
Originariamente Scritto da
von Dekken
Concordo con Supermario che sia opportuno suddividere la discussione in sezioni. Ovvero riforma del gioco, e proposte programmatiche da applicare in vista dell'auspicabile vittoria elettorale. Da neofita credo di avere ancora una visione parzialmente esterna del gioco, e mi sembra che presenti tre grossi limiti. Il primo l'eccesso di regole formali, che non apportano nulla alla giocabilità, anzi creano solo intoppi. Il secondo è l'eccessivo potere che ha la Corte Costituzionale - non dico che la abolirei - ma è il suo intervento nel gioco dovrebbe essere limitato a casi eccezionali, peraltro il fatto che ben venti articoli su 72 della costituzione siano dedicati al potere giudiziario è insensato, in un gioco di simulazione politica. Il terzo punto è stabilire chiaramente che PIR è uno Stato a se stante e non è l'Italia (le Regioni ad esempio dove sarebbero?). Non possiamo simulare l'Italia perché questo non è un gioco di simulazione strategica, e non disponiamo di un software adeguato per farlo, e poi anche se si è preteso di farlo l'assenza di un Bilancio rende di fatto inconcludente il voto di qualsiasi legge. In quanto se non abbiamo vincoli di bilancio si può approvare quasi qualsiasi cosa, non c'è bisogno di discuterla. La mia proposta è quella di copiare da un piccolo Stato europeo alcuni parametri fondamentali, come possono essere il PIL, la popolazione, le forze armate, eccetera ed applicarli allo Stato pirriano. Sarebbe anche un modo per dare un maggior senso all'attività del governo. Tra l'altro, nonostante si possa sostenere il contrario, anche la vigente costituzione afferma che PIR non è l'Italia, direi che sia il caso di comportarsi di conseguenza. Questo mi sembra l'unico punto fermo per introdurre delle modifiche la gioco senza modificare la costituzione. Perché al di là del fatto che servono almeno 14 voti per introdurre le modifiche - e non è detto che li avremo come alleanza elettorale - questo è valido, al di là della lettera della legge, per modifiche che incidano su un singolo articolo, non per una riforma complessiva del gioco, per il quale è necessario l'accordo di tutti, o quasi, i giocatori. Riforma complessiva di cui noi stiamo parlando, e di cui sono il primo a sostenerne l'opportunità. Potremmo cambiare le regole anche a "colpi di maggioranza", ma in un gioco questo sarebbe profondamente irragionevole. Perciò se vogliamo cambiare la costituzione dobbiamo dialogare con la Sinistra. Riguardo alle proposte di Candido, che ha sempre degli spunti interessanti, devo dire che mi trovo in completo disaccordo. Il Governo secondo me deve rimanere ed aumentare i propri compiti, con la gestione dei bilanci dei singoli ministeri, il sistema istituzionale dovrebbe tendere verso un semi-presidenzialismo, dove però il Presidente non governa, bensì "controlla" l'operato del governo, ad esempio introducendo una maggioranza qualificata per "battere" il veto presidenziale di una legge. Ed avendo poteri propri sostanziali (la famosa questione delle onorificenze, lo Stato Maggiore, ma non solo), insomma non essere un arbitro ma un attore. La questione della cosiddetta governabilità non ha pregio in un gioco, anzi meno ce n'è, più il gioco è divertente. Ma in definitiva dipende da noi, ci sono Stati europei dove sono presenti molti partiti nel locale Parlamento ma sono molto ben governati. Mentre è fuor di dubbio che un sistema in qualche modo maggioritario svilirebbe il gioco, o obbligando ad alleanze controvoglia o escludendo dei partiti dall'attività ludica.
Riguardo al programma di Governo naturalmente sono interessanti le proposte di RN e del PCF. Magari ogni partito potrebbe proporre due temi di legge - quindi in totale sarebbero otto - e discutere insieme per scrivere una bozza di legge. Personalmente troverei interessante discutere una legge sulla scuola per la privatizzazione integrale del sistema scolastico, con la garanzia dell'accesso gratuito per tutti, tramite ad esempio coupon scolastici. Un'altra sarebbe una legge sulla cittadinanza agli stranieri, che necessariamente dovrebbe essere legata alla normativa sui limiti dell'accoglienza dei migranti. Il tutto come legislazione integralmente pirriana.