Questo io lo chiamo assioma libertario dell'innocenza del mercato: fanno parte del mercato solo gli scambi volontari, gli scambi volontari sono buoni, il mercato è buono. Ci vuole un certo tipo di morale per dire, ad esempio, che lo scambio volontario "io non ti licenzio se tu mi fai un pompino" è "buono". Comunque sia quello dell'assioma è un punto di vista sbagliato, perché non vanno considerati solo gli scambi volontari, quanto piuttosto i comportamenti degli individui non sottoposti a qualcuno che abbia il monopolio della forza. Questo perché, in assenza di una autorità in grado di far prevalere solo le pretese accettate come giuste, quello di mercato, quindi volontario, è solo uno dei risultati possibili. Perché ovviamente, senza il contrasto di qualche stato che reclama il monopolio della forza, resta la possibilità che i privati decidano di esercitare la coercizione contro altri privati. Nelle situazioni in cui lo stato è materialmente assente o manca di autorità non è difficile osservare mafie, warlord o talebani... In genere il passo tra anarchia e caos è sempre piuttosto breve.





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