% per avere un punto, punto e mezzo di pil in più). ovviamente bollato come troll :giagia:
    "The earth was blue but there was no god"
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  7. #967
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Continuo a non capire l' utilità di questo thread.
    I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
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    I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
    I'm just a man whose circumstances went beyond his control
    Beyond my control

  8. #968
    vae victis
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da jacob Visualizza Messaggio
    mi son letto l'articolo e anche tutti i commenti.
    è significativo che a parte uno, tutti a incensare l'autrice.
    quest'unico, invece, da contro all'articolo con dati alla mano (in particolare sugli anni 92-95, e debito pubblico aumentato del 20% per avere un punto, punto e mezzo di pil in più). ovviamente bollato come troll :giagia:
    Però è un analisi non faziosa che cerca di basarsi sui fatti,quindi rispettabile.
    Tanto più condivido il paragone che cerca di fare fra maggior crescita con la lira
    e risparmio di interessi sul debito con l'Euro (risparmio che ora non abbiamo quasi
    più nda.) anche se io non giungo alle sue stesse conculsioni.

    Io penso che ciò che ci ha più danneggiato sia stata la concorrenza dei paesi
    emergenti ,ma non mi sono mai espresso in maniera netta su globalizzazione
    e WTO perchè è un argomento su cui ancora ho molte remore .
    Ultima modifica di King Z.; 04-09-12 alle 13:05
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  9. #969
    Killer President
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da kingzorc Visualizza Messaggio
    Però è un analisi non faziosa che cerca di basarsi sui fatti,quindi rispettabile.
    Tanto più condivido il paragone che cerca di fare fra maggior crescita con la lira
    e risparmio di interessi sul debito con l'Euro (risparmio che ora non abbiamo quasi
    più nda.) anche se io non giungo alle sue stesse conculsioni.
    certo che non è faziosa, ma se la risposta alle critiche (con dati alla mano) è "guarda quanto in alto è il mio articolo su wikio economia e statti zitto" qualche sospetto me lo fa venire....
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  10. #970
    Cancellato
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    Predefinito Re: Dedicato a tutti quelli che…

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Credo che a voialtri sapienti della materia economica convenga cominciare a "discutere" seriamente con gli "incompetenti", i quali vorrebbero sapere come mai i popoli più istruiti e benestanti della terra, che hanno Storia, Cultura, Tecnologia e Democrazia vanno ramenghi, mentre quelli con enormi platee di analfabeti prosperano e crescono.
    E proporre soluzioni per invertire la tendenza!

    Come puoi facilmente verificare la parola sta passando alle famose "masse" di marxiana memoria (da noi sarebbe come al solito la piccola borghesia, Grillo, Di Pietro, Lega) e si parla apertamente di nazionalizzare le banche, uscire dall'euro, di risolvere alla Robespierre il rapporto con i ceti dominanti...
    Per cui vi conviene darvi una mossa.
    io sto discutendo da anni con gente come te, che si rifiuta di capire concetti semplici basati su addizione e sottrazione. mi sono anche un pò stancato.

    vorrà dire che la parola passerà alle armi...

 

 
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