
Originariamente Scritto da
mama
Apro questo topic per avere idee più chiare rispetto ai primi due quesiti referendari che, secondo me, sono i più controversi e soprattutto i meno legati ad un discorso di principi ed appartenenza politica.
Personalmente, l'idea che mi sono fatto è che non si siano pro che superino i contro in entrambi i casi, ragion per cui potrei decidere di votare scheda bianca (relativamente, ripeto, ai due quesiti). Mi spiego. Innanzitutto, con la privatizzazione della gestione dei servizi pubblici locali (primo quesito), si verrebbero a stabilire gare di appalto obbligatorie (sia in caso di privatizzazione totale sia in caso di regime misto), il che -in linea teorica- è un bene, visto che eviterebbero episodi eclatanti di clientelismo come quello di Parentopoli a Roma. Il problema è che in Italia sappiamo bene che le gare di appalto sono sempre molto opache, spesso truccate, e che le società private specializzate nella gestione idrica sono poche (6-7 se non erro). Quindi, in assenza di una vera concorrenza, i privati potrebbero essere ben poco incentivati a rendere più efficiente la rete idrica (indipendentemente dai costi e dagli investimenti). In linea teorica, io sono per una gestione pubblica in regime di monopolio (d'altronde i casi Telecom, Alitalia, Autostrade ecc. sono noti), però considerando le condizioni delle finanze pubbliche, con la privatizzazione (parziale o totale) si risparmierebbero soldi.
Altra questione: la qualità dell'acqua. Essa resterebbe comunque garantita dall'amministrazione pubblica, che sulla carta dovrebbe controllare la gestione da parte dei privati. Questo però sulla carta, visto che in Italia le cose spesso non vanno come dovrebbero (a questo proposito questo articolo è sicuramente più preciso di me:
http://www.lavoce.info/articoli/pagina1002313.html).
Quesito numero 2. Anche qui, da una parte ci sarebbe un aumento delle tariffe; dall'altro, però, un costo maggiore in bolletta (che teoricamente garantirebbe una migliore gestione della risorsa e meno sprechi) andrebbe a sgravare i bilanci pubblici, quindi a liberare risorse per altri servizi e ad una diminuzione della fiscalità. Poi c'è da considerare che gran parte degli sprechi di acqua proviene dalle famiglie più benestanti (ad es. l'innaffiamento dei giardini), quindi privatizzare e ridurre gli sprechi andrebbe a svantaggio dei più ricchi, rispondendo anche ad un criterio di maggiore equità.
In conclusione, io ho le idee abbastanza confuse, forse proprio perché più si approfondisce la questione più le idee si complicano. Attendo commenti, delucidazioni, segnalazione di errori ecc.
Ps: una delucidazione tecnica: votando scheda bianca solo in due delle quattro schede, il quorum non viene mica intaccato? Voglio dire, i referendum non sono mica slegati fra loro?