Riconosco che il precedente intervento non era chiaro, scusa, andavo di fretta!
Allora, parlando con il massimo di realismo politico possibile, è chiaro che la comunicazione politica, ahinoi, risulta essere molte volte slegata dai fatti, e anzi tende a privilegiare quei frames comunicativi capaci più della concretezza di certe azioni di coinvolgere e entusiasmare il lato emotivo delle persone.
L'errore finale, definitivo, che contesto alla nostra dirigenza è stato quello di aver accettato a priori il terreno predisposto dalle destre senza mai cercare di snidarle facendole gareggiare su un campo a noi favorevole.
Questo è avvenuto perchè i vari Bersani e Franceschini e compagnia non hanno saputo o voluto parlare o non sono stati capaci di rendere maggioritaria la propria prospettiva politica. Non sono stati in grado di dire alle persone verso dove stavamo andando e perchè.
Hanno sostanzialmente accettato i riferimenti delle destre finendo per essere risucchiati in una spirale dalla quale non sono mai riusciti a uscire. E probabilmente ciò è avvenuto per il complesso di inferiorità che la storia comunista conferiva loro. Questo per far capire quanto siano importanti i riferimenti simbolici e metaforici. Privati delle loro coordinate storiche, gli eredi del PCI hanno letteralmente perso la bussola dimenticando che senza la prospettiva di un orizzonte non poteva esserci nessuna strada da percorrere che non fosse quella tracciata da Berlusconi e soci.
Per questo motivo io voglio innanzitutto un rinnovamento culturale. Perchè se non si realizzano nuove coordinate per riempire nuovamente di valore la parola "sinistra" non sarà imitando la destra che riusciremo a imporci.
E sempre per questo motivo io, se fossi costretto a scegliere, sceglierei Franceschini.