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Discussione: Caos Rosarno

  1. #21
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    del resto si sta così bene in Calabria senza immigrati che il problema è sicuramente la loro presenza. Inquinano una terra così vivibile, progredita, sicura...
    Eh certo la Calabria è così una terra ricca e piena di opportunità che vi è possibilità di accoglienza di integrazione e di vita dignitosa per chiunque voglia trasferirsi B)
    no, ma ci sono abbastanza opportunità di essere sfruttati come ben sai.
    Quindi appunto non si tratta di opportunità, non c'è nulla
    Against all odds

  2. #22
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    iannis ha scritto:
    Caimano ha scritto:
    Ah e come dice giustamente un mio amico: diamo ragione alla gente di Rosarno, mandiamo a casa questi immigrati. Poi iniziamo a comprare prodotti agricoli dai paesi di questi immigrati boicottando quelli di Rosarno, che sono prodotti dalla 'ndrangheta.
    Esatto, qi anche sta il punto. L'industria agricola in Europa è morta, tenuta invita solo dalla PAC, con conseguenze di distorsioi enormi, ovvero oltre alla arance distrutte anche gli stipendi infimi ai lavoratori nonostante i sussidi. E ancora di più in zone depresse. Una distorsione è importare lavoratori immigrati per produrre frutta che potremmo importare dall'Africa coltivata da quegli stessi lavoratori in patria, dove a causa dei dazi i connazionali sono invece costretti a compare riso o prodotti agricoli europei nelle città.
    A parte i DOP, i prodotti biologici e di alte qualità in europa per ragioi eocnomiche non dovrebbe essere più conveniente produrre nulla, e se mi si dice che altrimenti la Calabria muore, in relatà è già morta, tenuta in vita dalla pietà del resto d'Italia e d'Europa, e sarebbe meglio si trasformasse in un luogo economicamente autonomo in cui fosse invece possibile esternalizzare produzioni come ora si fa in Romania, invece di mantenere queste enormi distorsioni che l'omologazione al resto d'Italia produce.
    sì, ma il trasporto di frutta dall'Africa richiederebbe costi (ambientali e non) di cui si farebbe volentieri a meno. Aggiungo che il modello che secondo me è un bene che muoia è quello dell'industria agricola (e dell'allevamento) come hai giustamente detto tu, e non la coltivazione diretta o l'allevamento locale che sono invece modelli positivi (soprattutto il primo, in termini ambientali) e radicati nelle nostre regioni.

    Quello che veramente non ha senso è che poi noi importiamo lavoratori immigrati, penso alla situazione che c'è in molte realtà tra cui il Piemonte, perché coltivino bulbi di tulipano da spedire in Olanda da dove importiamo i peperoni che invece abbiamo smesso di tenere perché li importiamo dall'Olanda (del caso, paradossale, ha scritto Carlo Petrini nel suo ultimo libro) perdendo peraltro i sapori e la genuinità che potevano garantirci i peperoni quadrati di Asti o i tumaticot di Carmagnola.

  3. #23
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    iannis ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    del resto si sta così bene in Calabria senza immigrati che il problema è sicuramente la loro presenza. Inquinano una terra così vivibile, progredita, sicura...
    Eh certo la Calabria è così una terra ricca e piena di opportunità che vi è possibilità di accoglienza di integrazione e di vita dignitosa per chiunque voglia trasferirsi B)
    no, ma ci sono abbastanza opportunità di essere sfruttati come ben sai.
    Quindi appunto non si tratta di opportunità, non c'è nulla
    Ci sono esigenze (di sfruttare) e conseguenti opportunità (di essere sfruttati), chiaramente solo per chi è disposto a farlo perché è ancora più sfortunato dei calabresi.

    In tutto questo trovo indifendibile la caccia all'immigrato a cui stiamo assistendo.

  4. #24
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Caimano ha scritto:
    Ah e come dice giustamente un mio amico: diamo ragione alla gente di Rosarno, mandiamo a casa questi immigrati. Poi iniziamo a comprare prodotti agricoli dai paesi di questi immigrati boicottando quelli di Rosarno, che sono prodotti dalla 'ndrangheta.
    Esatto, qi anche sta il punto. L'industria agricola in Europa è morta, tenuta invita solo dalla PAC, con conseguenze di distorsioi enormi, ovvero oltre alla arance distrutte anche gli stipendi infimi ai lavoratori nonostante i sussidi. E ancora di più in zone depresse. Una distorsione è importare lavoratori immigrati per produrre frutta che potremmo importare dall'Africa coltivata da quegli stessi lavoratori in patria, dove a causa dei dazi i connazionali sono invece costretti a compare riso o prodotti agricoli europei nelle città.
    A parte i DOP, i prodotti biologici e di alte qualità in europa per ragioi eocnomiche non dovrebbe essere più conveniente produrre nulla, e se mi si dice che altrimenti la Calabria muore, in relatà è già morta, tenuta in vita dalla pietà del resto d'Italia e d'Europa, e sarebbe meglio si trasformasse in un luogo economicamente autonomo in cui fosse invece possibile esternalizzare produzioni come ora si fa in Romania, invece di mantenere queste enormi distorsioni che l'omologazione al resto d'Italia produce.
    sì, ma il trasporto di frutta dall'Africa richiederebbe costi (ambientali e non) di cui si farebbe volentieri a meno. Aggiungo che il modello che secondo me è un bene che muoia è quello dell'industria agricola (e dell'allevamento) come hai giustamente detto tu, e non la coltivazione diretta o l'allevamento locale che sono invece modelli positivi (soprattutto il primo, in termini ambientali) e radicati nelle nostre regioni.

    Quello che veramente non ha senso è che poi noi importiamo lavoratori immigrati, penso alla situazione che c'è in molte realtà tra cui il Piemonte, perché coltivino bulbi di tulipano da spedire in Olanda da dove importiamo i peperoni che invece abbiamo smesso di tenere perché li importiamo dall'Olanda (del caso, paradossale, ha scritto Carlo Petrini nel suo ultimo libro) perdendo peraltro i sapori e la genuinità che potevano garantirci i peperoni quadrati di Asti o i tumaticot di Carmagnola.
    Nonostante la grande moda attuale dello slow food e del biologico, non è che tutti e tutti i giorni prendono il peperone di Carmagnola che ha un buon mercato ma non di massa. La gran parte delle persone comprerà normalissimi peperoni così come bar mense, trattorie non di alto livell ecc, luoghi dove ormai tutti i lavoratori mangiano una volta al giorno. Quindi peperoni importabili all'ingrosso dall'Africa, con costi che le attuali tecnologie e le economie di scala consentono essere bassissimi.
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  5. #25
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    iannis ha scritto:
    Lorenzo Pregliasco ha scritto:
    iannis ha scritto:
    Caimano ha scritto:
    Ah e come dice giustamente un mio amico: diamo ragione alla gente di Rosarno, mandiamo a casa questi immigrati. Poi iniziamo a comprare prodotti agricoli dai paesi di questi immigrati boicottando quelli di Rosarno, che sono prodotti dalla 'ndrangheta.
    Esatto, qi anche sta il punto. L'industria agricola in Europa è morta, tenuta invita solo dalla PAC, con conseguenze di distorsioi enormi, ovvero oltre alla arance distrutte anche gli stipendi infimi ai lavoratori nonostante i sussidi. E ancora di più in zone depresse. Una distorsione è importare lavoratori immigrati per produrre frutta che potremmo importare dall'Africa coltivata da quegli stessi lavoratori in patria, dove a causa dei dazi i connazionali sono invece costretti a compare riso o prodotti agricoli europei nelle città.
    A parte i DOP, i prodotti biologici e di alte qualità in europa per ragioi eocnomiche non dovrebbe essere più conveniente produrre nulla, e se mi si dice che altrimenti la Calabria muore, in relatà è già morta, tenuta in vita dalla pietà del resto d'Italia e d'Europa, e sarebbe meglio si trasformasse in un luogo economicamente autonomo in cui fosse invece possibile esternalizzare produzioni come ora si fa in Romania, invece di mantenere queste enormi distorsioni che l'omologazione al resto d'Italia produce.
    sì, ma il trasporto di frutta dall'Africa richiederebbe costi (ambientali e non) di cui si farebbe volentieri a meno. Aggiungo che il modello che secondo me è un bene che muoia è quello dell'industria agricola (e dell'allevamento) come hai giustamente detto tu, e non la coltivazione diretta o l'allevamento locale che sono invece modelli positivi (soprattutto il primo, in termini ambientali) e radicati nelle nostre regioni.

    Quello che veramente non ha senso è che poi noi importiamo lavoratori immigrati, penso alla situazione che c'è in molte realtà tra cui il Piemonte, perché coltivino bulbi di tulipano da spedire in Olanda da dove importiamo i peperoni che invece abbiamo smesso di tenere perché li importiamo dall'Olanda (del caso, paradossale, ha scritto Carlo Petrini nel suo ultimo libro) perdendo peraltro i sapori e la genuinità che potevano garantirci i peperoni quadrati di Asti o i tumaticot di Carmagnola.
    Nonostante la grande moda attuale dello slow food e del biologico, non è che tutti e tutti i giorni prendono il peperone di Carmagnola che ha un buon mercato ma non di massa. La gran parte delle persone comprerà normalissimi peperoni così come bar mense, trattorie non di alto livell ecc, luoghi dove ormai tutti i lavoratori mangiano una volta al giorno. Quindi peperoni importabili all'ingrosso dall'Africa, con costi che le attuali tecnologie e le economie di scala consentono essere bassissimi.
    Dimentichi i costi ambientali. Comunque credo che ci voglia anche una svolta nei modelli di consumo, che già hanno conosciuto dei cambiamenti ma non ancora in modo sufficiente.

  6. #26
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    In Calabria, come in Sicilia, ci sarebbero le condizioni ottimali per avviare una seria creazione di impianti mareali, fotovoltaici ed eolici. Potrebbero esportare energia in tutta Europa.

    Tuttavia, chi di voi va domani dall'imprenditore Mario Rossi e gli dice "investi qualche decina di milioni di euro, però sappi che un 10% va al racket. Sai, da quelle parti funziona così"

    Quando trovate quell'imprenditore, fate un fischio che gli diamo il premio "pirillo dell'anno".

    Mafia. Questo è il quid. O la scartavetri e lo demolisci, lo nuclearizzi e lo stermini dalla faccia della terra, oppure tutti i progetti di rilancio di 5-6 regioni, che al momento vivono nel terzo mondo, sono destinati al fallimento. Buoni soltanto per rimpinguare le tasche dei politici collusi, sempre i soliti, mica è una novità.

    Certo però che sparare su 4 cristi è facile. Far piazza pulita della mafia un po' più difficile.

    Come tentare di pulire una latrina mantenendo i porci lì a defecare. Togliere prima i porci? No, mai sia. Furbi come delle faine i nostri "riformisti"...

  7. #27
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    MarcoGhiotti ha scritto:
    In Calabria, come in Sicilia, ci sarebbero le condizioni ottimali per avviare una seria creazione di impianti mareali, fotovoltaici ed eolici. Potrebbero esportare energia in tutta Europa.

    Tuttavia, chi di voi va domani dall'imprenditore Mario Rossi e gli dice "investi qualche decina di milioni di euro, però sappi che un 10% va al racket. Sai, da quelle parti funziona così"

    Quando trovate quell'imprenditore, fate un fischio che gli diamo il premio "pirillo dell'anno".

    Mafia. Questo è il quid. O la scartavetri e lo demolisci, lo nuclearizzi e lo stermini dalla faccia della terra, oppure tutti i progetti di rilancio di 5-6 regioni, che al momento vivono nel terzo mondo, sono destinati al fallimento. Buoni soltanto per rimpinguare le tasche dei politici collusi, sempre i soliti, mica è una novità.

    Certo però che sparare su 4 cristi è facile. Far piazza pulita della mafia un po' più difficile.

    Come tentare di pulire una latrina mantenendo i porci lì a defecare. Togliere prima i porci? No, mai sia. Furbi come delle faine i nostri "riformisti"...
    Se però qualcuno ci prova, tipo Vendola con la Puglia, che è passata da zero ad essere la prima delle regioni italiane per tecnologie energetiche alternative, creando anche molti posti di lavoro e finanziando anche Ricerca e formazione in previsione del futuro, allora non va bene perché Casini non vuole e D'Alema nemmeno.
    Basta con i cialtroni.

  8. #28
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    Predefinito Re:Caos Rosarno

    Di nuovo, considerate di nuovo
    Se questo è un uomo,
    Come un rospo a gennaio,
    Che si avvia quando è buio e nebbia
    E torna quando è nebbia e buio,
    Che stramazza a un ciglio di strada,
    Odora di kiwi e arance di Natale,
    Conosce tre lingue e non ne parla nessuna,
    Che contende ai topi la sua cena,
    Che ha due ciabatte di scorta,
    Una domanda d’asilo,
    Una laurea in ingegneria, una fotografia,
    E le nasconde sotto i cartoni,
    E dorme sui cartoni della Rognetta,
    Sotto un tetto d’amianto,
    O senza tetto,
    Fa il fuoco con la monnezza,
    Che se ne sta al posto suo,
    In nessun posto,
    E se ne sbuca, dopo il tiro a segno,
    “Ha sbagliato!”,
    Certo che ha sbagliato,
    L’Uomo Nero
    Della miseria nera,
    Del lavoro nero, e da Milano,
    Per l’elemosina di un’attenuante
    Scrivono grande: NEGRO,
    Scartato da un caporale,
    Sputato da un povero cristo locale,
    Picchiato dai suoi padroni,
    Braccato dai loro cani,
    Che invidia i vostri cani,
    Che invidia la galera
    (Un buon posto per impiccarsi)
    Che piscia coi cani,
    Che azzanna i cani senza padrone,
    Che vive tra un No e un No,
    Tra un Comune commissariato per mafia
    E un Centro di Ultima Accoglienza,
    E quando muore, una colletta
    Dei suoi fratelli a un euro all’ora
    Lo rimanda oltre il mare, oltre il deserto
    Alla sua terra –“A quel paese!”
    Meditate che questo è stato,
    Che questo è ora,
    Che Stato è questo,
    Rileggete i vostri saggetti sul Problema
    Voi che adottate a distanza
    Di sicurezza, in Congo, in Guatemala,
    E scrivete al calduccio, né di qua né di là,
    Nè bontà, roba da Caritas, nè
    Brutalità, roba da affari interni,
    Tiepidi, come una berretta da notte,
    E distogliete gli occhi da questa
    Che non è una donna
    Da questo che non è un uomo
    Che non ha una donna
    E i figli, se ha figli, sono distanti,
    E pregate di nuovo che i vostri nati
    Non torcano il viso da voi.

    Adriano Sofri
    \"La Giustizia è il potere dei senza potere\"
    Vaclav Havel

 

 
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