Il mantra odierno riguarda la fine di un ‘epoca, e quando se ne parla tutti pensano all’ era del berlusconismo.
In realta’ l’ era che sta finendo e’ molto piu’ longeva, ed e’ l’ epoca della dominazione conservatrice dell’ ideologia.
L’onda lunga che sta esaurendosi contro la crisi e’ quella nata nel 1979 in Europa, con la vittoria della signora Thatcher in Inghilterra.
Una vittoria sintomatica dello sdoganamento del sano egoismo individuale, vittorioso dopo decenni di solidarismo, stato sociale, correttezza politica, mediazioni, socialismo.
Tutte attitudini che si sono trasformate nel loro contrario (a dimostrazione della capacita’ del metodo dialettico di interpretare la storia), fino a trasfigurarle in maniera grottesca.
Dal politically correct ai berci di Borghezio o di Bossi e al dito medio della Santanche’, dal solidarismo al rifiuto del cibo per i bambini dell’ asilo di Adro, dall’ ideologia della mediazione all’ ideologia dello scontro.
Dallo stato sociale alla piaga della precarieta’. Dall’ intervento dello stato in economia alla deregulation finanziaria e alle bolle che ne sono seguite.
A volerla dire tutta, da una societa’ che aveva forti motivi di ottimismo ad una societa’ ripiegata su se’ stessa e senza futuro (percepito, e’ vero. Ma esiste un futuro al di fuori della percezione?).
Il berlusconismo ( e la sua variante al contempo piu’ nobile e piu’ volgare, il leghismo) e’ la panna rimasta a galleggiare, inacidita, sul latte thatcheriano. Invece del liberismo e della responsabilita’ individuale la restaurazione degli ordini professionali, e l’ irresponsabilta’ sfrenata dei vecchietti arrapati e senza freni inibitori. Invece della concorrenza, del mercato e dell’ aumento della ricchezza, il trasferimento dei ministeri al nord, e la divisione di una torta sempre piu’ piccola a beneficio di in ceto politico spesso ignorante e cafone.
Adesso questa fase e’ agli sgoccioli.
Potra’ durare ancora un po’ di mesi, forse un anno, forse addirittura due: gli interessi personali dei nominati e quelli dei capobastone coincidono nell’ evitare il giudizio elettorale. Costoro sanno benissimo di avere vinto un terno al lotto, i primi (quando mai un Larussa, o un Frattini, o una Gelmini, e fermiamoci qui, potrebbero mai sognare di fare i ministri? In quale strano universo parallelo cio’ e’ stato possibile?), e di rischiare di perdere “la roba” e forse anche la liberta’, i secondi.
Ma la miseria in cui la destra italiana ha trasfigurato la lezione della signora Thatcher e’ agli sgoccioli, incapace di motivare, nonostante tecniche sofisticate di manipolazione di massa, una base sociale che sperimenta tutti i giorni le bellezze del mercato e della concorrenza, mentre vede i propri leaders proteggersi dietro a privilegi ingiustificabili di stampo medioevale.
C’e’ un’ onda lunga che sta arrivando, e che probabilmente fara’ pulizia a fondo.
Questa onda lunga, oltre che sulla concretezza delle condizioni della vita materiale, e’ crescentemente basata sui meccanismi di equidistribuzione delle conoscenze abilitati, confermati ed enfatizzati da Internet.
Un politico non puo’ piu’ negare di avere detto una castroneria: su youtube, o in una qualche copia nelle cache di Google, della castroneria restera’ traccia per lungo tempo, incontrovertibile e solida come roccia.
I buffoni che governano l’ italia non hanno ancora sperimentato le asperita’ della vita, e continuano a costruire una knowledge base che, una volta raggiunta la massa critica, rendera’ difficile la clemenza nei loro confronti, o l’ oblio sulle loro colpe.
Il detto “il tempo e’ un grande medico” viene messo in crisi dalla facile permanenza e disponibilita’ delle informazioni.
Conclusione: si avvicinano tempi di grandi cambiamenti. Non e’ detto che siano in meglio, ma nemmeno e’ detto che siano in peggio.




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