iannis ha scritto:
Si parlava di cultura politica, iannis, non di casi personali. Il Pci in Italia era una forza teoricamente rivoluzionaria fin negli anni '70, fino a Berlinguer toh, quando fece il passo anche formale verso il riformismo. Fino a quel momento nei documenti congressuali del Pci la prospettiva non era riformista, quindi non accettava il quadro istituzionale come un dato, ma appunto rivoluzionaria. Puntava cioé a sovvertire lo stato di cose presenti e instaurare una società socialista. Ovvio che i giudici (all'epoca definiti "ermellini da guardia"), proprio perché posti a difesa delle istituzioni, non potessero essere considerati degli alleati.Difficile per te. Chiedi in giro al militante di sinistra se ha questa contraddizione dentro di sè sulla magistratura che fino a "poco" tempo fa era reazionaria e ora è da difendere. Non penso proprio.
Iannis, non so: sforzati, vedi un po' tu. Poteva il Pci andare al governo in Italia? No, non poteva e il potere non l'avrebbe consentito, al punto da tenere in piedi organizzazioni eversive piene zeppe di ex fascisti e mettere anche le bombe sui treni, nelle piazze, tra la gente perbene, pur di scongiurare la costante avanzata elettorale del Pci, elezione dopo elezione, e benché il Pci avesse dimostrato molta più onestà, molto più senso della democrazia, molta più competenza nella gestione della cosa pubblica in cento città, province e regioni. E' democratico uno Stato in cui il 30-35µ degli elettori viene escluso a priori dalla formazione di una maggioranza parlamentare per 50 anni? No, e queste cose le trovi a pagina uno dell'abc della democrazia liberale.Cmq non capisco come lo Stato fosse di fatto eversivo, la DC, stragi di Stato, Gladio, ecc ma avesse creato un organo di garanzia come la Corte Costituzionale che era dalla sua parte.
Il problema è che qua non stiamo sviluppando ipotesi su una cosa che non conosciamo, ma stiamo analizzando la storia del nostro paese, che è sotto gli occhi di tutti nonostante il vergognoso segreto di stato ancora copra i responsabili, ma come divceva Pasolini, io so e non ho bisogno di prove. E questa storia è una lunga storia di sangue - il sangue dei comunisti e dei socialisti, degli operai, dei sindacalisti e delle persone perbene ammazzate perché tali; e un'altrettanto lunga storia di eversivismo delle classi dirigenti - la storia della mafia e dei suoi rapporti con la Dc, la storia della corruzione e dell'assistenzialismo, la storia del terrorismo rosso e nero stipendiato, infiltrato ed eterodiretto, la storia di un capitalismo d'accatto protetto da una politica perennemente a libro paga.Comunque vedi, per me chiaramente le tue sono tutte boiate, è chiaro, la solita solfa sulla DC e tutto lo Stato a fare le stragi, o su Gladio che per me era un'organizazione sacrosanta. Che in pratica tutto il mondo al di fuori del recinto socialcomunista fosse eversivo, oppressivo, legato alla mafia, reazionario, ecc.
Tu lo neghi e vabbé, per te evidentemente Portella della Ginestra è un'invenzione della Cgil, la bomba in Piazza Fontana l'hanno messa gli anarchici, sono stati i comunisti ad ammazzare Aldo Moro, Calvi si è impiccato da solo, Ambrosoli è morto per una tonsillite e Mangano era effettivamente uno stalliere, né ci fu mai una trattativa tra stato e mafia nei primi anni '90. Tutto regolare, siamo vissuti nella più libera delle democrazie e tutto questo grazie al pentapartito. Figata.
Ti rispiego: la Corte non era considerata affatto eversiva. Semmai era considerata "una bizzarria" da Togliatti. Era un problema di prospettiva, non di istituzioni in quanto tali. Se il tuo modello è il socialismo non puoi star là a distinguere tra Corte, magistrati buoni e magistrati cattivi, poliziotti buoni e poliziotti cattivi: vuoi abbattere quello stato e farne un altro.Ma per me tu hai il diritto a farlo questo delirio, all'epoca avresti avuto il diritto a dire che la Corte costituzionale era eversiva. Eri parte, pur paradossalmente, del gioco democratico, nel dirlo. E quindi c'è un diritto nell'affermarlo anche ora per chi vuole.
C'è un grosso pero' di cui ti invito a tenere conto: nonostante il Pci fosse teoricamente rivoluzionario e la Dc invece sinceramente democratica, il primo non ha *mai* attentato né alla democrazia né all'incolumità dei nostri concittadini, né ha stretto patti con banditi e mafiosi, né alimentato corruttela e tangenti, né usato la polizia o i servizi segreti per reprimere, depistare, sovvertire, e nemmeno ha avuto un dubbio nel condannare ed isolare i terroristi, dal primo momento in cui si sono manifestati fino all'ultimo.
Questo non solo in risposta al tuo commento, iannis, ma in risposta a questa diffusa ignoranza della storia recente che spinge anche alcuni tremuli ex-comunisti a volersi dissociare, in maniera infame, da una storia che perlomeno qua da noi è una storia di cui possiamo andare fieri. A questa tendenza a dire che in fin dei conti la Dc pur con qualche peccatuccio è una grande storia di sviluppo, quando lo sviluppo culturale, economico e sociale del Paese in italia è avvenuto *nonostante* la Dc.




Rispondi Citando