

veni vidi mici


Eppure la libertà di stampa per i giornali di sinistra aveva funzionato così bbbbbene............






Sai cosa?
Solitamente quando davanti ad un post si risponde andando completamente OT lo si fa in assenza totale e completa di risposte nel merito a quel post.
Ma posso capirti: evidentemente non ti va che sallusti finisca al gabbio per diffamazione e credi che facendo passare il messaggio secondo cui la diffamazione sarebbe idea allora sallusti diventa una vittima dell'oppressione. O lui O travaglio, che sta difendendo sallusti per timore di fare presto o tardi la sua stessa fine.
Ci sta, su un forum i militonti trovano il loro ambiente ideale e tu mi sembra che ci sguazzi favolosamente.
Quindi fa come credi. Se ti piace scrivere che la diffamazione è idea...ma quando ti si chiede da quando in quando questa affermazione è vera e non rispondi non stupirti se ti si da del militonto.
C. De Gaulle: "l'Italia non è un paese povero. E' un povero paese".


Napolitano: seguo il caso Sallusti
Il direttore del Giornale rischia il carcere per omesso controllo ai tempi in cui dirigeva Libero.
Il portavoce di Napolitano scrive su Twitter: il presidente esaminerà la questione.
La precisazione dopo la richiesta, in rete, del deputato pd Mario Adinolfi.
Intanto tutta la stampa si schiera contro l'eventualità dell'arresto e del carcere. Anche i partiti sono d'accordo: legge illiberale
Il Quirinale segue il caso Sallusti. E si riserva una sua valutazione sulla vicenda: il direttore del Giornale conoscerà il suo destino mercoledì prossimo, quando la Cassazione stabilirà se confermare o meno la condanna di Sallusti a 14 mesi di carcere, senza condizionale.
Non è detto che Giorgio Napolitano intervenga, a maggior ragione prima di quella scadenza, anzi è probabile che almeno per il momento taccia per non interferire col lavoro dei supremi giudici, ma certo la notizia filtrata nel pomeriggio fa capire che i giochi non sono affatto chiusi.
A parlare è Pasquale Cascella, portavoce del presidente della Repubblica. Cascella risponde a un tweet firmato da Mario Adinolfi, blogger e deputato del Pd che sulla vicenda si sta spendendo molto. «Vedere Sallusti in carcere per un'opinione espressa - è il pensiero di Adinolfi - sarebbe gravissimo. Intervenga il capo dello Stato».
Pronta la replica di Cascella, sempre via tweet: «Il presidente della Repubblica, naturalmente, segue il caso e si riserva di acquisire tutti gli elementi utili di valutazione».
È stato proprio Adinolfi a sottolineare che Napolitano è anche il presidente del Csm e insomma è il numero uno dell'organo di autogoverno dei giudici.
Quindi, senza volersi sovrapporre a niente e a nessuno, e senza voler censurare l'opera delle toghe, Napolitano può chiedere gli incartamenti per capire come si possa arrivare a comminare una pena detentiva solo per aver messo in pagina un commento, per quanto duro.
Ma soprattutto, sul versante giudiziario, Napolitano vorrà sapere come sia possibile che il direttore di un quotidiano politico, che fra l'altro rappresenta una vasta area dell'opinione pubblica, venga considerato dalla corte d'appello di Milano un soggetto cui non può essere concessa nemmeno la condizionale e quindi la sospensione della pena.
«Per Sallusti - si legge nel verdetto di rito ambrosiano - non è possibile formulare una prognosi favorevole e ritenere che egli si asterrà dal commettere in futuro ulteriori episodi criminosi».
Quale sarà la riflessione del capo dello Stato sul tema?
Si possono catalogare le opinioni espresse da un giornale, per quanto ruvide, come «episodi criminosi»?
Insomma, se il direttore di un foglio di carta rischia il carcere come e più di un ladro, di uno scippatore o di un truffatore, c'è qualcosa che non quadra.
Naturalmente, può anche accadere che sia la Cassazione a modificare il verdetto, magari annullando la sentenza d'appello e ordinando la celebrazione di un nuovo dibattimento di secondo grado che tenga conto delle eventuali osservazioni critiche degli ermellini. Al momento, si tratta di ipotesi.
Se invece mercoledì la Suprema corte dovesse confermare la condanna, allora si passerebbe all'esecuzione della sentenza e in quel caso Napolitano potrebbe intervenire in seconda battuta, per esempio con la concessione della grazia.
Che in qualche modo disinnescherebbe il caso concreto. Napolitano potrebbe cancellare con un tratto di penna la sanzione: di solito, nel nostro Paese, per le pene fino a tre anni non il carcere ma l'affidamento in prova ai servizi sociali.
Ma il Quirinale può anche battere il tasto della politica e far capire al Parlamento che sarebbe l'ora di modificare la legge.
Non che le Camere non siano già ingolfate di proposte che viaggiano alla velocità di una lumaca o si sono arenate in qualche cassetto, come le ormai mitiche riforme istituzionali sempre annunciate e mai realizzate.
Ma certo anche il lungo dibattito sulla diffamazione che è andato avanti per anni, anche sul Giornale, alla fine non ha prodotto alcuna modifica legislativa.
E oggi Sallusti rischia il carcere per un reato di opinione e, beffa finale, nello specifico per un articolo che nemmeno ha scritto.
Una situazione insostenibile, incompatibile con gli standard di una democrazia matura e dell'Europa contemporanea.
A chiedere che sia la politica a battere un colpo è anche il leader di magistratura indipendente Cosimo Ferri, il giudice più votato d'Italia, con un exploit di oltre mille voti, alle recenti elezioni per il rinnovo dei vertici dell'Associazione nazionale magistrati. «La soluzione del problema che periodicamente si pone circa i limiti e i confini del diritto di critica - spiega Ferri al Giornale - deve essere trovata dal legislatore e non dal giudice che ha l'obbligo di muoversi in un contesto ben definito, con limiti normativi anche alla sua discrezionalità».
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Impossibilia nemo tenetur


E da quando mettono in galera qualcuno per diffamazione?
Hai qualche esempio da indicarmi, in modo che si possa arrivare alla conclusione che si, in fondo per tale reato in prigione ci finiscono tutti...
Comunque leggi qui:
Sallusti in carcere? Inaccettabile<br>anche per noi, suoi avversari - Italia - l'Unità
Alessandro Sallusti e il Giornale che dirige non potrebbero essere più lontani da noi per convinzioni politiche e stile giornalistico. Ma la possibilità concreta che Sallusti venga arrestato e portato in carcere per una diffamazione a mezzo stampa, anzi per un omesso controllo (l’articolo incriminato è stato scritto da un altro giornalista), è per noi inaccettabile.
Se ciò accadesse non sarebbe degno del nostro Paese e della sua civiltà giuridica. I giornalisti hanno molte responsabilità. E il rigore professionale non è mai abbastanza di fronte all’umanità e ai diritti di coloro che diventano protagonisti delle nostre cronache quotidiane. Ma il bavaglio alla stampa, in qualunque forma si manifesti, è incompatibile con una democrazia evoluta e con il diritto, sempre più esigente, dei cittadini ad essere informati.
La nostra legislazione è carente, inadeguata. Soprattutto lo è la disciplina della diffamazione a mezzo stampa, concepita in altre epoche storiche. Chi sbaglia deve pagare. Ma la responsabilità non può essere trasferita sul direttore e sull’editore fino a comprimere lo spazio vitale della loro libertà. Soprattutto non è possibile che una responsabilità oggettiva produca il carcere. Continueremo a batterci contro le idee di Sallusti e de il Giornale. Ma vogliamo la battaglia sia tra uomini liberi. Intervenga il governo se la Cassazione dovesse confermare l’attuale interpretazione della norma.
Ecco, ora che lo ha detto pure l'Unità magari cambi idea, in omaggio alla più classica delle vignette di Guareschi.
Ultima modifica di Mauri61; 23-09-12 alle 11:34
Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.




CONTRORDINE, COMPAGNI!!!!
Io mi auguro che tu abbia compreso, aldilà delle nostre posizioni che spesso sono all'opposto, che secondo me QUALSIASI giornalista che venga riconosciuto colpevole di diffamazione debba essere sanzionato - esattamente come già accaduto anche a Sallusti - ma da qui a diventare forcaioli (in un paese dove vengono lasciati liberi i peggiori maiali, ad iniziare da certi politici...) ce ne corre, e del bello.
Non ne farei una questione di contrapposizione destra/sinistra quanto di un ragionamento di semplice buonsenso.
E, ripeto quanto già scritto, se al posto di questo pelato vi fosse un qualsivoglia giornalista penserei e scriverei le stesse, identiche cose.
E già che ci sono: il fatto che qualcuno - considerando che in questo caso tu ed il sottoscritto la pensiamo allo stesso modo - voglia attaccarti per darti del voltagabbana, dovrebbe dirla lunga su chi sia realmente a corto di argomenti...
Ultima modifica di Mauri61; 23-09-12 alle 11:55
Non rispondo a mitomani, onanisti e depensanti...a questi ci dovrebbe pensare l'ASL.


La dabbenaggine non è punita dalla legge italiana. Credo che gente come Feltri e Sallusti abbia detto e fatto cose ben peggiori, eppure rischia di finire in galera per aver detto, no, neanche lui, un suo misterioso collega ha detto che un magistrato meriterebbe la pena di morte (che in Italia non esiste...). Mi chiedo se al posto del magistrato la denuncia l'avessero esposta i genitori o il medico, anch'essi inclusi nella frase incriminata, come sarebbe finita.