Originariamente Scritto da
Immanuel
Sai quanti ne potrei fare, andiamo però direttamente al sodo, al problema che mi sta più a cuore che ha ucciso e sta uccidendo il Sud.
Articolo 36.
In linea di principio mi sembra un ottimo articolo, sensato ed equilibrato. Ma che è successo in realtà? La retribuzione libera e dignitosa la magistratura ha stabilito che è quella stabilita del CCNL uguale da Enna a Vercelli, che è un contratto tra privati quindi non costituisce nessuna fonte di diritto.
Che comporta questo? E' realmente più dignitoso andare al lavorare a 1000km per 1200€ netti e tra affitti, maggiori costi, abbonamenti, mezzi di trasporto, alimentazione, viaggi per tornare a trovare gli affetti si finisce senza un euro, quindi lavorando di fatto gratis o restare a lavorare nella propria regione sotto casa per 800€ e metterseli quasi tutti in tasca? Secondo me il secondo esempio è molto più dignitoso che lavorare per pagare solo le spese fisse, di fatto, molti lavoratori in nero si accontentano volentieri di quello stipendio, ma purtroppo lo stato li obbliga a restare lavoratori in nero non prevedendo che possano guadagnare di meno di quello stabilito dal CCNL.
Quindi si creano delle barriere, che creano disoccupazione, dislivelli reddituali e di spesa pubblica, grazie a questa interpretazione ignorante, semplicistica e degna dei miglior modelli superfissi della magistratura.