dinozzo ha scritto:
Date Queste premesse sorgono però alcuni problemi su cui la teoria del circuito monetario e Schmitt in particolare hanno trovato delle soluzioni...
I problemi sono questi:
se vale la legge di Say,
se l'unica fonte di reddito macroeconomico è il lavoro
se vi è uguaglianza tra valore e prezzo.
Come possono logicamente esistere i profitti, l'interesse e gli ammortamenti?
Prima di cercare di spiegare la soluzione data bisogna però trarre una prima conclusione dalle premesse di prima:
Il moltiplicatore non esiste, l'emissione monetaria non può creare reddito, la moneta può solo definire il reddito per cui è stata emessa e la teoria di Sir Francis Kahn è una semplice illusione, integrata da keynes nella sua teoria generale è errata, non è del resto un mistero per nessuno che data la formula più semplice del moltiplicatore k=1/1-c in una economia chiusa, priva di fughe verso l'estero e con un governo che agisce in deficit spending e una propensione marginale al risparmio molto bassa, il moltiplicatore avrebbe un effetto tendente a infinito, il che è concettualmente difficile da accettare.
Riprendiamo da qui: Nel Circuito Monetario gli Investimenti macroeconomici sono uguali al Risparmio Macroeconomico, questa è una identita sempre realizzata a causa degli effetti della partita doppia; se infatti transazione deve essere registrata sia all'attivo che al passivo, non è possibile che vi sia tesaurizzazione del risparmio! Non è quindi possibile che la moneta possa uscire dal circuito economico, prendiamo una banca, per una banca i depositi degli individui sono dei passivi di bilancio, cioe un riconoscimento spontaneo di debito della banca nei confronti dei titolari di depositi, a ogni passivo deve corrispondere un attivo, a prescindere da quale sarà il comportamento della banca, è una semplice conseguenza della partita doppia, attivi che saranno titoli finanziari, cioe riconoscimenti di debito obbligatori da parte di chi li emette, a differenza dei passivi della banca che sono riconoscimenti di debito spontanei questi sono obbligatori.
Non è quindi possibile che succeda quello che ci dicono tutti i giorni: cioè che l'economia sia ferma a causa del comportamento delle banche che non prestano il danaro, in un bilancio bancario a 100 di depositi devono corrispondere 100 di attività quindi i soldi non possono rimanere fermi devono perennemente essere impegnati in conformità alla partita doppia.
Cosa sono gli investimenti macroeconomici? Gli investimenti sono quella parte del reddito che le aziende utilizzano per acquistare beni e servizi sul mercato dei servizi produttori! Non esiste in linea teorica nessuna differenza tra beni di consumo e beni di investimento. Una matita può essere contemporaneamente sia un bene di consumo per un bambino che un bene di investimento per uno studio di architetti, similarmente una macchina per un tassista è un investimento, ma per un bancario non lo è. La differenza tra beni di consumo e beni di investimento dipende dal reddito che viene utilizzato per comprare tali beni, un bene consumo viene pagato con dei del reddito salariale, un bene di investimento può invece essere acquistato solo attraverso un reddito proveniente dai profitti. Una volta spesa sul mercato dei servizi produttori, cioe dei beni di investimento questo reddito viene distrutto in quanto esso non potrà più essere usato per andare ad acquistare dei beni di consumo.Questa è anche la definizione di Risparmio macroeconomico, cioe quella percentuale di reddito che sarà spesa sul mercato dei servizi produttori e non sarà mai più disponibile per essere spesa sul mercato dei beni di consumo. da qui la relazione per cui Profitti Macroeconomici-eventuali dividendi=Risparmio Macroeconomico=Investimento. Anche questa è un identità logica che nulla ha a che fare con una condizione di equilibrio come sostenuto da Sir John Hicks.
Come conciliare questo discorso con la legge di say e l'uguaglianza Valori prezzi ? Esempio una azienda produce beni del valore 100 paga i salari ai lavoratori per 100 euro, i lavoratori comprano con i 100 euro solo 50 (in valore dei prodotti) l'azienda avrà ora venduto beni per valore 50, incassato 100 euro, ha quindi 50 euro di profitto, questo profitto che viene suddiviso in parte come dividendo agli azionisti per esempio 20 con cui gli azionisti comprano beni di consumo prodotti dall'azienda per il valore di 20 , i restanti 30 euro vengono invece suddivisi tra 20 di risparmio... che spesi sul mercato dei servizi produttori origineranno dei salari che compreranno beni ancora stoccati nei magazzini dell'azienda per il valore di 20 e interessi per 10 che remunereranno gli investitori , i quali negli anni precendenti avevano investito il loro risparmio nel mercato dei beni dei servizi e come si ricordera un reddito speso nel mercato dei servizi produttori non sarà più disponibile per ritornare sul mercato dei beni di consumo.
Con questo esempio abbaiamo dimostrato come l'unico fattore produttivo macroeconomico siano i salari=100 euro, l'uguaglianza tra prezzi e valori;i 100 euro di salario prima comprano solo 50 di valore ma creano 50 di profitto che si trasforma in dividendi, spesi per comprare beni di consumo per un valore di 20, interessi che fanno altrettanto per un valore di 10 e investimenti per 20 che originano altri salari che saranno spesi per comprare i rimanenti 20 beni rimasti nei magazzini dell'azienda per un totale di 100 euro =100 valore=salari.
Ragionamento analogo agli investimenti ma più complesso vale anche per gli ammortamenti.




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