Kowalsky ha scritto:
e qualcuno ha mai detto che è cosa buona e giusta l'analfabetismo? ripeto per l'ennesima volta, si contesta la costruzione di un modello in cui le eccezioni rispetto alla tendenza sono giudicate irrilevanti.
Se le eccezioni alla tendenza devono essere giudicate rilevanti, allora ciaociao a qualunque modello e/o a qualunque discussione.
In base al questionamento sulle "eccezioni rispetto alla tendenza" non si può neanche affermare in un discorso generico - per esempio - che "le pecore sono bianche", perché ci sono anche quelle nere.
Non si può neanche dire che "in Germania vivono i tedeschi", perché ci vivono anche gli stranieri.
Dunque, se si ragiona di "pecore", non si può dare per scontato che queste benedette pecore siano bianche? Se si ragiona di "abitanti della Germania" in generale, non si può dare per scontato che siano tedeschi? Perché, o mi neghi entrambe le suddette (e allora possiamo pure chiudere qualunque discussione su un argomenti complessi), o se spunta fuori un'indagine in base alla quale determinate fasce della popolazione con certi requisiti hanno certe caratteristiche mentre altre che quei requisiti non le hanno ne hanno altre, mi dovresti anche spiegare perché in questo caso bisognerebbe tirar fuori le eccezioni di turno. Un modello funziona, per sua definizione, in base a
regole; dunque contestarlo usando le
eccezioni, semplicemente, non ha senso: lo si contesta a livello
sistemico.
Prima hai obiettato alla mia affermazione parlando di
possibilità. Benissimo. Ora mi spieghi in quale universo parallelo è possibile che ci sia un'incidenza quantomeno equiparabile sullo spirito critico tra chi ha queste possibilità e chi non le ha? Se Husain Bolt anziché allenarsi rigorosamente tutti i giorni passasse il tempo a grattarsi i maroni mangiando e bevendo come un maiale e fumando come un turco quante probabilità avrebbe di fare i 100 metri in 9 secondi e mezzo? O in 10? In 15?