



Eh ma sono le stesse persone che vanno a vedere i film della Comencini e di Moretti.
Non per questo la cinematografia italiana seriosa conti chissà che cosa nell'immaginario collettivo al di fuori della fazione militante.
In ogni caso riguardo al Secolo non vedo proprio in cosa consista la perdita, quale sia il vulnus che si viene a creare.


Ma infatti il Secolo d'Italia aveva una ragion d'essere quand'era il quotidiano espressione del Movimento Sociale Italiano. Richiederlo all'edicolante era un atto di anticonformismo, dato che spesso capitava che quelli più accesamente antifascisti neanche si degnassero di richiederlo. Dai primi anni '90 in poi è stata tutta un'altra solfa.
Ultima modifica di Giò; 22-12-12 alle 10:05
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