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  1. #61
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    Predefinito Re:La

    bsiviglia ha scritto:

    Chiediamoci come mai certe strunzate abbiano potuto fare breccia in Germania e in Italia e non nella Francia cartesiana o nei Paesi dell' empirismo e pragmatismo anglosassone. E' lì il busillis! Nell' idealismo/romanticismo tedesco e nella sua versione all'amatriciana da parte di Giovanni Gentile. Retorica trombona, aria fritta e fanatismo: in questo si va a tradurre nella realtà concreta.
    Sempre contro l'idealismo!!! :woohoo:
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  2. #62
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    Predefinito Re:La

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Isa ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Isa ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    Dai, per conoscere Lepanto e Alberto da Giussano basta andare a leggersi un qualsiasi testo di storia delle medie!

    E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
    Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
    Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
    esattamente! . il tutto in una situazione dove già la gente, non essendo abituata da secoli a ragionare per i motivi che ho detto prima, era già predisposta e facile preda di queste e di altre idiozie, come si era visto già in precedenza con le pagliacciate del Duce, la lupa, eia eia alalà, i gerarchi panzoni che saltavano il cerchio di fuoco, il popolo dei santi e navigatori e altre scempiaggini.
    Penso non sia solo incapacità di ragionare o mancanza di cultura, ma proprio il fatto di veder minacciata la propria identità culturale, non accettare il cambiamento che ogni forte flusso migratorio porta necessariamente con sè. I discorsi degli elettori leghisti sono straordinariamente simili che tu li senta arrivare dall'uomo colto o dall'uomo di strada. Se pur sono pagliacciate e ritenute tali anche dagli stessi elettori, sono comunque un collante che sfugge ad ogni tipo di ragionamento logico: noi non possiamo avere la stessa origine di chi disprezziamo, e allora la cambiamo e i nostri avi diventano i celti.
    Non è mancanza di cultura. Di cultura idealista (in senso filosofico) ne hanno anche troppa. Tutta l' Italia è impestata di questa cultura retorica e trombona, ne erano infettati perfino intellettuali famosi come Gentile e perfino Gramsci. E' un' impostazione nazionale che pervade tutti gli italiani, da quello con la licenza elementare ai professori universitari. Anche gli analfabeti ne sono affetti. Purtroppo. Siamo facile preda di miti altisonanti e inconsistenti e non abbiamo la minima idea di cosa siano i princìpi (accento sulla seconda i) e la responsabilità personale.
    Su questo ti do pienamente ragione, e infatti è una cosa del carattere nazionale che detesto, e che porta a tollerare qualunque inefficienza ed errore della propria parte politica in nome dell'"ideale". DC e PCI nella prima repubblica erano esempi di ciò ma anche il tifo attuale che impedisce di spostarsi di schieramnte è na versione imbastardita di quanto detto. Peccato che la Lega in questo c'entri proprio poco.
    Le citazioni "culturali" sono cose appiccicate così, l'elettore la vota per altro, per il populismo, l'identità cristiana è usata, ma guarda caso i cattolici praticanti non votano Lega più della media, ma sono soprattuto i non praticanti a farlo, è un elemento di controno e di completamento della questione immigrazione. Che infatti si sfalda subito con le polemiche contro i vescovi troppo amici degli immigrati.
    Praticanti e non praticanti che abbiano paura dell' "estraneo", la paura non è mai razionale. L'identità cristiana può essere usata in modo molto populistico Iannis, che a te piaccia o meno. E così è spesso.

  3. #63
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    Predefinito Re:La

    MarcoGhiotti ha scritto:
    Con questa storia dell'identità mi hanno letteralmente spaccato gli zebedei. Se c'è una cosa deleteria è proprio l'identità.

    Fortuna vuole che la fisica quantistica sia più furba dei giganti esseri umani, tale per cui esiste e ci si sguazza nel principio di anti non-contraddizione aristotelico, fichtiano e chi più ne ha più ne metta. Il principio di identità è di una noia mortale.

    Se gli esseri umani avessero un cervello quantistico, staremmo tutti più sereni e mansueti, niente guerre, niente gare a chi ce l'abbia più lungo. Certo, si esploderebbe ogni tanto senza preavvisi, ma è un piccolo prezzo da pagare. Tanto poi si rinasce in un altro posto e si ricomincia da capo, capirai che sforzo!
    Porta pazienza, non siamo (noi umani) ancora abbastanza evoluti per percepire che siamo parte insignificante del cosmo e ci diamo troppa importanza. :P

  4. #64
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    Predefinito Re:La

    iannis ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Isa ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:
    Isa ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    Dai, per conoscere Lepanto e Alberto da Giussano basta andare a leggersi un qualsiasi testo di storia delle medie!

    E anche per le costruzioni un po' più raffinate, Bossi ha passato gli anni '80 a corteggiare i vari intellettualini dell'indipendentismo nordista (avete presente quelli che passano la loro vita a scrivere lettere ai giornali di provincia??)
    Esattamente, e cmq nessuno mai ha votato Lega per questi motivi "culturali". Lepanto, Alberto fa Giussano, l'ampolla e i celti sono cose a uso e consumo interno e epr gasare i militanti.
    Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
    esattamente! . il tutto in una situazione dove già la gente, non essendo abituata da secoli a ragionare per i motivi che ho detto prima, era già predisposta e facile preda di queste e di altre idiozie, come si era visto già in precedenza con le pagliacciate del Duce, la lupa, eia eia alalà, i gerarchi panzoni che saltavano il cerchio di fuoco, il popolo dei santi e navigatori e altre scempiaggini.
    Penso non sia solo incapacità di ragionare o mancanza di cultura, ma proprio il fatto di veder minacciata la propria identità culturale, non accettare il cambiamento che ogni forte flusso migratorio porta necessariamente con sè. I discorsi degli elettori leghisti sono straordinariamente simili che tu li senta arrivare dall'uomo colto o dall'uomo di strada. Se pur sono pagliacciate e ritenute tali anche dagli stessi elettori, sono comunque un collante che sfugge ad ogni tipo di ragionamento logico: noi non possiamo avere la stessa origine di chi disprezziamo, e allora la cambiamo e i nostri avi diventano i celti.
    Non è mancanza di cultura. Di cultura idealista (in senso filosofico) ne hanno anche troppa. Tutta l' Italia è impestata di questa cultura retorica e trombona, ne erano infettati perfino intellettuali famosi come Gentile e perfino Gramsci. E' un' impostazione nazionale che pervade tutti gli italiani, da quello con la licenza elementare ai professori universitari. Anche gli analfabeti ne sono affetti. Purtroppo. Siamo facile preda di miti altisonanti e inconsistenti e non abbiamo la minima idea di cosa siano i princìpi (accento sulla seconda i) e la responsabilità personale.
    Su questo ti do pienamente ragione, e infatti è una cosa del carattere nazionale che detesto, e che porta a tollerare qualunque inefficienza ed errore della propria parte politica in nome dell'"ideale". DC e PCI nella prima repubblica erano esempi di ciò ma anche il tifo attuale che impedisce di spostarsi di schieramnte è na versione imbastardita di quanto detto. Peccato che la Lega in questo c'entri proprio poco.
    Le citazioni "culturali" sono cose appiccicate così, l'elettore la vota per altro, per il populismo, l'identità cristiana è usata, ma guarda caso i cattolici praticanti non votano Lega più della media, ma sono soprattuto i non praticanti a farlo, è un elemento di controno e di completamento della questione immigrazione. Che infatti si sfalda subito con le polemiche contro i vescovi troppo amici degli immigrati.
    Io credo, invece, che certe suggestioni facciano presa. Per esempio la storia che i meridionali non conoscano l' italiano. Mapperfavoreeee!!! Calderoli, Borghezio o Salvini o qualche geometra del varesotto farebbero un uso della lingua italiana più corretto del mio? Per quanto riguarda l' identità cristiana, è ovvio che è un escamotage per acchiappare gonzi: basti pensare al leghista che bestemmiava al banchetto dove si protestava per la rimozione dei crocefissi. Tuttavia gli elettori leghisti, pur essendo nella pratica atei e blasfemi al pari di quel militante della Lega, tuttavia si autoconvincono di essere dei cristiani che devono difendere la Croce, così come si autonvincono di conoscere l' italiano meglio di me. E ciò li rassicura, perché chi è insicuro (e perciò credulone) prova un grande senso di sicurezza se gli racconti che lui è superiore ad altri, magari alla virologa abruzzese che vive a Milano e lavora sul progetto AIDS o all' immigrato che nel suo Paese era ingegnere e qui fa il muratore. Non parliamo, poi, di Roma ladrona, con tutti i precedenti di Craxi e tangentopoli e le attuali magnifiche imprese di Prosperini, Grossi, ciellini e affini. Anche qui, ci si autoassolve scaricando sul capro espiatorio: in gergo psicanalitico, si chiama proiezione.
    Basta con i cialtroni.

  5. #65
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    Predefinito Re:La

    bsiviglia ha scritto:

    Chiediamoci come mai certe strunzate abbiano potuto fare breccia in Germania e in Italia e non nella Francia cartesiana o nei Paesi dell' empirismo e pragmatismo anglosassone. E' lì il busillis! Nell' idealismo/romanticismo tedesco e nella sua versione all'amatriciana da parte di Giovanni Gentile. Retorica trombona, aria fritta e fanatismo: in questo si va a tradurre nella realtà concreta. Perfino Gramsci ne fu, in qualche misura, affetto. E' questo bric a brac il nostro peccato originale, che conduce alla catastrofe. Molti miti di una stupidità imbarazzante e l'assenza quasi totale di princìpi (con l'accento sulla seconda i).

    Ps: da noi, anche la Controriforma ha fatto la sua parte nel lento rimbecillimento collettivo.
    francia e inghilterra, a proposito di miti, si portano dietro da qualche secolo l'idea di dover essere loro a civilizzare l'uma nitaà, a suon di Imperi

  6. #66
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    Predefinito Re:La

    Isa ha scritto:

    Secondo me sbagli. La lega non ha fatto altro che raccogliere il senso di perdità di identità, la confusione, le paure più o meno inconsce lasciate in eredità dalla forte migrazione interna Sud-Nord prima, immigrazione da stati esteri oggi delle popolazioni del nord...ed ha restituito identità sotto nuove forme e nuovi simboli. Questo c'è alla base del successo della lega, secondo me, parlare di populismo è riduttivo.
    secondo me ci perdiamo alla ricerc a dello "spiegone"

    ovvero, i simboli celtici, il paganesimo (sotanzialmente usati come diversità da roma, in questo equivalenti al cattolicesimo anti-vescovi) e compagnia servono verso una certa parte della base leghista. verso altre parti funzionano più i richiami all'amministrazione del territorio

  7. #67
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    Predefinito Re:La

    Kowalsky ha scritto:
    bsiviglia ha scritto:

    Chiediamoci come mai certe strunzate abbiano potuto fare breccia in Germania e in Italia e non nella Francia cartesiana o nei Paesi dell' empirismo e pragmatismo anglosassone. E' lì il busillis! Nell' idealismo/romanticismo tedesco e nella sua versione all'amatriciana da parte di Giovanni Gentile. Retorica trombona, aria fritta e fanatismo: in questo si va a tradurre nella realtà concreta. Perfino Gramsci ne fu, in qualche misura, affetto. E' questo bric a brac il nostro peccato originale, che conduce alla catastrofe. Molti miti di una stupidità imbarazzante e l'assenza quasi totale di princìpi (con l'accento sulla seconda i).

    Ps: da noi, anche la Controriforma ha fatto la sua parte nel lento rimbecillimento collettivo.
    stiamo parlando della stessa franciabsiviglia ha scritto:

    Chiediamoci come mai certe strunzate abbiano potuto fare breccia in Germania e in Italia e non nella Francia cartesiana o nei Paesi dell' empirismo e pragmatismo anglosassone. E' lì il busillis! Nell' idealismo/romanticismo tedesco e nella sua versione all'amatriciana da parte di Giovanni Gentile. Retorica trombona, aria fritta e fanatismo: in questo si va a tradurre nella realtà concreta. Perfino Gramsci ne fu, in qualche misura, affetto. E' questo bric a brac il nostro peccato originale, che conduce alla catastrofe. Molti miti di una stupidità imbarazzante e l'assenza quasi totale di princìpi (con l'accento sulla seconda i).

    Ps: da noi, anche la Controriforma ha fatto la sua parte nel lento rimbecillimento collettivo.
    francia e inghilterra, a proposito di miti, si portano dietro da qualche secolo l'idea di dover essere loro a civilizzare l'uma nitaà, a suon di Imperi
    Certo, chiamasi colonialismo e imperialismo. Ammetterai, comunque, che sono stati colonialismi e imperialismi meno straccioni e ridicoli di quello italiano, per esempio. E anche più produttivi per loro. Mussolini, invece, in Libia cercava l'acqua: trovavano invece petrolio e lui faceva smettere le trivellazioni perché interferivano con la ricerca di acqua. Si può essere più imbecilli? NO! Non si può! Imbecille lui e imbecilli quelli che andavano dietro alla sua retorica "buonista" di Faccette nere e un posto al sole.
    Basta con i cialtroni.

  8. #68
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    Predefinito Re:La

    stiamo sottovalutando due elementi fondamentali per capire la Lega:1)la retorica dell'antipolitica(principale spiegazione del risultato leghista del 2008)*;2)il fatto che,quando si va al potere(specialmente a livello locale),in genere ci si rimane.

    Di fronte a tutto questo,soffermarsi sull'elemento "identitario"(eufemismo per "razzista")della Lega,risulta essere quantomeno riduttivo.

    *e che stava anche alla base del fascismo,tanto per chiudere il cerchio.

  9. #69
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    Predefinito Re:La

    infame ha scritto:
    stiamo sottovalutando due elementi fondamentali per capire la Lega:1)la retorica dell'antipolitica(principale spiegazione del risultato leghista del 2008)*;2)il fatto che,quando si va al potere(specialmente a livello locale),in genere ci si rimane.

    Di fronte a tutto questo,soffermarsi sull'elemento "identitario"(eufemismo per "razzista")della Lega,risulta essere quantomeno riduttivo.

    *e che stava anche alla base del fascismo,tanto per chiudere il cerchio.
    Certo, i soldi degli onesti lavoratori del nord usati da roma ladrona (o dai romani ladroni, in qualche caso) per foraggiare i pelandroni del sud. Davvero, si riduce a questo la retorica dell'antipolitica leghista.

  10. #70
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    Predefinito Re:La

    Isa ha scritto:
    infame ha scritto:
    stiamo sottovalutando due elementi fondamentali per capire la Lega:1)la retorica dell'antipolitica(principale spiegazione del risultato leghista del 2008)*;2)il fatto che,quando si va al potere(specialmente a livello locale),in genere ci si rimane.

    Di fronte a tutto questo,soffermarsi sull'elemento "identitario"(eufemismo per "razzista")della Lega,risulta essere quantomeno riduttivo.

    *e che stava anche alla base del fascismo,tanto per chiudere il cerchio.
    Certo, i soldi degli onesti lavoratori del nord usati da roma ladrona (o dai romani ladroni, in qualche caso) per foraggiare i pelandroni del sud. Davvero, si riduce a questo la retorica dell'antipolitica leghista.
    Se, invece, i soldi degli onesti lavoratori del Nord li prendono Prosperini, Grossi e le clientele cielline più la Lega che butta milioni di euro per fare un polpettone indigeribile che nessuno va a vedere come Barbarossa, allora "tutto va ben, madama la marchesa". Naturalmente l' opposizione non fa una piega per smascherarli. D'altra parte, come potrebbe, con i Bassolino e i Loiero che si porta sul groppone?
    Basta con i cialtroni.

 

 
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