



Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.


Mica parlavo di opinioni. Parlavo di dati di fatto.
Poi, per tornare sul tema...dato che stiamo degenerando (colpa anche mia: ti do corda) accusare me di giocare con le parole in un 3d dove si vuol far passare per "idea" da tutelare la diffamazione è abbastanza ridicolo.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Nel caso specifico (ma andrebbe letto l'intero articolo più che il solo virgolettato) più che diffamazione mi pare il solito cattivo gusto
dei pennivendoli ,tanto più è eccessivo il riferimento all'art. 133 .
Ma siccome leggo "Perché aveva dei precedenti per l’omesso controllo legato alla diffamazione" e me ne infischio del "omesso controllo"
(troppo comodo) non possono non confermare (al di là del caso specifico che mi pare eccessivo) la pena detentiva come una giusta
conseguenza di chi arreca un danno alla società in maniera dolosa come fanno lui e i suoi compari prezzolati .
La diffamazione e la calunnia sono reati gravissimi specialmente quando sono consapevoli ,voluti e reiterati .
Regressista amante della pucchiacca.


Ricordiamo il grandissimo scoop del Nostro Eroe :
“La Boccassini aveva il fidanzato di sinistra!” (gennaio 2011)
La Bocassini che pomiciò 30 anni fa col giornalista “sinistrorso” occupò la PRIMA PAGINA del 27 gennaio 2011 ! (mica un trafiletto di sesta)
Una giovane ragazza-magistrato sorpresa a baciare teneramente un giornalista di sinistra in una via adiacente al palazzo di giustizia venne deferita dal capo bacchettone al CSM
La pratica fu archiviata per manifesta risibilità
Ebbene , nel 2011 , dopo trent'anni , la non più ragazza ma ancora magistrato Ilda Boccassini - secondo il Giornale non ha titolo morale per indagare sul putaname del loro padrone-editore di riferimento
(contestualizziamo la notiziona : siamo in piena bufera dello scandalo escort e dello scandalo Minetti - che viene pagata 22.000 € al mese dai contribuenti che finanziano la regione Lombardia .. per fare cosa ? la maitresse del premier !)
Ma vorrei anche premiare un aspetto che potrebbe passare inosservato : infatti questi de Il Giornale hanno PASSATO AL SETACCIO 30 anni di vita privata e professionale della Boccassini ... e non hanno trovato nulla , nada de nada !
E' questa , a ben considerare , la reale "cifra" informativa , che si evince in controluce - bisogna saper leggere fra le righe , ragazzi !


Ridicolo è il balletto che fai tu per cercare di denigrare chi non la pensa come te, supportato dall'altro illuminato.
Ormai l'argomento è esaurito in una discussione di quasi 40 pagine, quello che doveva essere detto è stato detto, chi è intelligente ha capito, chi preferisce attaccare le persone invece no.


Mi riferivo a questo passaggio:
E veniamo al primo grado: l’avvocato di Libero era piuttosto noto perché non presenziava quasi mai alle udienze, preferendo mandarci sempre un sostituto sottopagato, peraltro bravino. E qui, il giorno della sentenza, accadde un fatto decisamente singolare. Il giudice, una donna, lesse il dispositivo che condannava Sallusti a pagare circa 5mila euro e Andrea Monticone a pagarne 4000 (più 30mila di risarcimento, che nel caso dei magistrati è sempre altissimo) ma nelle motivazioni della sentenza, depositate tempo dopo, lo stesso giudice si dolse di essersi dimenticato di prevedere una pena detentiva. Un’esagerazione? Si può pensarlo.
Tant’è, ormai era andata: sia il querelante sia la Procura sia gli avvocati proposero tuttavia appello (perché in Italia si propone sempre appello, anche quando pare illogico o esagerato) e la sentenza della prima sezione giunse il 17 giugno 2011. E qui accadeva un altro fatto singolare: l’avvocato di Libero tipicamente non si presentò in aula e però neppure il suo sostituto: il quale, nel frattempo, aveva abbandonato lo studio nell’ottobre precedente come del resto la segretaria, entrambi stufi di lavorare praticamente gratis. Fatto sta che all’Appello dovette presenziare un legale d’ufficio – uno che passava di lì, letteralmente – sicché la sentenza cambiò volto: come richiesto dall’accusa, Monticone si beccò un anno con la condizionale e Sallusti si beccò un anno e due mesi senza un accidente di condizionale, e perché? Perché aveva dei precedenti per l’omesso controllo legato alla diffamazione. Il giudice d’Appello, in pratica, recuperò la detenzione che il giudice di primo grado aveva dimenticato di scrivere nel dispositivo. Una lettura della sentenza peraltro permette di apprendere che la condizionale viene negata «ai sensi dell’articolo 133 del codice penale», e cioè – oltre che per gli altri procedimenti penali subìti da Sallusti come giornalista – a causa della sua «pericolosità»
Dove viene descritta la successione delle varie fasi del procedimento; e da dove si evince che, oltre all'inasprimento di pena tra primo e secondo grado, c'è stata una discreta dabbenaggine (insultante, per i collegi giudicanti) da parte della difesa e dell'imputato.


la notizia poteva non essere attuale, ma di certo non era diffamazione. è ovvio che sallusti non è un santo, è ovvio che la notizia sulla bocassini aveva motivazioni politiche, ma cosa credi che la repubblica, magari con un pelino più di decenza, faccia qualcosa di diverso, quando attacca grillo?
cmq la bocassini non l'ha certo querelato...probabilmente la notizia anche se fuori...di interesse nazionale era vera.
ma tu lo vuoi mandare in galera perché ha scritto che la bocassini aveva un fidanzato comunista?
bah
veni vidi mici


Non è ancora stato spiegato come la diffamazione sarebbe idea da potersi esprimere e tutelare, a dire il vero.
Comunque tranquilli. Si sono mossi in troppi, sallusti se la caverà, probabilmente.
Il problema verrà dopo, quando si dovrà discutere della casta dei giornalisti.
Perché OGGI si difende sallusti che diffama i giudici. Domani non si sa chi si difenderà dopo che avrà diffamato chissà chi...
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


"La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile" (Corrado Alvaro)
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