
Originariamente Scritto da
Comandante Diavolo
Un 27enne - la cui identità è ancora ignota - è stato arrestato dalla polizia postale greca con l'accusa di blasfemia. Stavolta l'Islam e il profeta Maometto non c'entrano affatto: è una questione tutta interna alla Chiesa Ortodossa.
Secondo quanto riportato da Business Insider, l'uomo è finito in manette per aver offeso con una sua pagina Facebook la venerata memoria del monaco Paisios, un religioso ortodosso morto in odore di santità nel 1994. Proveniente dalla Cappadocia, il monaco che trascorselunghi anni nel famoso monastero del Monte Athos, gode tuttora di grande venerazione in tutto il mondo cristiano ortodosso, in Grecia come in Russia.
Un "vecchio pasticcio"
Il "guaio" è dunque partito dalla pubblicazione di una pagina sul social network Facebook. Il sospetto senza nome vi avrebbe accostato la sacra figura del religioso a un piatto di pasta - una tipica specialità greca - firmandosi ironicamente "Geron Pastitsios" (Vecchio Pasticcio) e utilizzando un'immagine del venerato vegliardo.
È un gioco di parole che ha sollevato innumerevoli proteste - su Facebook ma soprattutto su Twitter - prontamente raccolte dal raggruppamento politico neonazista di "Alba dorata", che ha trasformato la vicenda in un caso di portata nazionale per ergersi a difensore della Grecia tradizionale che, manco a dirlo, ha nella fede cristiano ortodossa uno dei suoi aspetti più largamente condivisi.
La pagina di Facebook è stata chiusa, ma su Twitter l'hashtag "#FreeGeronPastitsios" esplode in difesa dell'uomo accusato di blasfemia.
La legge greca punisce i colpevoli di blasfemia
Il codice penale greco punisce le offese contro la religione. L'articolo 199 stabilisce che "chi pubblicamente e malignamente e con qualunque mezzo bestemmia la Chiesa greco-ortodossa" è punito "con la reclusione non superiore a due anni."
Nel 2003, uno scrittore austriaco, Gerhard Haderer, fu processato per il suo libro "La vita di Gesù", che raffigurava Cristo come un "figlio dei fiori", prasticamente un hippie. Fu assolto, è vero, ma solo dopo un processo conclusosi nel 2005.
Rainews24.it