



Don Gallo non è ancora stato spretato?
«Non ti fidar di me se il cuor ti manca».
Identità; Comunità; Partecipazione.








De Magistris battezza la lista arancione
e Ingroia promette: "Sono con voi"
Intervento di dieci minuti al teatro Vittopria, quartiere Testaccio a Roma, del sindaco di Napoli. In platea Antonio Ingroia, Paolo Flores d'Arcais, Moni Ovadia, Citto Maselli, Gildo Claps e gli esponenti No Tav e Dal Molin. Tra i candidati, il produttore cinematografico Gaetano Di Vaio
"Io ci sto se vogliamo vincerle queste elezioni. Perché altrimenti ho tanto di quei problemi, lavoro venti ore al giorno come sindaco e non ci metterei tanto impegno". Applausi a scena aperta per il sindaco di Napoli, a Roma. Dieci minuti invece dei sei rigorosamente previsti per i molti e autorevoli Interventi in lista.
Così Luigi de Magistris "debutta" al teatro Vittoria al Testaccio, a Roma, come uno dei protagonisti dell'appello-assemblea "Cambiare si può", promosso dall'associazione Alba e movimento arancione. In platea tanti volti noti, da Antonio Ingroia a Paolo Flores d'Arcais, da Moni Ovadia a Citto Maselli, fino a Gildo Claps e ai tanti esponenti dell'impegno e dell'antagonismo, dai No Tav ai comitati Dal Molin.
Due ore dopo, standing ovation per il giudice Antonio Ingroia: "Ora bisogna osare quello che non si è mai osato", dice. "Non bisogna aver paura di aprire il libro dei sogni. La vera anomalia in questo paese è una classe dirigente che si è compromessa con reti criminali, perchè garantendo i criminali garantiva se stessa. Il ventennio berlusconiano è stata l'apoteosi di questa linea tendenzialmrente storica, che ha inferto ferite molto profonde al Paese e ha creato una frattura quasi insanabilie tra cittadini e istituzioni. Ecco perchè io dico che cambiare non solo si può ma si deve. E io sarò con voi, dal Guatemala o dall'Italia".
Ingroia al popolo arancione: "Italia da cambiare"
De Magistris usa i suoi minuti per raccontare la sua esperienza. "Un ricordo che sarà di buon auspicio. Anche quando ho cominciato io c'era pioggia e vento, mi dicevano "non porta bene" ma poi si è visto. Quella era pioggia pubblica e l'abbiamo trasformata in acqua bene comune con una società creata ad hoc al Comune". Scroscianti applausi.
Aggiunge: "Un altro aspetto determinante è crederci. Io avevo tutti contro: i partiti contro, anche Sel era andata dall'altra parte, i giornali contro, la camorra non ne parliamo proprio..". Applausi. Poi dà la sua versione della genesi del governo Monti: "Qualcuno pensa che Berlusconi sia stato fatto fuori, alla fine i grandi poteri hanno visto che lui era inaffidabile, e hanno avuto paura di movimenti che intanto stavano avanzando e quindi si sono buttati nelle ammucchiate". E quindi: "Noi dobbiamo dare voce alle maggioranza fuori del palazzo, oggi i deviati sono considerati i normali e sono invece ritenuti i dissidenti quelli che cercano di scassare i poteri forti".
Aggiunge de Magistris: "La riunione di oggi perché mi piace perché qua non ho visto padroni nè proprietari.
Ho visto tante idee, molto delle quali le condivido". Infine il sindaco lancia la sua candidatura, in lista, del produttore cinematografico Gaetano Di Vaio".
E spiega: "I peggiori mafiosi hanno fedina penale pulita. Ecco perché io candido un uomo che è un pregiudicato, perché a vent'anni ha fatto un errore come capita a tanti, ma ora viene premiato a Venezia a Perugia e in giro e parla di come vivere nella legalita e combattendo per la legalità senza finire in braccio alla camorra".
De Magistris battezza la lista arancione e Ingroia promette: "Sono con voi" - Napoli - Repubblica.it


Ingroia al popolo arancione
"Italia da cambiare, sarò con voi"
Ovazioni per il giudice al teatro Vittoria. Non anuncia formalmente la sua discesa in campo, ma poco ci manca: "Ora bisogna osare quello che non si è mai osato. Non bisogna aver paura di aprire il libro dei sogni".
Quattro parole chiare. "Io sto con voi", promette Antonio Ingroia di ritorno momentaneo dall'America Latina. E sul finale, ancora: "Io sarò con voi. Perché l'Italia oggi è un paese a sovranità limitata, nel modo in cui intendono alcuni sociologi. E questa vostra iniziativa non solo è lodevole, ma necessaria".
Se non è l'annuncio formale della sua discesa in campo, manca davvero pochissimo, forse qualche dettaglio. E Antonio Ingroia, ospite più acclamato nella lunga ed articolata mattinata romana dell'appello "Cambiare si può" - promosso dal cartello di Alba, dal movimento arancione, e da intellettuali e cittadini vicini alla mobilitazione per l'acqua e i beni comuni - non fa nulla per dissimularlo.
"Io dico che cambiare non solo si può, ma si deve. E poi aggiungo: ora si può. E sarò con voi dall'Italia o dal Guatemala". Ingroia argomenta: "La politica ha bisogno di infezioni pulite, di società civile, di energie autentiche. Ora bisogna osare quello che non si è mai osato. Non bisogna aver paura di aprire il libro dei sogni".
Poi il magistrato torna al suo cavallo di battaglia: "La politica antimafia in Italia non si è mai posta come obiettivo quella di sconfiggere o distruggere la mafia, ma è sempre stata ispirata al contenimento delle mafie". Ma tutto il discorso breve e intenso di Ingroia verte su un dato: "Il ventennio berlusconiano ha lasciato macerie ovunque e ha determinato praterie di privilegi, di illegalità e soprusi. Rendendo il paese più debole e lo Stato implacabile nei confronti dei deboli ".
È quasi una standing ovation quella che accoglie, nell'affollata platea del Vittoria, teatro del quartiere Testaccio , l'arrivo al microfono di Ingroia, il procuratore aggiunto di Palermo, ormai da mesi al centro del rovente caso della trattativa Stato-mafia (con relativo conflitto apertosi con il Quirinale) e delle polemiche sulla sovraesposizione dei pm nel dibattito politico. Uno strappo che ha spinto perfino Magistratura democratica, la corrente di sinistra delle toghe, la stessa del procuratore siciliano, a prendere nettamente le distanze da alcuni atteggiamenti pubblici di Ingroia.
Il magistrato, prima di intervenire dal palco, incontra riservatamente Luigi de Magistris, della cui lista nazionale, si sussurra, Ingroia sarà il nome forte. Al riguardo però, ancora una volta il procuratore antimafia non smentisce e non conferma, quasi giocando all'arte di far lievitare l'attesa.
Si limita a precisare che non tornerà a Roma per il 12 dicembre proprio quando il sindaco di Napoli lancerà ufficialmente il suo movimento per le elezioni politiche, "e comunque -aggiunge sornione, a margine, Ingroia - "non credo che de Magistris il 12 dia i nomi dei candidati o la lista". L'affondo dal palco, invece, ancora una volta è diretto e infiamma il popolo del cosiddetto Quarto polo, quelli che anche stamane gli urlano "Politica, politica!" e scandiscono il suo nome.
"La legislazione del ventennio berlusconiano - comincia lui - legislazione dei privilegi delle impunità e delle norme ad personam, ha costruito praterie di malaffare e di illegalità. Ecco, l'Italia in questo senso è un paese a sovranità limitata, sì uno di quei paesi in cui le reti criminali condizionano il sistema politico ed economico. Le reti criminali hanno profondi addentellati con le nostre classi dirigenti. E La vera anomalia in questo paese è una classe dirigente che si è compromessa con reti criminali, perché garantendo i criminali garantiva se stessa. Il ventennio berlusconiano è stata l'apoteosi di questa linea tendenzialmente storica, che ha inferto ferite molto profonde al Paese e ha creato una frattura quasi insanabile tra cittadini e istituzioni".
Applausi scroscianti lo interrompono. Lui continua: "Da questo ventennio è uscita a pezzi anche la politica, tutta. C'è stata una perdita di credibilità anche dei partiti tradizionali, e la fine dei partiti personalistici. Quindi nessun salvatore della patria potrà risolvere i problemi del paese , non ci sarà nessun leader con la bacchetta magica, ma la politica ha bisogno di iniezioni di energia e di credibilità". La chiosa è altrettanto eloquente: "Ecco perché la vostra iniziativa è lodevole. Per quel che mi riguarda io non mi sono mai tirato indietro dal dibattito civile. Pagando anche un prezzo per questo. Quindi, cambiare si deve. In questo senso io sono con voi".
A chi, poco dopo a margine, gli ricorda provocatoriamente che a Napoli, Sel lo ha battezzato con sarcasmo "l'eroe dei due mondo", lui si limita a giocare ironico: "Non la sapevo, bella questa".
Ingroia al popolo arancione "Italia da cambiare, sarò con voi" - Napoli - Repubblica.it


Sta nascendo veramente qualche cosa di nuovo? Vedremo, io confesso che non ho le idee molto chiare su chi saranno i soggetti interessati e sulla strada che questo Quarto Polo vorrà seguire, mi pareva che giggino o' sindaco guardasse con interesse al csx.
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)




L’assemblea tenutasi oggi al teatro Vittoria a Roma segna un passaggio molto positivo che lancia la costruzione di una lista unitaria di sinistra fuori dal centro sinistra e contro le politiche di Monti e il Neoliberismo. Mentre il centro sinistra è ingabbiato nelle politiche di austerità che stanno distruggendo il paese, oggi si è espressa la chiara volontà di dare forma politica ed elettorale alla fuoriuscita da quelle politiche. Di questo ha bisogno oggi l’Italia, di un quarto polo per l’alternativa. Altrettanto positiva la scelta di costruire la lista in forma democratica e partecipata a partire dalle assemblee che si terranno in tutte le provincie il 15 e 16 dicembre. Alle assemblee sono invitati tutti e tutte coloro che vogliono costruire la lista unitaria della sinistra per uscire dalle politiche di austerità.
PAOLO FERRERO (PRC)
www.rifondazione.it
Ultima modifica di seven77; 01-12-12 alle 22:39