Rileggere con devozione le pagine de "l'Aquila e il Condor" dedicate a tratteggiare la delicatezza d'animo e la pacatezza ferma e responsabile di questo Grande.


Rileggere con devozione le pagine de "l'Aquila e il Condor" dedicate a tratteggiare la delicatezza d'animo e la pacatezza ferma e responsabile di questo Grande.


"Mentre ero in Francia, nel gennaio 1980, ricevetti la visita di un componente dell'ambasciata cilena. Mi chiese, a nome di Pinochet, di cercare giornalisti che partecipassero a un dibattito televisivo su Allende previsto nel programma Les dossiers de l'écran della televisione francese. La trasmissione prevedeva la proiezione di un film seguita da un dibattito in studio, con domande provenienti per telefono dall'esterno. Il film era intitolato La mort de Salvador Allende e mostrava il presidente cileno mentre sparava con il mitra contro i militari, che nello scontro lo uccidevano. La verità era un'altra. Quando i militari entrarono nella Moneda, Allende era già morto. C'è chi dice che si sia suicidato, e chi invece racconta di una raffica partita fortuitamente dal suo mitra regalatogli da Fidel Castro, che già un'altra volta gli aveva causato un incidente. In ogni caso era invalsa, all'epoca, la convinzione che Allende fosse stato ucciso dai militari. Si trattava di far partecipare alla trasmissione personaggi, non cileni, che confutassero questa versione, anche perché la trasmissione avrebbe ospitato tre cileni, tutti ex collaboratori di Allende. All'inizio respinsi la richiesta, ma poi mi conquistò l'idea di smentire un grossolano falso storico. Accettai e mi attivai, aiutato in modo decisivo da Jean-Marc Teisseire. Questi convinse due giornalisti a partecipare alla trasmissione, mentre io parlai con un terzo, Pascal Gauchon, che allora militava nel PFN.
A lui feci un accurato profilo degli ospiti cileni: uno era un ex ministro dell'Agricoltura, un altro era l'ex ambasciatore in Cina, la terza era la presidente dei Cristiani per il Socialismo. C'era anche uno spagnolo, funzionario della FAO e consigliere di Allende.
Teisseire e io avvertimmo i camerati di molte città francesi perché chiamassero in continuazione la redazione del programma, in modo da far giungere in studio solo le domande da noi preparate. Lo spagnolo, che era presente alla morte di Allende, fu sottoposto a una serie di quesiti ficcanti e alla fine ammise che Allende si era suicidato. Versione che verrà poi sostenuta nel 1987 da Miria Contreras, sua segretaria ed amante, in un'intervista a Epoca. La rivelazione dello spagnolo scatenò un vero putiferio in Francia, ma non ebbe alcuna eco in Italia".
Stefano Delle Chiaie, tratto da "L'Aquila e il Condor - memorie di un militante politico", ed. Sperling & Kupfer.
Ultima modifica di Giò; 11-09-12 alle 16:56
Credere - Pregare - Obbedire - Vincere
"Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).


Manca la parte stupenda dell'incontro tra il Generale e il nostro JVB.








Premesso che me ne frega ben poco, rilevando comunque che il Cile è uno dei paesi più floridi dell'America Latina.. il video mi ha sempre fomentato.


PRE
POST


Personalmente mi fa cagare tanto Allende quanto Pinochet. Forse quest'ultimo viene leggermente dopo, ma solo perché era cattolico.
Ultima modifica di GLADIUS; 11-09-12 alle 18:34

