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    Predefinito La paura a (tele)comando.

    La paura a telecomando
    di ILVO DIAMANTI

    Ora che il decreto sulla sicurezza è entrato in vigore siamo sicuramente più sicuri. Le ronde sono state, finalmente, istituzionalizzate. La clandestinità è reato. Tuttavia, la sicurezza si è affermata anche senza decreti.

    Lo confermano i dati del Ministero dell'Interno. Nel 2008 il numero dei reati è sceso di otto punti percentuali rispetto all'anno prima. La riduzione riguarda tutti i tipi di delitti. Dalle rapine agli scippi ai furti. Resta il problema della percezione, che tanto preoccupa il centrodestra. Oggi che governa. Assai meno ieri, quand'era all'opposizione. Negli anni del governo guidato da Prodi, quando al Viminale c'era Amato, era legittimo avere paura. Anche se il calo dei reati è cominciato nella seconda metà del 2007. Ed è proseguito nel semestre successivo.

    Andare troppo a fondo nell'analisi dell'evoluzione dei reati, però, potrebbe sollevare qualche dubbio. Sul fatto che la sicurezza in Italia costituisca un'emergenza. O almeno: un problema emergente. Nuovo. In fondo, risalendo al 1991, quasi vent'anni fa, si scopre che il peso dei reati è superiore a quello attuale: 4666 per 100mila abitanti, allora; 4520 oggi. In termini percentuali: lo 0,1 in più. Non molto, si dirà. Anche se, quando si tratta di reati, ogni frazione è rilevante. Tuttavia, la verità è che la variazione percentuale dei reati (negli ultimi dieci anni, almeno) ha un andamento ondivago. Ma segna una sostanziale continuità. Dal 4,2% sulla popolazione, nel 1999, si passa al 4,5% di oggi. Una variazione minima. Che, peraltro, conferma l'Italia come uno dei paesi più sicuri - o meno insicuri - d'Europa.

    I cambiamenti più rilevanti, nello stesso periodo, riguardano, invece, la sfera delle percezioni. A fine anni novanta l'Italia era attanagliata dall'angoscia. Poi, nella prima metà del nuovo millennio si è rassicurata. Per cadere preda del terrore nei due anni seguenti. Fino a intraprendere di nuovo una strada più sicura, a partire dall'autunno del 2008. Come ha mostrato il II Rapporto Demos-Unipolis, presentato lo scorso novembre.

    Un dato recente suggerisce, peraltro, che la tendenza non sia cambiata. Anzi. In occasione delle elezioni del 2008, infatti, il 21% degli elettori aveva indicato nella "lotta alla criminalità" il tema più importante ai fini della scelta di voto. Ma alle elezioni europee del 2009 questa componente si riduce sensibilmente: 12%. (Indagini post-elettorali condotte da LaPolis, Università di Urbino). Difficile vedere nel cambiamento del clima d'opinione solo - o principalmente - il riflesso della "realtà", come alcuni pretenderebbero. In fondo, l'aumento dei reati che, per quanto limitato, si verifica nel biennio 2004-2005, non accentua l'inquietudine sociale. Mentre negli anni seguenti la paura dilaga.

    Un osservatore malizioso potrebbe, semmai, cogliere una costante politica, dietro ai mutamenti dell'opinione pubblica. Visto che, incidentalmente, l'insicurezza cresce quando governa il centrosinistra. E viceversa. Tuttavia, la relazione più significativa riguarda senza dubbio l'attenzione dedicata dai media. In particolare, dalla televisione. Anzi, sotto questo profilo, assistiamo davvero a una realtà - o forse a una fiction - profondamente nuova e diversa rispetto al passato.

    Basta scorrere i dati del recentissimo report dell'Osservatorio di Pavia su "Sicurezza e media" (curato da Antonio Nizzoli) per rilevare la rapida eclissi (scomparsa?) della criminalità in tivù. Infatti, i telegiornali di prima serata delle 6 reti maggiori (Rai e Mediaset) dedicano agli episodi criminali ben 3500 servizi nel secondo semestre del 2007, poco più di 2500 nel secondo semestre del 2008 e meno di 2000 nel primo semestre di quest'anno. In altri termini: se i fatti criminali sono calati di 8 punti percentuali in un anno, le notizie su di essi, nello stesso periodo, sono diminuite di 20. Ma di 50 (cioè: si dimezzano) se si confronta il secondo semestre del 2007 con il primo del 2009. Più che un calo: un crollo. In gran parte determinato da due fonti. Tg1 e Tg5, che da soli raccolgono e concentrano oltre il 60% del pubblico. Le notizie relative ai reati proposte dal Tg1 in prima serata, dal secondo semestre del 2007 al primo semestre del 2009, si riducono: da oltre 600 a meno di 300. Cioè: si dimezzano. Insomma, per riprendere i propositi del nuovo direttore del Tg1 (poco responsabile di questo trend, visto che è in carica solo da giugno): niente gossip; ma neppure nera. Solo bianca. Tuttavia, è nel Tg5 che il calo di attenzione in tal senso assume proporzioni spettacolari. Il numero di servizi dedicato a episodi criminali, infatti, era di 900 nel secondo semestre del 2007. Nel primo semestre del 2009 scende a 400. Insomma, la criminalità si riduce un po' nella percezione sociale e sensibilmente nell'opinione pubblica. Ma nella piattaforma televisiva unica di Raiset - o Mediarai - quasi svanisce. E chi non si rassegna (come Canale 3 - pardon: Tg3) viene redarguito apertamente dal premier. Il quale, tuttavia, non ha motivo di avere paura. Se - come ha recitato tempo addietro - l'unica cosa di cui dobbiamo avere paura è la paura. E la paura erompe soprattutto dalla televisione. In questo paese dove il confine tra realtà reale e mediale è sempre più sottile. Allora il premier non ha nulla da temere. Ronda o non ronda. Ronda su ronda. La paura scompare insieme alla criminalità. Oppure riappare. A (tele) comando.

    (9 agosto 2009)
    http://www.repubblica.it/2009/01/sez...lecomando.html


    Come volevasi dimostrare. Chi era quello che diceva che le tv non influenzano il voto?
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  2. #2
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.




    Basta con i cialtroni.

  3. #3
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    L'unico antidoto è SPEGNERE QUELLA MALEDETTA TV. Se abbiamo ancora un minimo di dignità e non vogliamo essere oggetti passivi di rincretinimento, trattati come bambini scemi da manipolare. Per quanto mi riguarda, non vedo un tg da almeno un anno e mezzo e non ne sento affatto la mancanza. In tv, guardo solo lo sport e i Simpson (quando posso).
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  4. #4
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    bsiviglia ha scritto:
    L'unico antidoto è SPEGNERE QUELLA MALEDETTA TV. Se abbiamo ancora un minimo di dignità e non vogliamo essere oggetti passivi di rincretinimento, trattati come bambini scemi da manipolare. Per quanto mi riguarda, non vedo un tg da almeno un anno e mezzo e non ne sento affatto la mancanza. In tv, guardo solo lo sport e i Simpson (quando posso).
    Anceh io uguale, tranne lo sport, e i programmi in seconda serata di approfondimento, quando mi piacciono, o i documentari di viaggio
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  5. #5
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    L'unico antidoto è SPEGNERE QUELLA MALEDETTA TV. Se abbiamo ancora un minimo di dignità e non vogliamo essere oggetti passivi di rincretinimento, trattati come bambini scemi da manipolare. Per quanto mi riguarda, non vedo un tg da almeno un anno e mezzo e non ne sento affatto la mancanza. In tv, guardo solo lo sport e i Simpson (quando posso).
    Anceh io uguale, tranne lo sport, e i programmi in seconda serata di approfondimento, quando mi piacciono, o i documentari di viaggio
    E fai bene. Mi chiedo, però, quanto tutto questo sia compatibile con l'appartenenza dell' Italia alla UE e con l'articolo 21 della Costituzione repubblicana, alla luce anche delle affermazioni fatte dal Presidente del Consiglio, nel rivolgersi ad una giornalista del TG3.

    Articolo 21


    "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."
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  6. #6
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    L'unico antidoto è SPEGNERE QUELLA MALEDETTA TV. Se abbiamo ancora un minimo di dignità e non vogliamo essere oggetti passivi di rincretinimento, trattati come bambini scemi da manipolare. Per quanto mi riguarda, non vedo un tg da almeno un anno e mezzo e non ne sento affatto la mancanza. In tv, guardo solo lo sport e i Simpson (quando posso).
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    E fai bene. Mi chiedo, però, quanto tutto questo sia compatibile con l'appartenenza dell' Italia alla UE e con l'articolo 21 della Costituzione repubblicana, alla luce anche delle affermazioni fatte dal Presidente del Consiglio, nel rivolgersi ad una giornalista del TG3.

    Articolo 21


    "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."
    Sono schermaglie politiche. Non cambierà nulla come sempre. Una specie di gioco delle parti.
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    L'unico antidoto è SPEGNERE QUELLA MALEDETTA TV. Se abbiamo ancora un minimo di dignità e non vogliamo essere oggetti passivi di rincretinimento, trattati come bambini scemi da manipolare. Per quanto mi riguarda, non vedo un tg da almeno un anno e mezzo e non ne sento affatto la mancanza. In tv, guardo solo lo sport e i Simpson (quando posso).
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    Articolo 21


    "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

    Sono vietate le pubblicazioni a stampa, gli spettacoli e tutte le altre manifestazioni contrarie al buon costume. La legge stabilisce provvedimenti adeguati a prevenire e a reprimere le violazioni."
    Sono schermaglie politiche. Non cambierà nulla come sempre. Una specie di gioco delle parti.
    no, iannis, non sono schermaglie politiche.
    sono minacce. il TG3 e' attorno al 18-20%, ovvero sta raggiungendo il TG5, e quindi da un duplice fastidio, politico ed economico. come biagi col "fatto".

    l' altra volta le "schermaglie politiche" costarono caro a santoro luttazzi e biagi, oltre che agli spettatori della RAI.

    questa volta non si ripetera'.
    mi dichiaro personalmente disponibile a scendere in piazza per ogni ulteriore attacco alla liberta' di stampa.

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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    robert jordan ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    L'unico antidoto è SPEGNERE QUELLA MALEDETTA TV. Se abbiamo ancora un minimo di dignità e non vogliamo essere oggetti passivi di rincretinimento, trattati come bambini scemi da manipolare. Per quanto mi riguarda, non vedo un tg da almeno un anno e mezzo e non ne sento affatto la mancanza. In tv, guardo solo lo sport e i Simpson (quando posso).
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    "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
    La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.


    Si può procedere a sequestro soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria [cfr. art.111 c.1] nel caso di delitti, per i quali la legge sulla stampa espressamente lo autorizzi, o nel caso di violazione delle norme che la legge stessa prescriva per l'indicazione dei responsabili.

    In tali casi, quando vi sia assoluta urgenza e non sia possibile il tempestivo intervento dell'autorità giudiziaria, il sequestro della stampa periodica può essere eseguito da ufficiali di polizia giudiziaria, che devono immediatamente, e non mai oltre ventiquattro ore, fare denunzia all'autorità giudiziaria. Se questa non lo convalida nelle ventiquattro ore successive, il sequestro s'intende revocato e privo d'ogni effetto.

    La legge può stabilire, con norme di carattere generale, che siano resi noti i mezzi di finanziamento della stampa periodica.

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    Sono schermaglie politiche. Non cambierà nulla come sempre. Una specie di gioco delle parti.
    no, iannis, non sono schermaglie politiche.
    sono minacce. il TG3 e' attorno al 18-20%, ovvero sta raggiungendo il TG5, e quindi da un duplice fastidio, politico ed economico. come biagi col "fatto".

    l' altra volta le "schermaglie politiche" costarono caro a santoro luttazzi e biagi, oltre che agli spettatori della RAI.

    questa volta non si ripetera'.
    mi dichiaro personalmente disponibile a scendere in piazza per ogni ulteriore attacco alla liberta' di stampa.
    Scendi scendi, non succderà nulla, non è la rima volta che se la prende col TG3, e non ha nominato nessuno giornalista in particolare
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  9. #9
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    Da che esiste la RAI a 3 testate, TG 1 e TG2 sono sempre stati filogovernativi, TG3 di opposizione.
    Una specie di "panino" fatto testata giornalistica (chi segue l'informazione sa di cosa parlo).
    Non mi pare che al momento vi siano differenze rilevanti, e neppure mi sembra che si sia mai andati oltre le semplici proteste, he nei confronti del TG3 ci sono sempre state.
    Anzi, rispetto ai tempi del pentapartito, quelle di Berlusconi sono perfino blande.
    Spesso chi urla lo fa perchè ha poco da dire.
    Quasi sempre chi insulta lo fa perchè da dire non ha proprio niente.

    Venite a trovarmi su http://www.artedelbijoux.it , la nostra officina di idee.

  10. #10
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    Predefinito Re:La paura a (tele)comando.

    Per tutti gli Dei del Consiglio di Giove, spegnete la TV e discutete con i vostri familiari.

    Io non posseggo televisione, sono informato ben più della media italiana e vivo bene. Se funziona con me, può funzionare con tutti.

 

 
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