

L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist


forse parla di traffico di armi droga e puttane, in cui gli amici immigrati sanno bene come sfruttare il loro network






beh, non saprei. l'immigrazione è uno dei capisaldi della globalizzazione capitalista. trovare un capitalista, per quanto 'anarchico' (:sofico, che fa lo schizzinoso su uno degli aspetti fondanti dell'ideologia in cui afferma di credere è quanto meno singolare.
a meno che per 'anarcocapitalismo' non si intenda la Libertà totale solo per i possessori dei capitali e le catene per gli altri!
L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist


Certo che che devi essere d'accordo. La base dell' Anarcocapitalismo prevede infatti che non essendoci proprietà pubblica non possano entrare stranieri, all'interno di un territorio, se non dietro invito scritto e firmato. Nono solo. Anche se ci fosse qualcuno che li invita, anche un mio vicino di casa, potrei sempre criticare la sua scelta da un punto di vista morale e non politico, troncando addirittura, se volessi, ogni rapporto sociale e economico con lui. Purtroppo molto socialisti non riescono a capire questo semplice e fondamentale punto.
Ultima modifica di John Orr; 13-09-12 alle 12:23
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.






e se arrivano un paio di migliaia di rom o maghrebini o negroni molto anarchici e desiderosi di prendersi anarchicamente e capitalisticamente le tue proprietà come fai?
cerchi di indottrinarli sul fatto che, secondo le teorie dell'anarcocapitalismo, non possono entrare nelle tue proprietà (ma non eri anarchico?) se non sono invitati?
L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist


pmi (molto p) nostrane, le tipiche fabbrichette del nord a gestione famigliare, dove ormai in molti posti la quasi totalità dei lavoratori sono stranieri per ovvie questioni di sfruttamento e abbassamento degli stipendi!
Ma, tra la fine degli anni ’80 e gli anni ’90, comincia a farsi sentire la diminuzione delle generazioni autoctona che si presentano sul mercato del lavoro; la domanda di lavoro nero, nell’edilizia e nelle piccolissime aziende industriali ed anche di lavoro regolare nell’industria e nel commercio cresce più della disponibilità di lavoratori autoctoni, soprattutto nei settori poco pagati e disagevoli – raccolta della frutta, cuoio, cottimisti – ma non solo. Oggi il tasso di attività e di occupazione degli stranieri è più alto di quello degli italiani; la percentuale degli stranieri sui lavoratori regolari è significativa; la percentuale degli stranieri sui lavoratori assunti, per esempio nel cuneese, è di un terzo in totale, del 40% in agricoltura; è bassa solo nelle province di vecchia industrializzazione in declino, come Biella. La percezione, soprattutto di chi non è in diretto contatto sul lavoro con gli stranieri, resta quella dell’arrivo indesiderato. “Aiutiamoli a casa loro” resta lo slogan della destra, e non solo. Ma, se restassero a casa loro, aiutati o no, non potrebbero badare ai vecchi, pulire le case, lavorare negli ospedali e nei cantieri, nelle grandi aziende alimentari, nelle boite, nei mercati.
ovviamente gli autori di simili pezzi si dimenticano sempre in maniera molto interessata alle cifre della disoccupazione locale:giagia:
L’immigrazione è fenomeno padronale. Chi critica il capitalismo approvando l’immigrazione, di cui la classe operaia è la 1a vittima, farebbe meglio a tacere. Chi critica l’immigrazione restando muto sul capitale, dovrebbe fare altrettanto. De Benoist