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  1. #31
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Davide Policastro ha scritto:
    L'ingegnIere ha uno schema di ragionamento e di approcciarsi al problema, e lo risolve.
    L'ingegnIere ha interessi "collaterali". Non necessariamente "culturali" nell'accezione comune del termine, ma ce li ha. E se li coltiva. Ripeto: per essere nerd bisogna aggiornarsi.

    L'emotività c'entra niente.
    A parte che non so perchè metti quella "I" maiuscola nella parola "ingegnere", t'assicuro che nel ramo dell'ingegneria dell'informazione è pieno di persone che non hanno la minima curiosità intellettuale al di fuori del loro ambito ristretto. Non dico che siano la maggioranza, ma un numero significativo di sicuro.
    Nel mio gruppo di amici, la metà più o meno non è laureata ed ha molti più "interessi collaterali" della media dei miei compagni di corso all'università. A mio avviso, mitizzate un po' troppo lo studio accademico, e te lo dice uno che è uscito col 110.

  2. #32
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Ecco che riparte il cuggino.
    Vedersi il video di De Mauro, per favore. Il discorso si basa su dati ISTAT, basta?
    In hoc Silvio vinces.

  3. #33
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Davide Policastro ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    Davide Policastro ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    sopra hai scritto che sono tendenze, sotto che non ti interessano le eccezioni, cioè le controtendenze
    Perché se dico che "le pecore sono bianche" a nessuno viene in mente di dire "eh ma ci sono anche le pecore nere" mentre se dico "chi ha la terza media è un ignorante" spunta regolarmente fuori il cuggino di turno?

    E dire che a rigor di logica (e probabilmente di statistica) non c'è gran differenza.
    perchè dietro al discorso della terza media si possono spesso leggere dei sottintesi non esplicitati, tra i quali ignoranza=idiozia
    Questo perché lo step successivo è: chi è ignorante è privo di spirito critico. E pure qua spunta regolarmente fuori, di nuovo, il cuggino.

    Io vorrei tanto sapere dove sono queste legioni di ignoranti ricchissimi di spirito critico. Davvero. Io vedo legioni d'ignoranti variamente teledipendenti (ed i dati ISTAT citati da De Mauro al video di cui ho segnalato il collegamento prima mi pare mi diano ragione), più che legioni di autodidatti.

    Tra l'altro, l'equazione ignoranza=acriticità era ben presente innanzitutto alla sinistra, giacché sapevano benissimo che il popolo (bove) si sarebbe fatto ammannire dal potentazzo di turno, anziché seguire loro, se quel popolo non fosse stato istruito. Ma oggi dirlo non è più di moda.
    la questione fondamentale della sinistra e della scolarizzazione di massa era che il popolo non era idiota, era ignorante e andava elevato attraverso l'istruzione.
    invece la sequenza basso titolo di studio-ignoranza-idiozia-acriticità ha la pericolosissima tendenza a finire in "il popolo è ignorante, gli va bene essere ignorante e quindi non bisogna illudersi con la scolarizzazione di massa e bisogna far fare tutto alle elites"

    ovviamente tutto questo senza tenere in conto che effettivamente esistono significative eccezioni

    per quanto riguarda l'idea che chi porta avanti gli studi porti avanti altri interessi, mi sembra più una possibilità che una tendenza.
    giusto per dirne una, un po' di tempo fa una di queste ondate di "signora mia dove andremo a finire" venne scatenata da un sondaggio in cui una buona percentuale di laureati diceva di non leggere neanche un libro all'anno...

  4. #34
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Davide Policastro ha scritto:
    Ecco che riparte il cuggino.
    Vedersi il video di De Mauro, per favore. Il discorso si basa su dati ISTAT, basta?
    E chi dice che in Italia non vi sia un problema di qualità della formazione? Ciò che odio sono le generalizzazioni che state facendo, secondo cui una persona meno che laureata è automaticamente stupida o ignorante. Ed il viceversa, visto che di capre ignoranti ne ho conosciute parecchie nella mia facoltà. Queste generalizzazioni sono totalmente equivalenti a quelle della destra immigrato=delinquente.

    Prima di scrivere in modo così arrogante, comunque ("ecco che riparte il cuggino"), ti consiglio di imparare almeno come si scrive il nome della facoltà in cui hai studiato 3 anni 10 ore al giorno.

    Buuon proseguimento.

  5. #35
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Kowalsky ha scritto:
    Davide Policastro ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    Davide Policastro ha scritto:
    Kowalsky ha scritto:
    sopra hai scritto che sono tendenze, sotto che non ti interessano le eccezioni, cioè le controtendenze
    Perché se dico che "le pecore sono bianche" a nessuno viene in mente di dire "eh ma ci sono anche le pecore nere" mentre se dico "chi ha la terza media è un ignorante" spunta regolarmente fuori il cuggino di turno?

    E dire che a rigor di logica (e probabilmente di statistica) non c'è gran differenza.
    perchè dietro al discorso della terza media si possono spesso leggere dei sottintesi non esplicitati, tra i quali ignoranza=idiozia
    Questo perché lo step successivo è: chi è ignorante è privo di spirito critico. E pure qua spunta regolarmente fuori, di nuovo, il cuggino.

    Io vorrei tanto sapere dove sono queste legioni di ignoranti ricchissimi di spirito critico. Davvero. Io vedo legioni d'ignoranti variamente teledipendenti (ed i dati ISTAT citati da De Mauro al video di cui ho segnalato il collegamento prima mi pare mi diano ragione), più che legioni di autodidatti.

    Tra l'altro, l'equazione ignoranza=acriticità era ben presente innanzitutto alla sinistra, giacché sapevano benissimo che il popolo (bove) si sarebbe fatto ammannire dal potentazzo di turno, anziché seguire loro, se quel popolo non fosse stato istruito. Ma oggi dirlo non è più di moda.
    la questione fondamentale della sinistra e della scolarizzazione di massa era che il popolo non era idiota, era ignorante e andava elevato attraverso l'istruzione.
    invece la sequenza basso titolo di studio-ignoranza-idiozia-acriticità ha la pericolosissima tendenza a finire in "il popolo è ignorante, gli va bene essere ignorante e quindi non bisogna illudersi con la scolarizzazione di massa e bisogna far fare tutto alle elites"

    ovviamente tutto questo senza tenere in conto che effettivamente esistono significative eccezioni

    per quanto riguarda l'idea che chi porta avanti gli studi porti avanti altri interessi, mi sembra più una possibilità che una tendenza.
    giusto per dirne una, un po' di tempo fa una di queste ondate di "signora mia dove andremo a finire" venne scatenata da un sondaggio in cui una buona percentuale di laureati diceva di non leggere neanche un libro all'anno.
    ..
    Ecco, questo è ciò che sto cercando di dire.

  6. #36
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Kowalsky ha scritto:
    la questione fondamentale della sinistra e della scolarizzazione di massa era che il popolo non era idiota, era ignorante e andava elevato attraverso l'istruzione.
    invece la sequenza basso titolo di studio-ignoranza-idiozia-acriticità ha la pericolosissima tendenza a finire in "il popolo è ignorante, gli va bene essere ignorante e quindi non bisogna illudersi con la scolarizzazione di massa e bisogna far fare tutto alle elites"

    ovviamente tutto questo senza tenere in conto che effettivamente esistono significative eccezioni

    per quanto riguarda l'idea che chi porta avanti gli studi porti avanti altri interessi, mi sembra più una possibilità che una tendenza...
    Studiare aumenta lo spirito critico. Poche pippe al proposito, la cosa è molto semplice: una cosa migliora se la alleni. E lo studio - specie di certe materie - è un ottimo allenamento.

    La sequenza studio-ignoranza-idiozia-acriticità ha uno step intermedio di troppo. Perché che il "popolo" sia stupido per definizione non è vero, che la gente sia geneticamente ignorante nemmeno. Mi pare un'ovvietà, e mi pare che nessuno dica il contrario.

    Ma che, senza arrivare ad essere una nazione di laureati - anche perché non ce n'è bisogno, anzi -, saper leggere, scrivere e far di conto sia condizione necessaria per barcamenarsi nella società contemporanea è un fatto. A dirla tutta, nella società contemporanea non basta neanche quello. Peccato che in Italia c'abbiamo un terzo della popolazione adulta che è analfabeta o semi-analfabeta o comunque se gli dai un testo neanche troppo complesso non capisce cosa c'è scritto. Ed ad un'ipotetica immagine bucolica di 'sta ventina di milioni di persone che si diletta in faccende più "impegnative" di guardare la tivvì io ci credo un po' pochino.
    In hoc Silvio vinces.

  7. #37
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    redmind ha scritto:
    Davide Policastro ha scritto:
    Ecco che riparte il cuggino.
    Vedersi il video di De Mauro, per favore. Il discorso si basa su dati ISTAT, basta?
    E chi dice che in Italia non vi sia un problema di qualità della formazione? Ciò che odio sono le generalizzazioni che state facendo, secondo cui una persona meno che laureata è automaticamente stupida o ignorante. Ed il viceversa, visto che di capre ignoranti ne ho conosciute parecchie nella mia facoltà. Queste generalizzazioni sono totalmente equivalenti a quelle della destra immigrato=delinquente.

    Prima di scrivere in modo così arrogante, comunque ("ecco che riparte il cuggino"), ti consiglio di imparare almeno come si scrive il nome della facoltà in cui hai studiato 3 anni 10 ore al giorno.

    Buuon proseguimento.
    Io dovrò imparare "almeno" come si scrive Ingegneria, ma tanti saluti alla tua voglia di leggere quel che si scrive.

    D'altra parte, spostare il tiro rispetto al focus dell'argomento, in discussioni come questa, è un classico.
    In hoc Silvio vinces.

  8. #38
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Davide Policastro ha scritto:

    Studiare aumenta lo spirito critico. Poche pippe al proposito, la cosa è molto semplice: una cosa migliora se la alleni. E lo studio - specie di certe materie - è un ottimo allenamento.
    aumenta la possibilità di essere critici

    La sequenza studio-ignoranza-idiozia-acriticità ha uno step intermedio di troppo. Perché che il "popolo" sia stupido per definizione non è vero, che la gente sia geneticamente ignorante nemmeno. Mi pare un'ovvietà, e mi pare che nessuno dica il contrario.

    Ma che, senza arrivare ad essere una nazione di laureati - anche perché non ce n'è bisogno, anzi -, saper leggere, scrivere e far di conto sia condizione necessaria per barcamenarsi nella società contemporanea è un fatto. A dirla tutta, nella società contemporanea non basta neanche quello. Peccato che in Italia c'abbiamo un terzo della popolazione adulta che è analfabeta o semi-analfabeta o comunque se gli dai un testo neanche troppo complesso non capisce cosa c'è scritto. Ed ad un'ipotetica immagine bucolica di 'sta ventina di milioni di persone che si diletta in faccende più "impegnative" di guardare la tivvì io ci credo un po' pochino.


    e qualcuno ha mai detto che è cosa buona e giusta l'analfabetismo? ripeto per l'ennesima volta, si contesta la costruzione di un modello in cui le eccezioni rispetto alla tendenza sono giudicate irrilevanti.

  9. #39
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Davide Policastro ha scritto:
    redmind ha scritto:
    Davide Policastro ha scritto:
    Ecco che riparte il cuggino.
    Vedersi il video di De Mauro, per favore. Il discorso si basa su dati ISTAT, basta?
    E chi dice che in Italia non vi sia un problema di qualità della formazione? Ciò che odio sono le generalizzazioni che state facendo, secondo cui una persona meno che laureata è automaticamente stupida o ignorante. Ed il viceversa, visto che di capre ignoranti ne ho conosciute parecchie nella mia facoltà. Queste generalizzazioni sono totalmente equivalenti a quelle della destra immigrato=delinquente.

    Prima di scrivere in modo così arrogante, comunque ("ecco che riparte il cuggino"), ti consiglio di imparare almeno come si scrive il nome della facoltà in cui hai studiato 3 anni 10 ore al giorno.

    Buuon proseguimento.
    Io dovrò imparare "almeno" come si scrive Ingegneria, ma tanti saluti alla tua voglia di leggere quel che si scrive.

    D'altra parte, spostare il tiro rispetto al focus dell'argomento, in discussioni come questa, è un classico.
    Se ti sforzavi un po di più, oltre al mio inciso sul tuo modo di scrivere arrogante (fino al mio ultimo messaggio mi sembrava di aver usato un tono più che garbato), forse avresti notato che la maggior parte del mio post era dedicata a spiegare a cosa si riferivano le mie perplessità. Giusto per dimostrare che il possesso di una laurea non è condizione sufficiente per la buona comprensione di un testo.

  10. #40
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    Predefinito Re:Ignoranza zero: ecco una causa

    Kowalsky ha scritto:
    e qualcuno ha mai detto che è cosa buona e giusta l'analfabetismo? ripeto per l'ennesima volta, si contesta la costruzione di un modello in cui le eccezioni rispetto alla tendenza sono giudicate irrilevanti.
    Se le eccezioni alla tendenza devono essere giudicate rilevanti, allora ciaociao a qualunque modello e/o a qualunque discussione.

    In base al questionamento sulle "eccezioni rispetto alla tendenza" non si può neanche affermare in un discorso generico - per esempio - che "le pecore sono bianche", perché ci sono anche quelle nere.
    Non si può neanche dire che "in Germania vivono i tedeschi", perché ci vivono anche gli stranieri.

    Dunque, se si ragiona di "pecore", non si può dare per scontato che queste benedette pecore siano bianche? Se si ragiona di "abitanti della Germania" in generale, non si può dare per scontato che siano tedeschi? Perché, o mi neghi entrambe le suddette (e allora possiamo pure chiudere qualunque discussione su un argomenti complessi), o se spunta fuori un'indagine in base alla quale determinate fasce della popolazione con certi requisiti hanno certe caratteristiche mentre altre che quei requisiti non le hanno ne hanno altre, mi dovresti anche spiegare perché in questo caso bisognerebbe tirar fuori le eccezioni di turno. Un modello funziona, per sua definizione, in base a regole; dunque contestarlo usando le eccezioni, semplicemente, non ha senso: lo si contesta a livello sistemico.

    Prima hai obiettato alla mia affermazione parlando di possibilità. Benissimo. Ora mi spieghi in quale universo parallelo è possibile che ci sia un'incidenza quantomeno equiparabile sullo spirito critico tra chi ha queste possibilità e chi non le ha? Se Husain Bolt anziché allenarsi rigorosamente tutti i giorni passasse il tempo a grattarsi i maroni mangiando e bevendo come un maiale e fumando come un turco quante probabilità avrebbe di fare i 100 metri in 9 secondi e mezzo? O in 10? In 15?
    In hoc Silvio vinces.

 

 
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