vi posto quello che pensa il mio amico andrea causin ex presidente dei giovani delle acli e consigliere regionale prima della margherita e poi del pd....
La Binetti se ne va. Ma la sua fuga nulla ha a che vedere con la questione cattolica.
Io non porto il cilicio, e non conosco cattolici impegnati nel sociale e in politica che portano il cilicio.
Paola Binetti, per la sua storia, per il suo profilo identitario, per le sue appartenenze, nulla ha a che vedere con la tradizione del cattolicesimo democratico italiano e tanto meno del cattolicesimo sociale.
Io conosco tantissimi uomini e donne di fede che militano nel PD, provengono dalle esperienze associative delle acli, dell'azione cattolica, dell'agesci, della cooperazione, dei movimenti per la pace.
Militano e stanno bene perchè ritengono che la militanza politica in un soggetto capace di tenere insieme le differenze e di praticare la pluralità sia un valore.
Chi se ne va perchè crede che sia meglio militare in una monocultura cattolica, fa una scelta rivolta al passato.
Ad un contesto sociale e culturale che non c'è più.
Il valore competitivo del PD risiede proprio nell'incrocio e nel confronto di culture e filosofie diverse, che stanno però insieme in una visione solidale della società.
E questo valore è il nostro patto associativo.
Noi cattolici che militamo nel PD e ci stiamo bene non facciamo notizia, non facciamo rumore, ma siamo infinitamente di più di quelli che scelgono di andare perchè non hanno compreso il progetto riformista del nostro partito, o magari non l'hanno condiviso dall'inizio.
Ma si sa un posto da parlamentare in liste bloccate val bene un atto di incoerenza.