Lollo ha scritto:
A parte che io pago già abbastanza in relazione al servizio offerto, ho spiegato che sono favorevole a un sistema con tasse più alte e più borse di studio, in modo da premiare i meritevoli.
Piantiamola di illuderci che basti che l'università sia pubblica per renderla efficiente: in Germania (o anche in Francia, se eccettuiamo le Grandes Ecoles) il sistema è pubblico e a costi molto contenuti per gli studenti, ma il livello è decisamente un altro. Quindi non è suffiicente agitare la bandierina del pubblico per garantire la qualità della formazione, tutt'altro.
P.S. fuori d'Italia ci sono molte università pubbliche pesantemente sponsorizzate da privati, purtroppo da noi succede più spesso il contrario
Preglià', a parte che il fatto che tu paghi tanto (ma devi dirlo a Iannis che non se n'è accorto) non significa che gli altri che vengono dopo di te devono pagare di più, ripeto per l'ennesima volta che il sistema di "premiare i meritevoli" ponendo una barriera economica è un sistema fasullo, ipocrita e pone qualche problemino in termini di art. 3 della Costituzione.
Il motivo è evidente: con le tasse alte e le borse di studio, i ricchi vanno avanti a prescindere, mentre i poveri vanno avanti solo se meritevoli.
La barriera da porre dev'essere oggettiva per tutti: chi passa tot esami al primo anno va avanti, gli altri saltano un giro, ricchi o poveri che siano.
Quanto all'efficienza, nessuno dice che l'università dev'essere pubblica per "ragioni di efficienza". L'università dev'essere pubblica per tutelare il diritto allo studio, che è diverso.
E ripeto - perché anche questo l'ho già scritto - che i finanziamenti dei privati di per sé non sono un problema. Lo diventano quando le risorse del pubblico vengono tagliate, al punto di rendere le risorse private indispensabili.