







Assolutamente d'accordo. Il vero problema di queste situazioni è che CHI sbaglia raramente paga. Le dirigenze, gli amminstratori delegati, spesso messi li dalla politica sebbene si tratti di società private, invece di essere cacciati a pedate per i disastri fatti, ed essere in pratica ostracizzati dal mondo dirigenziale per evidente inutilità, vengono pagati per il loro "mal lavoro" con buonuscite milionarie, e poi ripiazzati in altri posti di potere.
Insomma...siamo l'antiessenza sia del concetto meritocratico, ma anche di quello del libero mercato e del liberismo, dove "tecnicamente" il migliore avanza ed il peggiore muore.


Bisognerebbe vedere se quello che voi considerare cattivo lavoro lo sia davvero. Bisognerebbe verificare se le malversazioni bancarie sono tali davvero, e non sono invece scelte strategiche precise concordate con chi, in politica, ti dovrebbe pure eventualmente giudicare e cacciare.
La Banca non è un'impresa privata, da nessuna parte. Questo è un altro luogo comune che ci sentiamo ripetere periodicamente.
Ed è ingenuo continuare a parlare di banche, di manager e di politica partendo dall'assunto ERRATO che la banca è un'attività privata pero' sostenuta dal pubblico, che rischia in proprio i soldi ma se le servono alti soldi li chiede allo stato, che se ha dei manager piu' o meno capaci lo deve alla politica che li impone, li sposta da una parte all'altra, e se è il caso li fa diventare ministri dello stato.
La meritocrazia è un'altra cosa. Qua si parla di danaro, di tanto danaro, che va a fiire nelle tasche di amici della politica e della politica stessa, come anni ed anni di cronaca ci hanno insegnato. Qua non si perde manco un euro, ma anzi si moltiplicano come i pani ed i pesci di Qualcuno. Altro che meritocrazia.


Infatti, e siccome non è possibile che uno stato lasci fallire il proprio sistema bancario (dato che tale fallimento porterebbe dietro tutto il sistema economico) bisogna insistere sulla responsabilizzazione dei manager, sulla separazione banche investimento e affari, su stringenti regolamentazioni che impediscano l'utilizzo allegro di leve finanziarie pericolose.