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Discussione: M O R T E

  1. #11
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    La vita nell'orbita vuota di un teschio Aghori.

    Come sei messo per il Mahakumbha Mela?
    Ancora dell'idea di parteciparvi?
    Potremmo guidare la carica degli Atimargika... :sofico:
    Ultima modifica di baba; 13-12-12 alle 18:19

  2. #12
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    Predefinito Re: M O R T E

    Mi rendo conto che è fuori ambito rispetto al forum che è dedicato al'oriente e non all'occidente, però vorrei spendere due righe per ricordare che uno dei 4 "farmaci" epicurei era proprio questo:

    La morte non è un male

    Perché molto semplicemente, quando ci siamo noi la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

    Secondo me per l'occidentale moderno, che si identifica totalmente col proprio corpo (io non mi ci identifico totalmente, ma parlo in generale), questo semplice pensiero è molto adatto e se ben compreso e meditato può portare tanta pace e serenità.
    Ultima modifica di Tular; 13-12-12 alle 21:50

  3. #13
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    Come sei messo per il Mahakumbha Mela?
    Ancora dell'idea di parteciparvi?
    Potremmo guidare la carica degli Atimargika... :sofico:

    Sono quelli che si arrotolano il pene?


  4. #14
    libero
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Mi rendo conto che è fuori ambito rispetto al forum che è dedicato al'oriente e non all'occidente, però vorrei spendere due righe per ricordare che uno dei 4 "farmaci" epicurei era proprio questo:

    La morte non è un male

    Perché molto semplicemente, quando ci siamo noi la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.

    Secondo me per l'occidentale moderno, che si identifica totalmente col proprio corpo (io non mi ci identifico totalmente, ma parlo in generale), questo semplice pensiero è molto adatto e se ben compreso e meditato può portare tanta pace e serenità.

    L'epicureismo non e' del tutto fuori ambito: di solito e' associato alle istanze materialiste del jainismo e di certo buddhismo a-teista.


  5. #15
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Sono quelli che si arrotolano il pene?

    ti sembro uno di quelli che si arrotolano il pene?
    in pubblico poi e per raccogliere una manciata di rupie?
    solitamente sono dei Naga Baba...


    Atimargika sono le antiche scuole 'fuori dalla via' (convenzionale):

    "The Pashupatas and the extreme sects were called Atimargika (schools away from the path) to maintain their distinction from the more rational and acceptable Shaiva-siddhantas, whose development led into modern Shaivism"

  6. #16
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Mi rendo conto che è fuori ambito rispetto al forum che è dedicato al'oriente e non all'occidente
    Tutte le bussole segnano il Nord.
    La sua innata benevolenza nei confronti delle persone avrebbe fatto in modo di derivare la sua naturale accondiscendenza come decisione.

  7. #17
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    ti sembro uno di quelli che si arrotolano il pene?
    in pubblico poi e per raccogliere una manciata di rupie?
    solitamente sono dei Naga Baba...


    Atimargika sono le antiche scuole 'fuori dalla via' (convenzionale):

    "The Pashupatas and the extreme sects were called Atimargika (schools away from the path) to maintain their distinction from the more rational and acceptable Shaiva-siddhantas, whose development led into modern Shaivism"
    Interessante...e' la prima volta che mi imbatto in questa denominazione (Atimargika).
    Mi sembra di capire siano coloro che han portato avanti le antiche tradizioni senza alcuna concessione "normalizzante"...partendo dallo Shiva-uomo del famoso sigillo fino ad arrivare ai giorni nostri.

    P.s. ci diamo appuntamento il 27 gennaio a Allahabad? Tra 60 milioni di persone ci troveremo di sicuro!
    Ultima modifica di Ucci Do; 14-12-12 alle 11:41

  8. #18
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    ...partendo dallo Shiva-uomo del famoso sigillo fino ad arrivare ai giorni nostri
    e secondo alcuni studiosi anche prima, chi può dirlo?


    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    P.s. ci diamo appuntamento il 27 gennaio a Allahabad? Tra 60 milioni di persone ci troveremo di sicuro!
    se rimarrò sino a tale data, o almeno fino all'inizio (dal 14 gennaio), non ti sarà difficile trovarmi in un camp sulla via principale per il sangam
    Ultima modifica di baba; 14-12-12 alle 13:47

  9. #19
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    L'epicureismo non e' del tutto fuori ambito: di solito e' associato alle istanze materialiste del jainismo e di certo buddhismo a-teista.

    Non conosco il jainismo ed il suo punto di vista intorno alla morte. Quanto al Buddhismo è vero che nacque essenzialmente come via ascetica piuttosto che come religione, però che io sappia il Buddha non negava la realtà del mondo Divino, solamente che poi la trascendeva; anche Epicuro non negava gli Dei, quindi tecnicamente non era ateo, solo che non riteneva utile che l'uomo si preoccupasse di quel mondo, riteneva che preoccuparsi di quel mondo avrebbe solamente portato complicazioni all'uomo. Piuttosto, con la pratica della atarassia, l'uomo avrebbe realmente imitato gli Dei, per quanto possibile.
    Puttosto mi sembra che in occidente esista un'interpretazione più che atea direi "psicologistica" del buddhismo, che lo riduce quasi a pratica psicoanalitica o giù di lì.

    Questo mi sembra molto lontanto dal buddhismo originario, che comunque era pregno di sacralità (mi sembra), nel senso che era pregno di un forte slancio verso una libertà ritenuta non semplicemente umana. Insomma Gautama si diede a forti pratiche ascetiche, non è certo roba per tutti in quella forma.

    Mi sembra poi che le pratiche spinte di meditazione sulla morte come contemplazione del proprio corpo come cadavere, oppure vera e propria contemplazione di un cadavere reale, magari all'obitorio, siano oggi maggiormente presenti nel buddhismo hinayana piuttosto che in quello settentrionale che va maggiormente di moda oggi in occidente.
    Insomma Achaan Chah piuttosto che il Dalai Lama.

  10. #20
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    Predefinito Re: M O R T E

    Per quanto riguarda poi il post mortem io, che ho una forma mentis lontana dall’idea buddhista di anatta, vedo solo due possibilità alle quali è sempre possibile ricondurre tutte le altre:

    Ipotesi A: noi siamo il nostro corpo, con la morte di esso finisce tutto.
    Questa prospettiva in fondo è quella maggiormente consolatrice, perché se le cose stessero davvero così rientreremmo in una prospettiva epicurea (verso la morte) e quindi semplice e liberatoria; l’aspetto negativo a mio modo di sentire sarebbe che un elemento aleatorio reggerebbe la vita degli uomini, non ci sarebbe un vero perché, non ci sarebbe vera giustizia. Perché chi nasce supponiamo cieco dovrebbe vivere una vita così limitata rispetto a chi nasce sano? Perché chi nasce in un ambiente povero o limitato dovrebbe affrontare maggiori difficoltà rispetto a chi per caso (in questa visione delle cose) nasce in un ambiente ricco di denaro e di possibilità? Non ci sarebbe vera giustizia. E’ anche possibile che le cose stiano così, per altro, ma io non lo credo. Naturalmente non lo sappiamo.

    Ipotesi B, la più complessa e meno consolatoria. Noi siamo in fondo la maschera di un quid immortale che non si disgregherà con la morte del corpo fisico; è il punto di vista sostenuto dalla maggior parte delle religioni e se fosse vero aprirebbe un mondo ignoto e probabilmente problematico. Intanto perché ogni religione affronta il problema a modo proprio e difficilmente concorda con le altre sul dettaglio di ciò che avverrebbe post mortem, poi perché per quel quid profondo che saremmo noi si aprirebbe davvero il mare aperto del grande ignoto dopo la morte; quasi tutte le religioni infatti concordano nel credere che il mondo sia retto da intrinseche leggi di giustizia, sia in questa vita che prima e dopo; questa ipotesi presenta infatti il grande vantaggio di offrire alla mente umana delle risposte ai molteplici perché dell’esistenza: perché un essere nasca uomo e uno donna, uno animale e uno vegetale, uno handicappato e uno sano, uno ricco e uno povero etc. Introduce insomma un criterio di giustizia, questo è il punto. Ma questo significa che dopo la morte ognuno navigherà nel mare magnum dell’ignoto con i mezzi che ha a disposizione e che si merita, che potrebbero essere un bel motoscafo ma anche una zattera mezza rotta, il che non è consolatorio.

    Se è vera A tutto si risolve. Resta l’inspiegabilità di un mondo retto dal caso. Se è vera B tutto si complica enormemente, ma in compenso ci sarebbe la certezza di una superiore giustizia ed intelligenza ( nous ) reggente il mondo, il che per la verità non sarebbe una cosa da poco.
    C'è poi la possibiltà che per qualcuno di noi diventi vera la A, per qualcun altro la B, io non credo affatto che gli uomini siano tutti uguali. Ma comunque ci si ricondurrebbe sempre o ad A o a B.

    Non conosco molto il buddhismo, ma da quel poco che ho letto in merito al tema della morte da un punto di vista buddhista, ne ho ricavato l’impressione che il Theravada esageri nello spersonalizzare l’idea di morte e di rinascita, mentre invece il lamaismo sembra tendere verso una maggiore personalizzazione (anche se ha una gran paura di utilizzare parole come "anima" o "io" e preferisce "mente"), per lo meno a livello di approccio popolare alla faccenda.

    A me personalmente non ha mai convinto la posizione: “non si può dire né che con la morte cesserò del tutto, ne che sarò io a rinascere”. Io sono per il tertium non datur.
    Con la morte o ci sarò o non ci sarò più.
    Se ci sarò ha senso parlare di destini post mortem, di giustizia etc, altrimenti no. Se fosse vero che l’essere che rinasce non sono più io in altra forma ma un altro essere distinto da me che nasce a partire da ciò che sono stato, allora il criterio di giustizia cade; cosa mi importa se quell’essere che non sono io avrà una buona o cattiva nascita? E perché io handicappato o intelligente dovrei pagare per le colpe o godere i meriti di un essere che non sono stato io in passato?


    In definitiva, propendo per la verità dell’ipotesi B ma considero l’ipotesi A la più consolatoria.

 

 
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