Pagina 2 di 125 PrimaPrima 1231252102 ... UltimaUltima
Risultati da 11 a 20 di 1245

Discussione: Il fine dell'economia

  1. #11
    Giusnaturalista
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Località
    Giudicato di Cagliari
    Messaggi
    15,648
     Likes dati
    4,698
     Like avuti
    3,818
    Mentioned
    6 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Quando uno scienziato si occupa di brevettare un'invenzione, deve prima tenere conto dell'effetto e del fine che si propone tale invenzione.
    L'ingeniere, che si occupa di costruire strutture il più adatte possibili all'uomo, nella sua progettazione si confà ai fini della sua materia. Così fa il chimico, il fisico,...
    Ma non l'economista.
    L'economia sembra godere di uno statuto di assolutezza, tanto da essere fine a sè stessa, al proprio buon funzionamento. Una teoria economica è buona se funziona. Ma merita effettivamente tale statuto?
    Prima di perdere tanto tempo a discutere di teorie economiche, finanza, borsa e quant'altro converrebbe probabilmente comprendere cos'è l'economia.

    Fino al ribaltamento avvenuto con l’affermarsi del capitalismo e dell’economia politica, il mercato non era altro che un meccanismo finalizzato a soddisfare i bisogni materiali degli individui.
    In quanto sistema avente un suo specifico fine e inserito all’interno di un complesso più ampio, quello della comunità che si autodetermina, nell’antica Grecia ben chiara era la distinzione fra l’ “economia”, cioè l’arte di soddisfare i bisogni “casalinghi”, dalla “crematistica”, la vuota accumulazione di beni fine a sé stessa, considerata indegna dell’essere umano. Aristotele scrisse a tal proposito che “tutte le cose devono potersi misurare con una determinata unità [...]. Questa unità è in verità il bisogno”, bisogno che l’uomo determina e filtra socialmente. Il bisogno dell’ammalato della medicina non è lo stesso di quello del pedofilo delle foto pornografiche. La ricerca del mètron, la giusta misura, adeguata all’essere umano, è la base della cultura classica, mentre l’accumulazione di capitale, potenzialmente illimitata, è il fondamento del sistema moderno.
    L’ideologia del capitalismo non si basa quindi che su un postulato ribaltamento dell’umanesimo, dove al centro, come unico telos non c’è più l’essere umano come totalità che si sviluppa socialmente, ma il mercato come soddisfazione del bisogno contingente.
    La povertà e il degrado che questo ribaltamento, più falso e ideologico di ciò che spesso gode nel denunciare come tale, porta all’essere umano sono evidenti. Tanto che senza una comprensione teorica della necessità del suo completo superamento, penso ciò non potrà mai avvenire nemmeno in pratica, con buona pace di un certo positivismo marxista.

    Hegelianamente, l’economia altro non è che una parte dell’articolazione dell’uomo nella società, cioè della sua oggettivizzazione. Ma, oltre ovviamente a non poter aspirare ad alcun contenuto assoluto, il quale spetta solo alla filosofia, alla religione e all’arte, essa è anche una parte molto subordinata del sistema sociale, che come tale viene superata nell’eticità e nello Stato come organismo comunitario e politico.
    Il capitalismo invece fa del mercato l’Assoluto. Esso determina il merito, la giustizia e in ultima analisi il bene e il male, che altro non coincidono che con l’utile particolare e contingente.

    Nella società civile lo scopo è il soddisfacimento del bisogno; e cioè, insieme, trattandosi di bisogno dell’uomo, il soddisfacimento di esso in modo fisso ed universale; vale a dire l’assicurazione di questo soddisfacimento. Ma, nella meccanica della necessità sociale, si ha nel modo più vario l’accidentalità di questo soddisfacimento; così riguardo alla mutevolezza dei bisogni stessi, nei quali l’opinione e il capriccio soggettivo hanno gran parte, come gli errori e le illusioni che possono introdursi in parte dell’ingranaggio e metterlo in disordine.
    Il processo di tale necessità sacrifica le particolarità, mercé cui esso viene effettuato; non contiene per sé lo scopo affermativo dell’assicurazione del soddisfacimento dei singoli, ma può riguardo a questo essere adeguato o no; e i singoli sono qui a sé lo scopo moralmente giustificato
    La coscienza dello scopo essenziale, la conoscenza del modo di operare delle forze e degli ingredienti mutevoli di cui quella necessità è composta, e il mantenimento di quello scopo in essa e contro di essa, ha da una parte, verso la concretezza della società civile, la relazione di un’universalità esteriore. Questo ordinamento è lo stato esterno, come polizia di stato. D’altra parte, in questa sfera della particolarità, lo scopo dell’universalità sostanziale e della sua attuazione resta limitato agli affari di rami e di interessi speciali. Così si ha la corporazione, nella quale, per essa, esce fuori dal suo interesse singolo e privato e ha un’attività consapevole per uno scopo realmente universale.” (G.F.W. Hegel, Enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio)

    L’economia, quindi, è identificata e definita come “sistema del soddisfacimento di bisogni” Essa quindi “non è scienza utilitaristico meccanica della produzione e del consumo, ma sapere libero e concreto sui bisogni umani e sulla loro soddisfazione, che guarda a un uomo che non sia estensione di un modello precostituito, ma frutto di un impegnativo arricchimento interiore, in chiave universalistica. O se si preferisce di un processo sociale dove l’uomo abbia valore per quello che crea spiritualmente e storicamente di universale in senso etico, e non solo per quello che consuma, produce e guadagna”.
    Tanto che la valenza più importante del lavoro non viene più ad essere quella pratica, la mera produttività, ma quella etica, la contribuzione al funzionamento del tutto sociale.

    La fai tropo complicata e la rigiri sempre dalla parte sinistra, ovvero che ci deve essere un capobastone che ci dirà ogni volta e a suo isterico piacere cosa va bene e cosa no. Il Signore lasciamolo in cielo, che qua sulla terra sappiamo regolarci da soli.
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  2. #12
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Dec 2011
    Messaggi
    1,557
     Likes dati
    174
     Like avuti
    621
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Onestamente dovevo immaginare che appena il discorso si alza un po' voi anarcocapitalisti affogate, visto che sarete anche preparatissimi quando si parla di derivati, asset, come aumentare i propri profitti investendo in Paupasia,... ma se poi siete chiamati a mostrare cosa c'è che sostiene queste concezioni, non potete farlo visto che sono basate esattamente sul nulla e sull'ideologia.


    Adesso, forse servirà un disegnino, ma il discorso è semplice:
    1. L'economia è un ambito dell'attività umana che serve a garantire alla comunità il soddisfacimento dei propri bisogni materiali e sociali.
    2. Il fine dell'economia è quindi il soddisfacimento più completo possibile dei bisogni sociali.
    3. L'economia fine a sè stessa, il guadagno infruttuoso o superfluo non ha quindi alcuna legittimazione e si risolve in vuota crematistica.
    4. Lo sviluppo economico per lo sviluppo economico è quindi solamente un ideologia e una secolarizzazione del Mercato come Dio, in quanto esso è ab solutus da ogni vincolo sociale e si eleva a fine in sè. E' l'economia che detta le leggi alla politica, che si prostra in nome del suo sviluppo.
    5. L'economia quindi in realtà altro non è che un ambito della vita associata dell'essere umano (politikoon zoon), e quindi come tale va trattata, cioè come sottomessa alle regole sociali e politiche e regolata in vista del fine che le è esterno, cioè la soddisfazione universale dei bisogni.
    6. Quest'ambito è per di più uno dei più poveri, anche se senza dubbio importante, della vita umana, che è nettamente superato attraverso l'etica, le leggi e la cultura che elevano l'uomo all'universalità e all'autorealizzazione.

    Credere di essere libero perchè posso comprare o vendere quello che voglio, è come un carcerato che credesse di essere libero perchè in cella può parlare con chi vuole...
    Le gabbie sono proprio quelle che ci danno i rapporti di mercato, è inutile allora che poi si sposti il discorso al loro interno.

  3. #13
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    18,718
     Likes dati
    584
     Like avuti
    2,422
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    ....

    ....

    Credere di essere libero perchè posso comprare o vendere quello che voglio, è come un carcerato che credesse di essere libero perchè in cella può parlare con chi vuole...
    Le gabbie sono proprio quelle che ci danno i rapporti di mercato, è inutile allora che poi si sposti il discorso al loro interno.
    Già...sei libero se uno ti impone di fare e spendere con la minaccia quello che decide lui...ma con i soldi tuoi
    La realtà è che che i diritti civili sono proprio diritti economici perchè puoi realizzare il fine della tua esistenza solo se sei libero di decidere cosa fare con le risorse che ti sei procurato.
    Altrimenti sei chiaramente solo uno schiavo destinato a vivere la vita che qulacuno ti impone con la minaccia
    Ultima modifica di Phileas; 04-12-12 alle 11:12
    .

  4. #14
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    03 Apr 2009
    Messaggi
    18,718
     Likes dati
    584
     Like avuti
    2,422
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Adesso, forse servirà un disegnino, ma il discorso è semplice:....
    Chiamalo per quello che è: una fersseria
    Confondi costruzioni mentali, astrazioni come "società" (che poi per te è immancabilmente lo stato, Das Reich) con esseri in carne ed ossa con i loro interessi, scopi e obiettivi
    Sono questi indipendentemente l'uno dall'altro, secondo le loro aspirazioni e scopi vitali, che per esempio decidono cosa sia "il guadagno infruttuoso o superfluo" e quello invece fruttuoso
    Non il tuo dio-stato che è poi il burocrate che in quel momento lo amministra
    .

  5. #15
    FREE FELIPE
    Data Registrazione
    17 Apr 2009
    Località
    Colorado
    Messaggi
    17,586
     Likes dati
    9,863
     Like avuti
    7,959
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Adesso, forse servirà un disegnino, ma il discorso è semplice:
    1. L'economia è un ambito dell'attività umana che serve a garantire alla comunità il soddisfacimento dei propri bisogni materiali e sociali.
    2. Il fine dell'economia è quindi il soddisfacimento più completo possibile dei bisogni sociali.
    3. L'economia fine a sè stessa, il guadagno infruttuoso o superfluo non ha quindi alcuna legittimazione e si risolve in vuota crematistica.
    4. Lo sviluppo economico per lo sviluppo economico è quindi solamente un ideologia e una secolarizzazione del Mercato come Dio, in quanto esso è ab solutus da ogni vincolo sociale e si eleva a fine in sè. E' l'economia che detta le leggi alla politica, che si prostra in nome del suo sviluppo.
    5. L'economia quindi in realtà altro non è che un ambito della vita associata dell'essere umano (politikoon zoon), e quindi come tale va trattata, cioè come sottomessa alle regole sociali e politiche e regolata in vista del fine che le è esterno, cioè la soddisfazione universale dei bisogni.
    6. Quest'ambito è per di più uno dei più poveri, anche se senza dubbio importante, della vita umana, che è nettamente superato attraverso l'etica, le leggi e la cultura che elevano l'uomo all'universalità e all'autorealizzazione.

    Non c'è bisogno di schemini: è tutto ben chiaro. Il fatto è che per discutere di qualsiasi cosa occorre condividere preventivamente le definizioni. E, a parte l'imprecisione della definizione di cui al punto 1, come direbbe Feliks, "gli aggettivi non aiutano".

    L'aggettivo chiave del tuo schemino è "superfluo".

    Cosa significa "superfluo"?

    Si potrebbero dare diverse definizioni di "superfluo".

    La definizione basic è: "E' superfluo ogni bene o servizio indispensabile alla sopravvivenza fisica dell'individuo". Quindi, sostanzialmente, i beni superflui sarebbero l'ossigeno, un migliaio di calorie e un litro d'acqua al giorno, nonché un riparo dalle intemperie, più qualche medicinale. Economia di sussistenza.

    Però, non di solo pane vive l'uomo. L'individuo ha infiniti desideri e, nel corso della sua vita, cerca di soddisfarne il maggior numero possibile. L'individuo ha desideri, non la "società". I rapporti interpersonali sono un fattore esterno che influenzano la generazione dei desideri dell'individuo e pongono eventualmente dei vincoli al loro soddisfacimento.

    L'economia (e torniamo alla definizione di cui al punto 1) è la disciplina che si occupa di studiare il modo di soddisfare questi desideri nel modo più efficace ed efficiente possibile. L'economia si occupa dei costi e dei benefici legati ai desideri degli individui.

    Da questo punto di vista, l'economia non è una disciplina "minore", "secondaria", ma è del tutto centrale nella vita degli uomini. Ogni desiderio ha un costo. Sia i desideri indispensabili alla sopravvivenza, sia quelli ritenuti superflui secondo la definizione basic. Anche la cultura è un desiderio, un bisogno, che ha dei costi e porta determinati benefici.

    Il tuo ragionamento è di tipo extra-economico e, lasciami dire, utopistico, perché presume che:

    a) Tutti gli individui ambiscano a diventare degli asceti, perennemente in contemplazione di fronte alle meraviglie dell'Universo. Prova un po' a convincerli...

    b) L'attività umana possa prescindere dalla valutazione costi/benefici, ossia che tutte le risorse siano infinite ed esistano schiavetti non umani che si occupino di soddisfare i bisogni materiali di tutti, così che gli uomini abbiano il tempo e le risorse per dedicarsi all'attività contemplativa di cui sopra senza dover pensare ad altro

    Visto che i punti a e b, almeno per il momento, sono lontanissimi, tocca convivere con il fatto che ogni individuo ha dei desideri (potenzialmente infiniti) e cerca di soddisfarli, scontrandosi continuamente con il suo prossimo. E questo "scontro" si realizza mediante scambi di beni e servizi, caratterizzati dalla contrattazione e dal compromesso. Da qui l'importanza, centrale, dell'economia.

    Se poi vogliamo parlare di Iperuranio, non è questo il luogo adatto.
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  6. #16
    Nazbol
    Data Registrazione
    12 Mar 2012
    Messaggi
    26,753
     Likes dati
    28,917
     Like avuti
    13,054
    Mentioned
    242 Post(s)
    Tagged
    7 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    Si potrebbero dare diverse definizioni di "superfluo".

    La definizione basic è: "E' superfluo ogni bene o servizio indispensabile alla sopravvivenza fisica dell'individuo". Quindi, sostanzialmente, i beni superflui sarebbero l'ossigeno, un migliaio di calorie e un litro d'acqua al giorno, nonché un riparo dalle intemperie, più qualche medicinale. Economia di sussistenza.
    Ehm,non è esattamente il contrario?
    The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.

  7. #17
    FREE FELIPE
    Data Registrazione
    17 Apr 2009
    Località
    Colorado
    Messaggi
    17,586
     Likes dati
    9,863
     Like avuti
    7,959
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da Hermes Visualizza Messaggio
    Ehm,non è esattamente il contrario?

    Sorry, ho dimenticato un "non". "...ogni bene o servizio NON indispensabile alla sopravvivenza fisica..."
    I magnifici asini sardegnoli ma'acchiappano da sempre... (salvo.gerli)

  8. #18
    Cancellato
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    55,423
     Likes dati
    8,155
     Like avuti
    11,162
    Mentioned
    5 Post(s)
    Tagged
    1 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Citazione Originariamente Scritto da cocco27 Visualizza Messaggio
    Onestamente dovevo immaginare che appena il discorso si alza un po' voi anarcocapitalisti affogate, visto che sarete anche preparatissimi quando si parla di derivati, asset, come aumentare i propri profitti investendo in Paupasia,... ma se poi siete chiamati a mostrare cosa c'è che sostiene queste concezioni, non potete farlo visto che sono basate esattamente sul nulla e sull'ideologia.


    Adesso, forse servirà un disegnino, ma il discorso è semplice:
    1. L'economia è un ambito dell'attività umana che serve a garantire alla comunità il soddisfacimento dei propri bisogni materiali e sociali.
    2. Il fine dell'economia è quindi il soddisfacimento più completo possibile dei bisogni sociali.
    3. L'economia fine a sè stessa, il guadagno infruttuoso o superfluo non ha quindi alcuna legittimazione e si risolve in vuota crematistica.
    4. Lo sviluppo economico per lo sviluppo economico è quindi solamente un ideologia e una secolarizzazione del Mercato come Dio, in quanto esso è ab solutus da ogni vincolo sociale e si eleva a fine in sè. E' l'economia che detta le leggi alla politica, che si prostra in nome del suo sviluppo.
    5. L'economia quindi in realtà altro non è che un ambito della vita associata dell'essere umano (politikoon zoon), e quindi come tale va trattata, cioè come sottomessa alle regole sociali e politiche e regolata in vista del fine che le è esterno, cioè la soddisfazione universale dei bisogni.
    6. Quest'ambito è per di più uno dei più poveri, anche se senza dubbio importante, della vita umana, che è nettamente superato attraverso l'etica, le leggi e la cultura che elevano l'uomo all'universalità e all'autorealizzazione.

    Credere di essere libero perchè posso comprare o vendere quello che voglio, è come un carcerato che credesse di essere libero perchè in cella può parlare con chi vuole...
    Le gabbie sono proprio quelle che ci danno i rapporti di mercato, è inutile allora che poi si sposti il discorso al loro interno.
    Ma queste idiozie le insegnano da qualche parte o sono il frutto della tua fantasia?

  9. #19
    "Abbi Fiducia"
    Data Registrazione
    22 Jul 2010
    Messaggi
    68,783
     Likes dati
    666
     Like avuti
    14,223
    Mentioned
    1007 Post(s)
    Tagged
    15 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    lo stesso fine della rapina con altri mezzi
    Ultima modifica di Troll; 04-12-12 alle 12:59

  10. #20
    Forumista senior
    Data Registrazione
    01 Dec 2011
    Messaggi
    1,557
     Likes dati
    174
     Like avuti
    621
    Mentioned
    2 Post(s)
    Tagged
    5 Thread(s)

    Predefinito Re: Il fine dell'economia

    Se poi vogliamo parlare di Iperuranio, non è questo il luogo adatto.
    Veramente qua stiamo parlando di QUALSIASI sistema finora conosciuto che non fosse il capitalismo. Dallo schiavismo democratico classico fino alla teocrazia medievale, passando per l'economia di mercato orientale.


    Citazione Originariamente Scritto da Theremin Visualizza Messaggio
    Non c'è bisogno di schemini: è tutto ben chiaro. Il fatto è che per discutere di qualsiasi cosa occorre condividere preventivamente le definizioni. E, a parte l'imprecisione della definizione di cui al punto 1, come direbbe Feliks, "gli aggettivi non aiutano".

    L'aggettivo chiave del tuo schemino è "superfluo".

    Cosa significa "superfluo"?

    Si potrebbero dare diverse definizioni di "superfluo".

    La definizione basic è: "E' superfluo ogni bene o servizio indispensabile alla sopravvivenza fisica dell'individuo". Quindi, sostanzialmente, i beni superflui sarebbero l'ossigeno, un migliaio di calorie e un litro d'acqua al giorno, nonché un riparo dalle intemperie, più qualche medicinale. Economia di sussistenza.

    Però, non di solo pane vive l'uomo. L'individuo ha infiniti desideri e, nel corso della sua vita, cerca di soddisfarne il maggior numero possibile. L'individuo ha desideri, non la "società". I rapporti interpersonali sono un fattore esterno che influenzano la generazione dei desideri dell'individuo e pongono eventualmente dei vincoli al loro soddisfacimento.

    L'economia (e torniamo alla definizione di cui al punto 1) è la disciplina che si occupa di studiare il modo di soddisfare questi desideri nel modo più efficace ed efficiente possibile. L'economia si occupa dei costi e dei benefici legati ai desideri degli individui.

    Da questo punto di vista, l'economia non è una disciplina "minore", "secondaria", ma è del tutto centrale nella vita degli uomini. Ogni desiderio ha un costo. Sia i desideri indispensabili alla sopravvivenza, sia quelli ritenuti superflui secondo la definizione basic. Anche la cultura è un desiderio, un bisogno, che ha dei costi e porta determinati benefici.
    Nessuno propone alcun ascetismo.
    I bisogni sono oltre che naturali, sociali. Ovviamente ciò comporta cose assolutamente non necessarie.
    Ma la caratteristica dei bisogni è quella di essere per definizione finiti.
    I desideri sono invece infiniti, e perciò l'economia va nella crematistica.

    Il fatto che l'obiettivo dell'economia sia il soddisfacimento sociale dei bisogni, significa che deve essere regolata in modo che questo sia il quanto più possibile universale e adeguato al proprio concetto.
    Lo scopo dell'economia è garantire una vita dignitosa e piacevole a tutti i cittadini che allo stesso tempo si adoperano singolarmente per questo fine nel lavoro. Non è io cerco il massimo profitto per me e poi gli altri si arrangiano. Quella è crematistica, considerata ingobile nella grecità.

    Mettere i desideri dell'individuo come originari è una grande mistificazione, in quanto tali desideri non sono altro che la forma del comportamento contingente e che tale individuo assume in una determinata società.
    La società preesiste temporalmente e soprattutto logicamente l'individuo. L'essere umano è un politikoon zoon che ha un significato solo in quanto si ritrova in una comunità. Per questo qualunque considerazione dei bisogni dell'individuo non può che essere sociale, politica e non atomistica.
    Il mercato insomma è sottomesso ai fini che decide la società come espressione della sovranità e dell'etica popolare. Non è il Mercato che, originario, esprime attraverso i suoi fini lo scopo dei singoli individui.

    a) Tutti gli individui ambiscano a diventare degli asceti, perennemente in contemplazione di fronte alle meraviglie dell'Universo. Prova un po' a convincerli...

    b) L'attività umana possa prescindere dalla valutazione costi/benefici, ossia che tutte le risorse siano infinite ed esistano schiavetti non umani che si occupino di soddisfare i bisogni materiali di tutti, così che gli uomini abbiano il tempo e le risorse per dedicarsi all'attività contemplativa di cui sopra senza dover pensare ad altro
    A me non me frega un cazzo di diventare un asceta. Semplicemente l'essere umano non è un lupo atomizzato che tira a campare per affermare la propria volontà di potenza.

    L'attività contemplativa l'hai immaginata tu, io parlo del lavoro, del lavoro come mezzo per vivere e per avere digntà.
    Ultima modifica di cocco27; 04-12-12 alle 14:10

 

 
Pagina 2 di 125 PrimaPrima 1231252102 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 05-05-12, 23:27
  2. la fine dell'italica economia ...
    Di TiziusMCMLXVI nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 28-09-09, 07:47
  3. che fine faranno le destre alla fine dell'epopea berlusconi?
    Di sinistra_polliana nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 24
    Ultimo Messaggio: 04-06-08, 18:52
  4. Risposte: 6
    Ultimo Messaggio: 06-03-08, 00:31
  5. Risposte: 29
    Ultimo Messaggio: 22-12-04, 20:05

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito