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Discussione: M O R T E

  1. #21
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    Mi sembra poi che le pratiche spinte di meditazione sulla morte come contemplazione del proprio corpo come cadavere, oppure vera e propria contemplazione di un cadavere reale, magari all'obitorio, siano oggi maggiormente presenti nel buddhismo hinayana piuttosto che in quello settentrionale che va maggiormente di moda oggi in occidente.
    Insomma Achaan Chah piuttosto che il Dalai Lama.
    le pratiche da te citate, retaggio di antiche pratiche indiane, sono soft o simboliche rispetto a quelle di alcune scuole del buddismo tibetano: il rituale chod per esempio si dovrebbe eseguire nei cimiteri isolati tra i resti dei cadaveri del funerale celeste. Ricordo inoltre quelle indiane raggruppate sotto la dicitura di Smashan Sadhana, praticate anche da correnti buddiste fino alla loro estinzione dal suolo indiano, dove il praticante viveva al cimitero, o campo crematorio

  2. #22
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio
    In definitiva, propendo per la verità dell’ipotesi B ma considero l’ipotesi A la più consolatoria.
    Due amici, tormentati dallo stesso dubbio, si promisero che il primo fra loro a morire sarebbe poi tornato a raccontare al secondo cosa ci fosse nell'aldilà.
    Quando uno di loro morì, l'altro attese pazientemente sperando di avere notizie certe.
    Una notte l'amico si presentò e disse: "E' tutta un'altra cosa..."

  3. #23
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Tular Visualizza Messaggio

    Ipotesi B, la più complessa...


    Per me e' la piu' semplice...


  4. #24
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Sono quelli che si arrotolano il pene?

    Ah, ci sono anche quelli che arrotolano il membro?
    Io sapevo che alcuni lo stirano con dei pesi

    La sua innata benevolenza nei confronti delle persone avrebbe fatto in modo di derivare la sua naturale accondiscendenza come decisione.

  5. #25
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da Ucci Do Visualizza Messaggio
    Per me e' la piu' semplice...

    Come fai a dirlo? Se fossimo solo corpo (A) è chiaro che tutto necessariamente si semplificherebbe; con la morte finirebbe in un colpo solo tutto, necessariamente si semplificherebbe volendolo o meno, piacendo questo o no.

    Se invece la storia non finisce qui (B) allora chissà cosa ci aspetta = complessità dovuta ad oggettiva ignoranza di ciò che starebbe di là, a meno di non essere stati già da vivi di là (la vedo dura, di certo non è il mio caso, non so se sia il tuo) non possiamo semplicemente dire niente. Al più si può credere qualcosa, ma credere non significa sapere; in base a cosa dici che la B è la più semplice?

  6. #26
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    Due amici, tormentati dallo stesso dubbio, si promisero che il primo fra loro a morire sarebbe poi tornato a raccontare al secondo cosa ci fosse nell'aldilà.
    Quando uno di loro morì, l'altro attese pazientemente sperando di avere notizie certe.
    Una notte l'amico si presentò e disse: "E' tutta un'altra cosa..."
    L'unica informazione che questo amico tornato dà è che l'ipotesi B è vera. Ma implicitamente, limitandosi a non dire nulla di significativo se non che B è diversa dalla vita ordinaria (cosa che in fondo già si supponeva), riporta al tema della complessità ed indecifrabilità di B.
    In più, siamo sicuri che l'amico rimasto sia stato in grado di riconoscere l'amico tornato da B? Come lo ha riconosciuto? Avrebbe potuto essere anche "altro" desideroso di fargli credere che B è vera.
    Ultima modifica di Tular; 16-12-12 alle 10:37

  7. #27
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    le pratiche da te citate, retaggio di antiche pratiche indiane, sono soft o simboliche rispetto a quelle di alcune scuole del buddismo tibetano: il rituale chod per esempio si dovrebbe eseguire nei cimiteri isolati tra i resti dei cadaveri del funerale celeste. Ricordo inoltre quelle indiane raggruppate sotto la dicitura di Smashan Sadhana, praticate anche da correnti buddiste fino alla loro estinzione dal suolo indiano, dove il praticante viveva al cimitero, o campo crematorio
    Non conosco questi aspetti maggiormente "sciamanici" e Bön del lamaismo, tuttavia penso che passare qualche giorno e qualche notte in obitorio, vicino ad un cadavere reale, con tutti i 5 sensi (soprattutto l'odorato) fortemente impattati, cercando di realizzare nel proprio animo che tutto scorre, che noi non siamo questo corpo e che tutto questo non è un male, quindi senza essere da ciò portati a tristezza o desolazione interiore, non sia poi tanto soft.
    Ultima modifica di Tular; 16-12-12 alle 10:42

  8. #28
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    Predefinito Re: M O R T E

    Va da sé che per chi riuscisse davvero in modo vissuto a sciogliere il mistero dell'"io sono" allora sia A che B probabilmente apparirebbero mere illusioni.
    Ma la mia premessa era lo stato di coscienza e quindi il punto di vista di chi si identifica chiaramente col senso dell'io ordinario. Per lui o A o B.

  9. #29
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    Predefinito Re: M O R T E

    le dette pratiche del cimitero sono tese a risvegliare non solo la consapevolezza del transitorio ma soprattutto il quarto stato, Turiya

    attraverso tali pratiche il sadhak conosce lo 'stato della salma' e diventa Saughat Upasak

  10. #30
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    Predefinito Re: M O R T E

    Citazione Originariamente Scritto da baba Visualizza Messaggio
    le dette pratiche del cimitero sono tese a risvegliare non solo la consapevolezza del transitorio ma soprattutto il quarto stato, Turiya

    attraverso tali pratiche il sadhak conosce lo 'stato della salma' e diventa Saughat Upasak
    Non nego che pratiche che mirino ad un fine così elevato possano essere considerate superiori rispetto a pratiche miranti a creare un'effettiva consapevolezza del transitorio; tuttavia:
    Considera una scala composta diciamo da 10 gradini; supponi che su questa stessa scala si trovino due persone, una sul primo gradino, una sul nono; siamo sicuri che lo sforzo fatto dalla seconda persona per passare dal nono al decimo gradino sia effettivamente vissuto come maggiore rispetto allo sforzo che deve mettere in campo la prima persona per passare dal primo al secondo gradino? Io no, perché un vincolo, per quanto piccolo possa apparire, è pur sempre un vincolo e se non viene superato diventa un grande vincolo.
    Inoltre non ho detto solo consapevolezza del transitorio, ma interiorizzazione che la morte non è un male. Non è una cosa facile da fare, per chi partendo dallo stato di coscienza ordinario proceda facendo leva solamente su riflessione e controllo del proprio animo.

 

 
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