
Originariamente Scritto da
the fool
Un giorno ebbi modo di discutere della cessione della Banca del Salento con un personaggio che avevo agganciato per via di alcune sue antiche dichiarazioni sulla Parmalat. L'incontro con Carlo Turchi, questo il nome, avenne a Milano in un ristorante di Via Laghetto, intorno alla primavera del 2004. Turchi era un noto e influente dirigente della Lega delle cooperative in Toscana. All'epoca sedeva nel collegio sindacale del Monte dei Paschi e in un paio d'occasioni, una risalente al 1989, l'altra al 1999, aveva manifestato il suo più vivo disappunto per finanziamenti alla Parmalat che vedevano coinvolta la banca senese. Speravo mi svelasse qualche retroscena piccante su Tanzi. In effetti non uscii deluso. Solo che la discussione, dopo un primo assaggio su Parmalat, deviò inaspettatamente verso Banca del Salento, argomento di cui all'epoca non sapevo molto. Turchi si qualificò come revisore dei conti dei Ds, incarico che aveva rivestito in precedenza nel Pci, e mi disse che intratteneva rapporti molto cordiali con la famiglia D'Alema. Accennò al debito dei Ds e all'intervento di salvataggio che era stato organizzato dalle banche con la regia della Banca di Roma di Cesare Geronzi per abbattere una prima tranche dell'esposizione del partito, intorno ai 500 miliardi. Dopo di che attaccò con Banca del Salento e non la smise fino a che non ebbe finito il suo piatto di baccalà.
"Fu una strana gara al rialzo - disse -. Per l'allora direttore generale del Monte dei Paschi, Divo Gronchi, Banca del Salento non valeva più di 1.000 miliardi di lire. La società di revisione fece una stima di 1.500 miliardi. E da quel momento il prezzo cominciò a crescere vertiginosamente: prima a 1.800, poi a 2.200, alla fine chiudemmo l'operazione a 2.500 miliardi. Gronchi, che aveva osteggiato l'acquisizione, fu di fatto costretto a dimettersi e al suo posto andò De Bustis. Fatto più unico che raro: l'amministratore delegato della banca acquisita divenne numero uno della banca acquirente".
Finanza&Potere - Banca del Salento-Why Not e ritorno, un intreccio di poteri invisibili
non è il ladro, forse.
na certamente il regista, chi sceglie gli attori e chi scrive la scenografia.