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Metabo
Si aggrava la crisi siriana: La Voce della Russia
Si aggrava la crisi siriana
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Armi chimiche
A fine settimana la crisi siriana e’ stata intossicata dalle armi chimiche. L’annuncio e’ stato dato il 21 agosto dal canale Al Arabiya che subito ha sparato la cifra di 500 morti. Poi ci ha ripensato e ha raddoppiato il numero, ovviamente senza presentare il benche’ minimo straccio di prove.
La nube tossica e’ subito arrivata al Consiglio di sicurezza dell’Onu dove le potenze occidentali hanno colto la palla al balzo per proporre una violenta risoluzione. Russia e Cina hanno bloccato queste manovre.
Per il fine settimana era evidente che un attacco ci era stato, ma da parte di chi?
Il Ministero degli esteri della Russia ha emesso una nota in cui si afferma che dalle posizioni occupate da reparti dell’opposizione e’ stato lanciato un razzo rudimentale, simile a quello utilizzato dai terroristi nei sobborghi di Aleppo.
Intanto in Siria gia’ dal 18 aprile si trova una commissione di esperti delle Nazioni Unite che dovra’ ad operare nelle zone controllate dall’opposizione . Il problema della sicurezza e’ quindi molto importante.
Ci si augura che l’opera di mediazione di Angela Kane possa permettere di operare con maggiore tranquillita’.
Intanto le potenze occidentali non si lasciano l’occasione di avanzare nuovi ultimatum.
Dal canto suo la Russia invita alla moderazione in attesa della fine dell’inchiesta che, come sottolinea il portavoce del ministero degli esteri Aleksandr Lukascevic, non sara’ facile:
Questa zona e’ sotto controllo dei ribelli. Partiamo dal fatto che la missione delle Nazioni Unite deve arrivare ad un accordo con le autorita’ siriane come con la parte che la accoglie. Non per nulla Jan Eliasson, vice segretario generale dell’Onu ha detto chiaramente che almeno per tutta la durata dell’inchiesta bisognera’ deporre le armi.
Il fatto che questo attacco sia capitato subito dopo l’arrivo della commissione dell’Onu per le armi chimiche, secondo la diplomazia russa, induce a pensare che abbiamo a che fare con i tentativi di far saltare la conferenza di Ginevra, per la cui preparazione gli esperti russi e americani si riuniranno il 28 agosto.
L’opposizione non ha niente da perdere e cerca di coinvolgere a tutti i costi l’Occidente perche’ non riesce a vincere. Per questo, dice l’analista Serghej Demidenko, cerca di convincere tutti che il regime di Assad sarebbe sanguinario e disumano.
Gli attacchi chimici vengono immancabilmente segnalati dai telecanali finanziati dagli sponsor dell’opposizione, e cioe’ dalle monarchie petrolifere del Golfo Persico.
Dice Serghej Demidenko:
Appena l’America ha annunciato di essere pronta ad intervenire, qualora in Siria fossero trovate arme chimiche, Al-Jazeera annuncia di averle gia’ trovate. Appena il gruppo degli esperti si e’ sbarcato in Siria, al-Arabiya comunica che le armi chimiche vengono usate dall’esercito.
Lukascevic aggiunge:
Sullo sfondo di una nuova ondata della retorica antisiriana, riteniamo inaccettabile qualsiasi tipo di pressione sul Consiglio di sicurezza per ricorrere alla forza militare.
Commentando le parole del ministro degli esteri francese sulla cosiddetta risposta militare, per la quale sarebbe possibile aggirare il Consiglio di sicurezza, Lukascevic ha sottolineato:
E’ del tutto inutile l’analisi di vari scenari ipotetici. Siamo fermi nella convinzione che, come e’ scritto nello Statuto delle Nazioni Unite, l’uso della forza puo’ essere sancito soltanto da una decisione del Consiglio di sicurezza.
Il ministro degli esteri Lavrov ha affrontato al telefono la tematica siriana con i colleghi di Inghilterra, Francia, Italia e Germania e con i vertici delle Nazioni Unite. Dagli Stati Uniti invece soffiono venti di guerra.
Nel Mediterraneo orientale stazionano gia’ quattro cacciatorpediniere in grado di portare a bordo fino a cento missili Cruise. Sabato Obama ha tenuto una riunione straordinaria del consiglio di sicurezza per decidere le opzioni militari.
Intanto Londra e Washington preparano una nuova bozza di risoluzione sulla Siria che segue la falsariga di quella che spiano’ la strada all’aggressione in Iraq.