



Ecco chi è il capo degli ispettori ONU:
Siria/ONU: Åke Sellström attività occulte ?
di
Le Caïd
sept 14, 2013 @ 106
DA LEGGERE ASSOLUTAMENTE
" Clamorose rivelazioni su Mr. Åke Sellström, direttore del team degli ispettori delle Nazioni Unite sull'uso di armi chimiche in Siria!"
" Nella breve biografia che Wikipedia dedica (2), si apprende che il signor Sellström era gia stato incaricato dall'ONU nel 1990 per smantellare i programmi di armi biologiche dell'Iraq chimiche e per poi rientrare nel 2002 per garantire che le "armi di distruzione di massa" (ADM) in Iraq erano state distrutte.
In un articolo intitolato "Ake Sellstrom,lo scienziato che ha paura della Siria", pubblicata sul sito Slate, David Kenner ci offre un ritratto molto lusinghiero di "scienziato molto rispettato" che "né è un diplomatico né un generale, solo uno scienziato "(3) "
E' attraverso la blogger irachena Ishtar Enana ho trovato queste informazioni così croccanti ( sic ) su questo ricercatore svedese (5) e (6).
I campioni prelevati dagli ispettori dell'ONU in Siria vengono analizzati nei laboratori dell'Agenzia svedese per la ricerca, la difesa e la sicurezza ( FOI ).
Fin ora niente di scioccante visto che la Svezia è " a priori " " neutra " e non fa parte della coalizione pro-guerra contro la Siria.
In realtà non è proprio il caso.
Nel 2012 la radio svedese a fatto scoppiare uno scandalo nazionale dopo aver rivelato che la FOI del cui direttore non era altri che il Signor Åke Sellström, che lavorava dal 2007 per l'Arabia Saudita ad un progetto per costruire un impianto di produzione di armi anticarro ( il progetto
" soumoum " che significa "veleno" in arabo).
La radio precisa per questo scopo, una società " schermo " di comodo ( camuffaggio ) è stato istituito con il nome di SSTI per nascondere le transazioni tra la JTF e il governo svedese, da un lato, e l'Arabia Saudita un altro parte. I Media svedesi impadronitisi della questione e criticano fortemente il governo che "fornisce armi ad una dittatura. "
La polemica fu tale che il ministro della Difesa Sten Tolgfors finalmente si dimise nel marzo 2012 (7) e si convertì in venditore di armi (![]()
L'anno scorso, la Svezia ha venduto apparecchiature militari per un importo di 13,9 miliardi di corone (2,5 miliardi dollari) e l'Arabia Saudita è stato il secondo cliente.
Riprendiamo il filo conduttore: il capo della missione delle Nazioni Unite che studia l'uso di armi chimiche in Siria è anche direttore del Laboratorio di FIO (9) analisi dei campioni prelevati a Ghouta e dipende dal laboratorio dell'Agenzia di ricerca di governo vedese che è segretamente finanziato dai sauditi. Il cerchio è completo!
PS: Per alcuni riferimenti qui sotto, non c'è bisogno di conoscere l'arabo o svedese, si prega di utilizzare il traduttore di Google per ottenere le informazioni di succo.
PS: Per alcuni riferimenti qui sotto, non c'è bisogno di conoscere l'arabo o svedese, si prega di utilizzare il traduttore di Google per ottenere le informazioni IMPORTANTI.
(1) Syrie : l'ONU détient des preuves de l'utilisation d'armes chimiques par Assad | Atlantico
(2) Åke Sellström - Wikipédia
(3) Ake Sellstrom, le scientifique que la Syrie redoute | Slate
(4) Syrie/Irak : Une "Bombe Mediatique", un cheval de Troie nommé Sellstrom !
(5) ??? ?????: ????? ????? ??? ?????: ????? ????? ????? ????????? ?? ??? ????????!!
(6) ??? ?????: ?? ????? ????? ??? ?????: ???? ???? ??????? ???? ?? ????? ??????? ???? ?? ??? ????????
(7) En Suède, le ministre de la Défense Sten Tolgfors démissionne - Suède - RFI
(Nu ska Tolgfors sälja vapen | Sverige | SvD
(9) http://www.foi.se/sv/nyheter/Press–nyheter/Pressmeddelanden/?pid=73330
Aggiunto: 090
Incredibile: Il contenuto del link n ° 9, che era liberamente disponibile, per nove anni. è scomparso questa mattina ( l'ò consultato io stesso,alcune ore fa ). Era un comunicato stampa del 13/10/2004 sulle attività di Åke Sellström all'interno del FIO ( n.d.t. si riferisce al FOI ) come direttore del dipartimento della protezione dei materiali nucleari, chimici e biologici. C'era anche l'e-mail Sig. Sellström: @ ake.sellstrom foi.se
Invece, ho trovato questo messaggio (in svedese, naturalmente): L'accesso alle informazioni è limitato agli scienziati altamente qualificati che sono esperti in vari campi.
Trad. kefos93
COMPLOT. Syrie: Paris refuse la défaite de l?Empire en Syrie, et poursuit son complot | Allain Julesù
Parafrasando Lenin: "Chi controlla i controllori?"
Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)


Armi chimiche in Siria? Dei terroristi
Vladimir Putin ha quindi sbugiardato i signori del Nuovo Ordine Mondiale: la strage in Siria? Non è stato Assad, ma i ribelli Salafiti, appoggiati dal governo Saudita e dagli USA con i suoi alleati. La prova “finale” è stata fornita dal Cremlino al Palazzo di Vetro dell’ONU. Si tratta di video e foto che illustrano come i satelliti russi abbiano fatto luce sul fatto che i razzi che hanno causato l’ultima strage in Siria (1300 morti) non sono partiti da Damasco o dalla Siria, ma da territori di pertinenza di gruppi Salafiti: ovvero dei cosiddetti “ribelli-mercenari” al soldo di Arabia Saudita e USA.
Secondo Mosca, Washington non poteva non sapere, visto che i satelliti USA sono efficienti quanto quelli russi. E allora perchè tutte queste menzogne? Beh, si sa: i maestri della distrazione di massa sono sempre all’opera.
E la conferma è arrivata, ora, anche se obliquamente, anche dal documento degli ispettori delle Nazioni Unite.
«I campioni raccolti forniscono prove chiare e convincenti che sono stati utilizzati razzi contenenti gas sarin» in Siria. Questo è infatti quanto è emerso dal rapporto degli ispettori Onu sull'uso di armi chimiche che è stato consegnato a al segretario generale Ban Ki-moon.
«Sulla base degli elementi acquisiti nell'ambito della nostra inchiesta sull'incidente di Al Ghouta - si legge sugli stralci del dossier - la conclusione è che armi chimiche sono state utilizzate nel conflitto in corso nella Repubblica araba siriana». Il rapporto è ora sul tavolo del Consiglio di sicurezza che si tiene oggi, 16, nel pomeriggio.
Tra i dati più palesi, sicuramente il fatto che le milizie ribelli in Siria – ormai è ufficiale – sono armate e manovrate da Arabia Saudita ed alleati, che mirano ad innescare una nuova Guerra Mondiale. D’altra parte, Wesley Clark, il generale Usa, ha ammesso che la guerra in Siria era già stata progettata– insieme con quattro altri paesi – subito dopo gli attentati alle ”Twin Towers” a New York. Nel frattempo hanno distrutto l’Iraq sotto il motto di “Libertà per Iraq”! E’ uno dei più grandi crimini contro l’umanità nella storia recente.
Anche Michael Maloof, ex analista politico del segretariato della Difesa statunitense ha rivelato in questi giorni che i ribelli addestrati dall’Occidente e dalle monarchie feudali del Golfo posseggono il gas sarin. In un documento, classificato Secret/Noforn (da non diffondere all’estero) e realizzato dalla comunità di intelligence americana National Ground Intelligence Center (Ngic), si conferma che del gas Sarin «casereccio» è stato confiscato a maggio ai terroristi di al-Nusra, legati ad al-Qaeda. L’arma chimica sarebbe stata prodotta in Iraq dall’Aqi, braccio iracheno di al-Qaeda, e consegnata ai ribelli attraverso la Turchia.
Addirittura la confisca del gas è avvenuta a maggio: forze di sicurezza turche hanno sequestrato un cilindro da due chili contenente Sarin durante la perquisizione di case di militanti siriani di al-Nusra in Turchia. I combattenti erano stati arrestati pochi giorni prima e la perquisizione delle loro case è avvenuta dopo l’interrogatorio. Secondo il documento dell’intelligence americana, nonostante gli arresti, lo «sforzo» per produrre armi chimiche «continua a progredire».
Peraltro è sintomatico come negli ultimi giorni di agosto, il governo USA abbia bloccato la diffusione del canale Russia Today sul territorio nordamericano. L’emittente, che si è sempre contraddistinta dai media controllati dalle corporation per la sua indipendenza da grandi finanziatori americani, ha sempre trattato con obiettività i problemi di politica internazionale dando libertà di espressione a economisti e geopolitologi “fuori dal coro”. In seguito agli sviluppi geopolitici di quest’ultimo periodo, gli USA hanno dichiarato apertamente guerra all’emittente internazionale.
Sul finire del mese di agosto 2013, le tensioni internazionali tra USA e Siria andavano acuendosi. Il Governo nordamericano aveva già predisposto una campagna diffamatoria contro la Siria, sostenendo che il legittimo governo siriano di Bashar Al-Assad stesse usando armi chimiche contro la propria popolazione, giustificando così di fatto un intervento militare statunitense nella regione. Se da una parte i media mainstreamer, come in tutte le altre guerre condotte dagli USA, si stavano adoperando a supportare la versione ufficiale del governo americano, Russia Today e le reti associate, di contro, avevano già individuato delle prove schiaccianti contro quanto sostenuto dal governo americano. Il 22 agosto, durante un’operazione militare dell’Esercito Arabo Siriano contro i terroristi dell’Esercito Libero Siriano nell’area di Jobar, vengono filmate all’interno di un nascondiglio dei terroristi, sostanze chimiche tossiche. Nel video mostrato da una delle reti sorelle di RT, di nome Al Youm, si vede questo magazzino usato dai ribelli per la preparazione di razzi da riempire con sostanze chimiche, e si notano chiaramente sacchi bianchi contenenti una sostanza corrosiva, fabbricata nel Regno dell’Arabia Saudita, alleati storici degli USA all’interno della regione. Come se non bastasse la stessa RT aveva trasmesso il 24 di agosto un video dell’Esercito Arabo Siriano, in un altro magazzino abusivo usato dalla guerriglia, oltre ad armi e maschere antigas, si trovano scatoloni sulle cui etichette si notava la provenienza del materiale si legge chiaramente la scritta: “Made in USA”. Le notizie delle armi chimiche stoccate dai ribelli in diversi depositi vengono addirittura confermate dall’agenzia Reuters lo stesso 24 agosto. Dopo la diffusione di queste notizie su scala internazionale, i media occidentali avevano già iniziato la loro guerra contro il canale di Mosca: prima tacciando il canale di omofobia nei confronti di un giornalista James Kirchik, che in una diretta aveva criticato le misure adottate dal governo russo in materia di diritti per gli omosessuali, in realtà il collegamento era stato interrotto in quanto il giornalista si era messo ad inveire contro i suoi colleghi gridando all’omofobia, invece di rispondere alle domande su cui verteva la trasmissione. Il 30 agosto viene bloccato l’accountReddit del canale russo senza alcuna spiegazione, come denunciato da Margarita Simonyan redattrice capo di RT. Sul sito Reddit, RT contava almeno un milione di iscritti. Il 31 di agosto, sempre la Simonyan dal suo profilo Twitter denuncia il blocco di RT nel territorio USA. Il commento della capo redattrice cita:“Ero in attesa del momento in cui il nostro canale sarà bloccato negli USA. Hanno iniziato. Sono bravi nei confronti delle libertà della parola”. In una precedente intervista della Simonyan alla testata Spiegel Online la giornalista denunciava che l’atteggiamento dei media occidentali nei confronti della Russia non è cambiato dalla guerra fredda. Come darle torto?
Armi chimiche in Siria? Dei terroristi | Esteri | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
Non troverai mai la verità se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspetti.
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Perseverare, si sa, è diabolico.
Ed era e resta appunto diabolico il disegno occidentale – sostenuto dalle monarchie arabe del Golfo e dalla Turchia neo-ottomana di Erdogan – di progressiva destabilizzazione della regione araba (libanese e siriana) e iraniana del Vicino Oriente.
Un disegno che persegue se non la vittoria totale atlantica nell’assedio ai Paesi non “normalizzati” al mondo unipolare (Russia in primis), come a suo tempo ipotizzato con le manovre sulla “grande scacchiera” da Zbignew Brzezinski, quantomeno la “ricetta irachena” (o afgana o libica…) della devastazione e deregolamentazione interna degli Stati nazione della regione mediorientale. Una strategia destabilizzatrice che comunque consenta alle corporations atlantiche di artigliare le materie prime – petrolio, gas - delle nazioni oggetto delle attenzioni “umanitarie” di Washington e di Londra. Con Parigi, e l’Ue, come utili ruote di scorta.
Terminato il primo “rapporto” degli ispettori Onu sull’utilizzo di armi chimiche in Siria – che i russi hanno provato fossero a disposizione dei ribelli e che gli ispettori delle Nazioni Unite ritengono oggi siano state riversate con lanci di razzi (e quindi verosimilmente non certo ad opera dell’esercito regolare di Damasco) - e giunti alla prima seduta del Consiglio di sicurezza volta a calendarizzare il controllo delle fabbriche chimiche siriane, gli atlantici continuano imperterriti a premere sulla loro linea anti-Assad. Il segretario di Stato statunitense John Kerry non ha esitato infatti a reiterare le minacce nordamericane alla Siria nel caso Damasco “tentasse di eludere l’adempimento degli accordi” raggiunti a Ginevra tra Usa e Russia, mentre le cancellerie occidentali di Parigi, Londra e Washington hanno dichiarato di volere una risoluzione dell’Onu “forte, robusta e precisa” dal governo di Bashar Assad.
Toni dunque sempre ostili al governo siriano e, al tempo stesso, evidentemente sintomo di indispettimento occidentale per aver dovuto obtorto collo accettare la proposta russa di vigilanza internazionale ed eventuale distruzione degli armamenti chimici siriani, se esistenti, entro il 2014. Un accordo, quello firmato tra Sergei Lavrov e John Kerry, che Pechino ha accolto, invece, con estremo favore dichiarando che è destinato a risolvere l’attuale stato di tensione internazionale.
Ancora più esplicita la riflessione-denuncia da parte di Teheran.
Il presidente iraniano Hassan Rouhani ha infatti dichiarato che “la crisi in corso in Siria è semplicemente una parte di una più vasta cospirazione, ordita dalle potenze occidentali, al fine di destabilizzare l'intero Medio Oriente”. Secondo Rohani "Sarebbe proprio da ingenui pensare che le attuali tensioni riguardino solamente l'uscita di scena di una persona, in questo caso un presidente, Bashar Assad), oppure l'avvento al potere di una particolare fazione. Tutto questo va ben oltre ed è ovvio che l'Occidente ha un piano per tutta la regione". E Rouhani ha così continuato, parlando oggi nella sede del comando dei “pasdaran”, le guardie della Rivoluzione Islamica: "Quanto accaduto in Libia, Tunisia, Egitto, Yemen e Bahrain sono anelli di una sola catena di eventi che mirano a influenzare il Medio Oriente, cambiare l'assetto alla regione e sopratutto indebolire il fronte di resistenza (anti-israeliano)".
Siria. Minacce occidentali | Esteri | Rinascita.eu - Quotidiano di Sinistra Nazionale
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Beh,se i razzi usati sono di fabbricazione russa le ipotesi son 2:
1) E' stato l'esercito lealista...
2)I ribelli si sono procurati razzi russi....
Comunque si guardi sempre i russi di mezzo sono...
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E noto che svariati depositi militari e caserme sono state prese dai ribelli nel corso di questi due anni, il che cmq smentirebbe la posizione di Assad che tali ami sarebbero "sicure", ma piu' che altro vi son le traiettorie che i missili avrebbero compiuto, ovvero da zone controllate dal regime alle zone controllate dai ribelli, e questo aspetto e' ovviamente piu' complicato da spiegare per il regime.
Globalizzazione..... si grazie.


Vladimir Putin ha quindi sbugiardato i signori del Nuovo Ordine Mondiale: la strage in Siria? Non è stato Assad, ma i ribelli Salafiti, appoggiati dal governo Saudita e dagli USA con i suoi alleati. La prova “finale” è stata fornita dal Cremlino al Palazzo di Vetro dell’ONU. Si tratta di video e foto che illustrano come i satelliti russi abbiano fatto luce sul fatto che i razzi che hanno causato l’ultima strage in Siria (1300 morti) non sono partiti da Damasco o dalla Siria, ma da territori di pertinenza di gruppi Salafiti: ovvero dei cosiddetti “ribelli-mercenari” al soldo di Arabia Saudita e USA.
Secondo Mosca, Washington non poteva non sapere, visto che i satelliti USA sono efficienti quanto quelli russi. E allora perchè tutte queste menzogne? Beh, si sa: i maestri della distrazione di massa sono sempre all’opera.
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