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Discussione: Per un Decalogo Laico

  1. #1
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    Arrow Per un Decalogo Laico

    Per una delle ironie della storia, il motto risorgimentale «Libera Chiesa in Libero Stato» viene considerato nell’Italia repubblicana un’espressione di anticlericalismo, invece che un’asserzione di laicismo. Naturalmente, quasi tutti i nostri politici concordano sul fatto che la Chiesa e il Vaticano debbano avere la massima libertà di parola e di azione, e che lo Stato non debba interferire né con l’una, né con l’altra. Ma quasi nessuno pensa, o almeno dice, che le stesse libertà le debba avere anche lo Stato, senza esser costretto a subire la pressione ufficiale e ufficiosa delle gerarchie ecclesiastiche, a legiferare in ossequio alle loro credenze, e a pagare di tasca propria per la propaganda e gli affari altrui.

    Per affrontare concretamente la pratica di un comportamento laico nella quotidianità individuale e sociale, proviamo dunque a formulare un Decalogo Laico che isoli una serie limitata di «comandamenti» sui quali ci si potrà confrontare ed, eventualmente, chiamare a raccolta. «Comandamenti» che, a seconda dei casi, sono rivolti al laico come stimoli propositivi, o al clericale come moniti dissuasivi.

    1. Non avrai altro Stato all’infuori di me

    Il rapporto fra Stato e Chiesa deve tener conto del fatto che quest’ultima è indissolubilmente legata in matrimonio col Vaticano, e che il Papa è anche il capo di uno stato estero indipendente. Questo conflitto di interessi genera un’indebita confusione tra la religione e politica, che un laico (anche, e soprattutto, se credente) dovrebbe sapere e volere dirimere: in particolare, favorendo l’abrogazione dell’articolo 7 della Costituzione e del relativo Concordato, che limitano l’indipendenza e la sovranità dello Stato italiano in maniera ormai anacronistica, perpetuando il «giogo pretesco» (come lo chiamò Benedetto Croce) che Mussolini le impose l’11 febbraio 1929, e Togliatti le reimpose il 25 marzo 1947.

    2. Non nominare il nome di Dio invano

    Il precedente conflitto di interessi tende a far sì che, andando ben oltre i diritti sanciti dal Concordato, la Chiesa pretenda di dettare politiche allo Stato sulle questioni più disparate, ritenendosi l’unica interprete di valori etici universali. Anzitutto, un laico non può accettare un preteso monopolio della religione sull’etica: al contrario, rivendica da un lato l’assolutezza di alcuni principi etici basati sulla natura e sulla ragione umane, e dall’altro la relatività di altri princìpi etici basati sulle convenzioni e sulle consuetudini sociali. Inoltre, un laico non può neppure accettare un preteso monopolio religioso della Chiesa Cattolica sull’etica, a scapito delle altre confessioni cristiane (protestanti o ortodosse) e delle altre religioni (monoteiste e non).

    3. Ricordati di rispettare il tuo ruolo istituzionale

    Un politico che ricopra incarichi istituzionali rappresenta l’intero elettorato, nazionale o locale, e non deve dunque compiere atti pubblici che ledano la sensibilità di una parte di quell’elettorato e la dignità del suo ruolo. Ad esempio, un ministro o un assessore laici non devono prendere parte a funzioni religiose, seguendo l’esempio del cattolico De Gaulle, che rifiutava di fare la comunione in pubblico per questo motivo. In particolare, sono lesive del principio della laicità le partecipazioni alle funzioni religiose dei rappresentanti della nazione e degli enti locali, soprattutto se effettuate come prassi regolare.

    4. Onora il credente e il non credente

    Un laico rispetta le credenze altrui, e questo rispetto si manifesta in maniere complementari. Un laico non credente, infatti, rispetta qualunque fede e religione (non solo una), e non rifiuta un’istanza etica soltanto perché dedotta da princìpi religiosi: semplicemente, non ritiene quei princìpi probatori e rivendica il diritto di valutarne le conseguenze indipendentemente dalle premesse. Un laico credente, simmetricamente, rispetta la mancanza di fede degli agnostici e degli atei, e non pretende di affermare che solo chi crede ha un senso etico, e che «senza Dio tutto sarebbe permesso»: non fosse altro, perché la storia ha sistematicamente smentito entrambe le affermazioni.

    5. Non uccidere la razionalità scientifica

    La scienza ricerca la verità mediante dimostrazioni ed esperimenti, e non si sottomette a giudizi e tribunali che non accettino questo metodo. Questa sua caratteristica la rende più compatibile con certe religioni, ad esempio il buddismo, e meno con altre: soprattutto con il cattolicesimo, la cui ricerca della verità si affida invece alla rivelazione biblica e ai pronunciamenti dogmatici dei Concili e del Papa. Il motto «la scienza è laica» significa semplicemente che si può essere scienziati, credenti o no, solo se si accettano le regole del gioco scientifico, che richiedono di tenere la religione fuori dalla porta dei laboratori: altrimenti si abiura e, come dice il Galileo di Brecht, «si tradisce la propria professione».
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  2. #2
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    6. Non commettere adulterio filosofico

    Più delicato è il rapporto tra filosofia e religione. E’ innegabile che ci siano stati e ci siano filosofi cattolici, ma rimane il fatto che «nessun servo può servire due padroni: o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro» (Luca, XVI, 13). Un filosofo laico, dunque, dovrebbe scegliere con chiarezza se servire la filosofia o la teologia, e soprattutto evitare di fare i salti mortali per «servire Dio e mammona», come oggi va di moda fra gli «atei devoti».

    7. Non rubare

    Tra spiritualità e materialità della Chiesa esiste un innegabile conflitto di interessi, che si manifesta in maniera dirompente negli immensi benefici economici, concordatari e non, che essa riceve dallo Stato e dagli enti locali italiani. La legge di attuazione dell’otto per mille, ad esempio, assegna alla Chiesa non solo le quote ad essa esplicitamente destinate da circa il trenta per cento dei contribuenti, ma anche la quasi totalità delle quote non destinate: una furberia tremontiana che si configura come un vero e proprio furto, che un laico (anche, e soprattutto, se credente) dovrebbe denunciare come truffaldino, alla stregua di molti altri «finanziamenti illeciti» che assommano a miliardi di euro all’anno.

    8. Non dire falsa testimonianza

    Parte delle tensioni laiche nel rapporto con la Chiesa sono dovute all’esagerata cassa di risonanza che i media offrono alle sue istanze, unita a una loro diffusa mancanza di obiettività. L’Osservatorio Radicale ha fatto notare, ad esempio, che nei suoi primi tre anni di pontificato il Papa ha ricevuto dal Tg1 e dal Tg2 più copertura sia del Presidente del Consiglio che del Presidente della Repubblica, come ci aspetterebbe da una Televisione Vaticana: un laico dovrebbe invece chiedere e pretendere un opposto comportamento dalle televisioni e dai giornali nazionali.

    9. Non desiderare la scuola d’altri

    La Chiesa continua ancor oggi a pretendere che si attui la richiesta del restauratore De Maistre: «dateceli dai cinque ai dieci anni, e saranno nostri per tutta la vita». Un laico progressista, credente o no, dovrebbe invece invocare la libertà di insegnamento religioso negli oratori e nelle scuole private, ma la neutralità dell’insegnamento nella scuola pubblica: che si abolisca dunque l’anacronistica ora di religione, o che almeno la si muti in un’ora di religioni (al plurale), insegnata da docenti statali che non siano sottoposti a un benestare della Curia che umilia uno Stato sovrano, tanto quanto il benestare del governo alle nomine dei vescovi umiliava una Chiesa coatta.

    10. Non desiderare l’università d’altri

    Ricordando la polemica sull’opportunità di invitare il Papa a parlare alla Sapienza, un laico non avrebbe certamente nulla da obiettare a che egli aprisse da solo l’anno accademico di un’università cattolica (forse sì, invece, al fatto che essa fosse finanziata coi soldi dello Stato). E sarebbe comunque felice di sentirlo dibattere con altri sul rapporto tra fede e ragione, o tra religione e scienza, anche in un’università pubblica. Facciamoli allora questi dibattiti, a tutti i livelli e in tutte le sedi, comprese quelle vaticane e non solo in quelle statali, per affermare i princìpi dell’ascolto reciproco e della mancanza di preclusioni da entrambe le parti, come richiede appunto la laicità.

    Ma soprattutto osserviamo questi “comandamenti”, per affermare e riaffermare che le chiese e le religioni non hanno il monopolio dell’etica, e che comportarsi «come se Dio non ci fosse» non significa affatto rinunciare al nostro essere uomini morali, ma è piuttosto l’unico vero modo di farsene carico completamente.



    (di Piergiorgio Odifreddi)
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  3. #3
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    11) non fotterti l'8 per mille!

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da McFly Visualizza Messaggio
    11) non fotterti l'8 per mille!
    Ma c'era già al numero 7 ncav:
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  5. #5
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    Ooooooohh scusa!!! beh mettiamolo come postilla specifica al 7.

  6. #6
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    Azz, Nietzsche, Sartre e Camus hanno peccato contro il quarto, sti cattivoni. ncav:

    Pure Severino non scherza, ad un tribunale poco attento risulterebbe trasgressore pure del quinto. :giagia:
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Azz, Nietzsche, Sartre e Camus hanno peccato contro il quarto, sti cattivoni. ncav:

    Pure Severino non scherza, ad un tribunale poco attento risulterebbe trasgressore pure del quinto. :giagia:
    Punti di vista.

    Io comunque il 4 l'ho sottolineato in grassetto perchè invece ci tengo molto a che sia rispettato nonchè condiviso da tutti :giagia:
    Ultima modifica di Carrie; 21-07-09 alle 20:32
    'Voglio esser libera d'essere come sono'

  8. #8
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    Citazione Originariamente Scritto da Carrie Visualizza Messaggio
    Punti di vista.

    Io comunque il 4 l'ho sottolineato in grassetto perchè invece ci tengo molto a che sia rispettato da tutti :giagia:
    Ma io rispetto tutti, ma se non mi spiegate come cappero si fa a fondare un'Etica senza trascendente io come faccio a seguire alla lettera i precetti. iango:
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da eq... Visualizza Messaggio
    Ma io rispetto tutti, ma se non mi spiegate come cappero si fa a fondare un'Etica senza trascendente io come faccio a seguire alla lettera i precetti. iango:
    Vari di noi hanno studiato per conto loro e ci sono arrivati..... :mmm: chissà che qualcuno non decida di spiegartelo. Sempre che serva eh.

    Certo che affermare che solo i religiosi sono etici e tutti gli altri no, è ben grossa.
    Ultima modifica di Carrie; 21-07-09 alle 20:35
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  10. #10
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    Citazione Originariamente Scritto da Carrie Visualizza Messaggio
    Vari di noi hanno studiato per conto loro e ci sono arrivati..... :mmm: chissà che qualcuno non decida di spiegartelo. Sempre che serva eh.

    Certo che affermare che solo i religiosi sono etici e tutti gli altri no, è ben grossa.
    Guarda che nel mio concetto di religiosi ci rientri pure tu e Odifreddi, forse non ci siamo ancora capiti.
    Dio scrive dritto anche sulle righe storte degli uomini.

 

 
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