Lo spinoziano rifiuto della morte, dell'idea incombente della morte, ambiguamente può diventare allora tanto una affermazione di "trascendente immanenza" quanto di ritorno all'esperienza animale, totalizzante e biocentrica, una sorta di stato edenico o di dimensione cui si tende, che vive senza interrogarsi e spaventarsi.
Senza fantasmi metafisici.





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