

I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


sono tutti rimasti al secolo scorso. Sgarbi con quella faccetta giovanile ha 60 anni suonati e la capoccia è quella di un sessantenne coi piedi nel 900.
Ancora esiste il cliché per cui la pena massima per un giornalista sarebbe la galera.
Sbagliato. La galera ad un giornalista nel 2012 è una medaglia da affiggere al petto.
100 mila euro di multa ad un ragazzino che pubblica le intercettazioni del potente sul suo blog, sono come l'ergastolo.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Naturalmente non è così: ma chevveloddicopiùaffa'?
Di un corsivo firmato con uno pseudonimo il direttore DEVE (moralmente, giornalisticamente e giuridicamente) assumersi la paternità: ma saranno le indagini a stabilire se trattasi di culpa in vigilando (non ne sapeva nulla) o in eligendo (lo ha visto ed ha approvato o lo ha addirittura scritto).


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control




Prima pagina de Il Giornale.Fa un certo effetto sapere di dover andare in carcere. Ma non è questo il problema, non il mio. In un Paese dove più che gli euro mancano le palle, non voglio concedere nessuna via d’uscita a chi ha partecipato a questa porcata. Non ho accettato trattative private con un magistrato (il querelante) che era disponibile a lasciarmi libero in cambio di un pugno di euro, prassi squallida e umiliante più per lui, custode di giustizia, che per me. Non accetto ora di evitare la cella chiedendo la pena alternativa dell’affidamento ai servizi sociali per sottopormi a un piano di rieducazione. Perché sono certo che mio padre e mia madre, gli unici titolati a educarmi, abbiano fatto un lavoro più che discreto e oggi, che purtroppo non ci sono più, sarebbero orgogliosi di me e di loro. E ancora. Non chiederò la grazia a Napolitano perché, detto con rispetto, nel suo settennato nulla ha fatto di serio e concreto per arginare quella magistratura politicizzata che con odio e bava alla bocca si è scagliata contro chiunque passasse dalle parti del centrodestra e che ora, dopo avere ripassato i politici, vuole fare pulizia anche nei giornali non allineati alle loro tesi. Non voglio poi risolvere io il problema di Mario Monti, accademico di quella Bocconi che dovrebbe essere tempio e fucina delle libertà, che si trova al collo, complice il suo sostanziale silenzio e il suo immobilismo sul caso, la medaglia della sentenza più illiberale dell'Occidente. Così come il ministro della giustizia Paola Severino, definita da tutti come la più illuminata tra gli avvocati illuminati, dovrà ora chiedersi se per caso non è colma la misura della giustizia spettacolo degli Ingroia e dei suoi piccoli imitatori in cerca di fama. Stamane scriverò al Prefetto di Milano, per annunciargli che rinuncio alla scorta (ragazzi meravigliosi e sottopagati che non finirò mai di ammirare) che da due anni mi protegge notte e giorno da concrete e reiterate minacce. Non posso accettare che una parte dello Stato, il ministero degli Interni, spenda soldi pubblici per tutelare una persona che un’altra parte dello Stato, la magistratura, considera in sentenza definitiva soggetto socialmente pericoloso. E ultimo, ma primo in ordine di importanza, oggi mi dimetto, questo sì con enorme sofferenza, da direttore responsabile del Giornale, per rispetto ai lettori e ai colleghi. Il foglio delle libertà non può essere guidato da una persona non più libera di esprimere ogni giorno e fino in fondo il proprio pensiero perché fisicamente in carcere o sotto schiaffo da parte di persone intellettualmente disoneste che possono in ogni momento fare scattare le manette a loro piacimento. Ringrazio tutti voi per la pazienza e l’affetto che mi avete dimostrato e vi chiedo scusa per i non pochi errori commessi. Ma non mi arrendo, questo mai. La battaglia per cambiare in meglio il Paese continua, e questo sopruso, sono convinto, può essere trasformato in una opportunità in più per tutti noi.
Questa è quella di Libero.
Ultima modifica di Zdenek; 27-09-12 alle 09:05
Niente reputazioni ma opere di bene. Grazie.
Che tristezza dev'essere ricevere un "ILike" da un cretino.
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Cinguetto QUI


I'm not a robot without emotions, I'm not what you see
I've come to help you with your problems, so we can be free
I'm not a hero, I'm not a savior, forget what you know
I'm just a man whose circumstances went beyond his control
Beyond my control


ma come, è così evidente.
Un editore ricco e potente, ordina al suo giornale di prendere di mira chi osa criticarlo. Uno a caso: Boffo.
Pubblica una serie di falsità, poi il direttore che ha mentito sapendo di mentire e ha rovinato la vita della vittima (perché nei casi di diffamazione esiste non dimentichiamocelo, una VITTIMA) e la legge inflessibile punirà il direttore con una multa che prontamente il suo ricco e potente editore gli pagherà.
E via così per altri 100 casi simili come in effetti è successo, senza limiti.
Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
(brunik - 25/09/2011)


Ancora il (involontario?) malinteso del "tutti": qui si sta parlando dello SPECIFICO reato di diffamazione A MEZZO STAMPA, con TUTTO quello che ne consegue in termini di TUTELA dell'indispensabile funzione DEMOCRATICA di controllo che svolge l'INTERA informazione e della DIFESA della libertà/diritto di informare ed essere informati SENZA che chi questa funzione svolge possa essere intimidito dalla mannaia di una legge che NON HA EGUALI in nessun altro paese civile.