
Originariamente Scritto da
Grifo
Anzi, il progresso tecnologico aumenta il valore aggiunto per unità di prodotto, e quindi tutta la filiera ne va a beneficiare, come è stato dagli albori della rivoluzione industriale fino appunto a 20 anni fa.
Questo meccanismo fu individuato agli inizi dai due grandi filosofi dell'economia, Adam Smith e Carlo Marx, che individuarono appunto nel valore aggiunto il motore della creazione di "nuova ricchezza", e quindi di "nuovo denaro" disponibile.
Una ventina di anni fa questo ciclo è stato interrotto portando la "moneta" al centro dell'economia, liberandola dai vincoli della produzione. In sostanza si voleva che la moneta "si riproducesse da se stessa" in base ad alchimie finanziarie celebrate dai sacerdoti monetari, i famosi Incappucciati di cui parlo sempre.
Pensiero, questo, vagamente ispirato all'economia mercantile dell'impero inglese del '600 e '700.
E da qui abbiamo avuto il via delle varie speculazioni, le bolle, il petrolio a 150$ e così via, mentre dall'altro il "lavoro" (cioè quell'elemento che crea il valore aggiunto) è stato marginalizzato e penalizzato.
Ovviamente sono tutte cazzate, come dimostrano il successo e la crescita dei paesi emergenti che adottano le regole classiche dell'economia e "producono".
Vi dovete immaginare una sorta di ritorno delle Parrucche Incipriate, i vecchi nobili improduttivi che dominavano, penalizzavano, e vivevano sulle spalle del resto della società. Oggi invece delle parrucche hanno la grisaglia, invece dei feudi le banche, invece dei Bravi (il Griso, il Nibbio) gli intermediatori finanziari, invece che l'Innominato Kissinger e Bildberg.
Ma la sostanza è la stessa: l'unico modo di liberarsene è montare le ghigliottine e far rotolar le teste.
Se il paragone vi sembra azzardato pensate che nell'ancien regime la moneta era del "sovrano" (ora della BCE, che è "sovrana"), che solo il popolo pagava le tasse (i nobili allora, e i profitti finanziari adesso, ne sono esenti), che il popolo doveva fare le "corvee" a favore dei nobili (erano prestazioni di lavoro non retribuite) ed ora gli stage e il precariato, pagava il "viatico" e il "ripatico" (per usare la strada e il fiume) ed ora abbiamo le privatizzazioni dell'acqua e delle autostrade...
E nemmeno dovete pensare che stia accusando i "cattivi" che vessano il popolo "buono". In tutte le epoche il popolo sogna soprattutto di mettersi la parrucca incipriata, ballare il minuetto, fare la corte alla duchessa e diventare stronzo come il barone (basta vedere il seguito dei giornali di gossip...)
E fin dalla Bibbia appena il popolo può edifica il vitello d'oro (oggigiorno è la banca), tranne, quando ovviamente tutto crolla, di battersi il petto, invocare virtù e salvezza per poi ricominciare.
E' sempre successo: i Romani al tempo di Cesare facevano i ponti sul Reno per andare a suonarle ai Germani e portargli la legge, il teatro e le terme. Dopo due secoli li pagavano per proteggere i confini mentre loro correvano a Roma per giocare a incularella nelle orge. L'Impero Ottomano è sprofondato nel lusso e rincretinito dall'Harem, i Nobili europei sono usciti dai campi di battaglia per giocarsi i castelli a carte, gli inglesi hanno smesso la nave, la macchina a vapore e il telaio meccanico per giocare di finanza...
E' il corso e ricorso storico, probabilmente inevitabile.
La differenza sostanziale, stavolta, è che prima tutto ciò era "eurocentrico", corsi e ricorsi, crolli e resurrezioni, avvenivano in europa. Adesso ci sono popoli giganteschi che si apprestano a sostituirci, e non è che una volta conquistato il primato ce lo restituiranno.