Resta sempre il "piccolo" problema che attualmente c'è una forte sovracapacità di naviglio che unita all'aumento del costo del carburante, sta riducendo i margini di guadagno.


Resta sempre il "piccolo" problema che attualmente c'è una forte sovracapacità di naviglio che unita all'aumento del costo del carburante, sta riducendo i margini di guadagno.
"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"


Obiezione oltremodo logica.
Quello della sovraccapacità del naviglio non è un vero problema. E' semmai la presenza di piccole compagnie che giocano troppo al ribasso nei noli, e che per necessità obbligano a creare holding vere e proprie che monopolizzano determinate rotte e mercati (vds la Grimaldi per quanto concerne le car carrier in mediterraneo) .
E' questione di razionalizzare il mercato. Non è facile ma è fattibile.
Quello del carburante rimane un problema vero. Ma rimane comunque il fatto che quello del trasporto marittimo è un monopolio tipologico obbligato. Riduci i guadagni, vero, ma non si potrà non trasportare via mare.
Preferisco di no.










Il problema c'è l'hanno anche le grosse. La Maersk ultimamente sta facendo girare post-panamax al 60-70% di capacità con costi esorbitanti. (tutto questo sta facendo la gioia del bangladesh, che si ritrova un sacco di carrette con nemmeno 20 anni d'attività da demolire)
In quanto al carburante, quando fino all'anno scorso ero all'UNI, fioccavano le tesi di laurea commissioante dalle varie Messina e Grimaldi finalizzate alla ricerca di un assetto adatto al risparmio di carburante. Che si traducevano quasi sempre in un "andate più piano". (e conseguente epggioramento del rendimento). C'è poco da fare.
Fino a quando, da un lato il mercato non si razionalizzerà con la scomparsa di un po' di compagnie, dall'altra riprenderanno i traffici mondiali, ci saranno pochi spazi per nuovi soggetti.
Ultima modifica di Juv; 26-10-12 alle 21:49
"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"


Cmq la premessa di tutto questo è la "deschettinizzazione" del personale imbarcato che sarà sostituito da marittimi celto-liguri forgiati nei migliori istituti nautici della Spezia, Camogli e Genova.
Ultima modifica di Juv; 26-10-12 alle 21:49
"Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"


E' vero che non si può fare tutto in funzione della previsione prossima futura, e quello della saturazione del mercato è un rischio serio. Però stiamo valutando la cosa come capacità complessiva (non solo navi, ma anche porti, logistica intermodale, ecc.) .
Non è detto che sarà tutto rose e fiori, ma oltre al fatto che non esistono molte alte strade da percorrere, c'è da tener presente che l'aumento delle capacità di consumo interno della Cina ( e dell'India) richiederanno negli anni a venire, maggiori importazioni verso gli stessi.
E' una scommessa?
Certo.
Non abbiamo però tantissime strade.
Posso assicurarti per conoscenza diretta che al di là degli studi presso le università X molte aziende hanno preso sul serio tutte le indicazioni in merito, anche quando queste si scontrano con la sicurezza (es. tenere in porto un solo Diesel Generatore in moto, col rischio però di eventuali blackout).Sono state rifatte le curve di rendimento per i motori 2T dotati di alternatore asse (che ovviamente dopo dieci anni dalla costruzione non sono le stesse indicate dalla Sulzer o dalla MAN) e via discorrendo.In quanto al carburante, quando fino all'anno scorso ero all'UNI, fioccavano le tesi di laurea commissioante dalle varie Messina e Grimaldi finalizzate alla ricerca di un assetto adatto al risparmio di carburante. Che si traducevano quasi sempre in un "andate più piano". (e conseguente epggioramento del rendimento). C'è poco da fare.
Il problema è che la coperta non si può tirare da troppe parti. Ma è come ripetevo determinati problemi tecnici si presenteranno sempre.
Preferisco di no.


una serie di incentivi al settore non produrranno certo quella spinta alla dimensione marittima che auspichi; per competere anche solo a livello europeo con porti come rotterdam devi avere altro livello di infrastrutture e costi concorrenziali, cosa praticamente impossibile in Italia. A livello di cantieristica d'altra parte non siamo messi male, ma senza una visione sistemica in grado di supportarla nei periodi di secca con commesse militari o investimenti a fondo perduto per la ricerca, diventa proibitivo anche sostenere il dimensionamento attuale. L'unica talassocrazia che abbiamo avuto è Venezia, oggi non è esiste nessuna condizione per ripetere quel modello.
«Puoi togliere il selvaggio dalla foresta, ma non puoi togliere la foresta dal selvaggio.»
Paolo Sizzi