davide.policastro ha scritto:
Più che altro, trovo francamente
criminoso (
cit.) che le forze cattoliche, così pronte a far le pulci alla famiglia cattolica modello Prodi, non sparino a zero sul PdC. Cioè, dopo una cosa del genere ci dovrebbe essere uno sganciamento di proporzioni immani.
Invece niente.
Màh...
Condivido, però analizzando la composizione del votanti cattolici riscontro la presenza di almeno 4 tipologie (e scusate per i nomi un po' grezzi):
1. I
cattolici integralisti, particolarmente impegnati in parrocchia, vicini alle posizioni di Comunione e Liberazione e innamorati del conservatorismo di Ratzinger: a parte coloro che votano UDC, non sono berlusconiani fino all'osso, ma si servono del PDL per finalità ideologiche. Pressoché impossibile modificare le loro scelte di voto senza snaturare il PD.
2. I
cattolici conciliari, che si ritengono i continuatori del cattolicesimo sociale di Dossetti e La Pira: un gruppo numericamente ridotto che politicamente si riconosce nell'area Bindi: il PD può solo perderli, ma deve impegnarsi molto per riuscirci. Comunque non voterebbero Berlusconi neanche sotto costrizione.
3. I
cattolici movimentisti: anch'essi numericamente ridotti, preferiscono Alex Zanotelli a padre Pio e spesso sono persino a sinistra del PD: possono essere recuperati con una radicalizzazione dei toni.
4. I
cattolici di comodo: rappresentano (anche numericamente) la pancia dei cattolici ma si definiscono tali perché "non siamo mica musulmani!": frequentano poco la parrocchia ma rispettano il papa (Wojtyla? Ratzinger? "Tanto è lo stesso"). Sono piuttosto puritani e politicamente distratti: tendenzialmente anticomunisti, votano soprattutto a destra ma si possono conquistare con messaggi semplici e persino pre-politici ("il premier va a minorenni"), ammesso che arrivino a destinazione, visto che si informano quasi solo dalla TV.
Immagino che davide.policasatro faccia riferimento a questi ultimi. Credo però che, nel breve periodo, una campagna ben orchestrata mirante a smuovere questi voti possa riuscire soprattutto a far crescere la sfiducia verso la classe politica e l'astensionismo, mentre solo una parte dei voti sottratti a Berlusconi finirebbe al PD. Su periodi più lunghi, invece, vedo soprattutto lo spazio per la crescita di un terzo polo moderato (e non escludo affatto che Casini riesca ad aggregare rutelliani e lettiani in questo progetto), in grado di scardinare il disequilibrio PD-PDL e favorire, chissà, un'alternanza altrimenti velleitaria.