
Originariamente Scritto da
von Dekken
Vorrei aggiungere una riflessione riguardo allo ius sanguinis.
Mi sembra che concordiamo tutti sul fatto che il nucleo fondante del popolo cisalpino odierno discenda dal popolo longobardo (volendo potremmo pure chiamarci Longobardia), ma sappiamo benissimo che assieme ai longobardi arrivarono in queste lande altre popolazioni minori, germaniche e non, inoltre qui trovarono i resti della popolazione ostrogota, assieme alle antiche popolazioni venete, liguri e celte ormai romanizzate. C'erano poi italici, discendenti di schiavi balcanici ed orientali. Certamente la presenza di tali popolazioni era relativamente scarsa, perchè c'era stata una guerra rovinosa e soprattuto la peste degli anni '40 del VI secolo che aveva letteralmente desertificato la Cisalpina. Poi le popolazioni, che per comodità possiamo chiamare romane, si spostarono verso le coste, permettendo ai nostri avi di popolare la pianura padano-veneta. Questa è storia nota. Ebbene nel corso dei secoli, poichè non vi furono altre migrazioni significative, queste popolazioni disparate innestate sul forte ceppo longobardo diedero origine ad un popolo con proprie peculiarità. E le persone che provenendo da altre realtà - perchè anche nel medioevo e nella prima età moderna le persone migravano da una regione europea all'altra - venivano da noi e si integravano, poi erano a ragione, alemeno nella generazione successiva, considerate tra i compatrioti.
La rottura si è avuta a partire dalla cosidetta unità d'Italia che ha portato ad una migrazione di italioti in Cisalpina, e soprattutto a partire dagli anni '50 del secolo scorso in misura inimmaginabile ed insostenibile. Gli immigrati si sono integrati? Alcuni, perlomeno i loro figli, indubbiamente sì, altri sicuramente no. Oggi poi abbiamo anche una massiccia immigrazione europea ed extra-europea. Per il momento queste persone non hanno diritti di di cittadinanza, ma con questi governi non si sa mai che potrà succedere...
Ebbene se in passato un insieme di etnie, alcune affini, altre meno, hanno saputo fondersi dando origine al nostro popolo, arricchite da innesti più o meno occasionali di altre componenti esterne nel corso dei secoli, questo mi sembra che dimostri che il cosidetto ius sanguinis sia una notevole corbelleria. Il problema è la non integrazione di una parte significativa degli allogeni non che, tanto per esempio, una donna ucraina sposata ad un bergamasco diventi nostra compatriota! Quindi il "sangue" è e resta importante, perchè ci dice da dove proveniamo, ma fondamentale è il modello culturale. Senza la nostra identità culturale non esistiamo.