Di solito tendono a pensare assurdamente che noi si voglia far passare il concetto per cui "l'uomo tende innatamente al proprio utile egoistico". Non è questo! In primis perché evitiamo le conclusioni generali sull'"Uomo".
Detto questo sono loro a rilevare la realtà dello sfruttamento nel momento in cui la denunciano. Il problema è che non sussistono argomenti razionali per cui chi è nella posizione di praticarlo dovrebbe rinunciarvi (a parte il richiamo a un sentimento di empatia, ma appunto di sentimento si tratta, non di ragione). Certo, c'è il profetico invocare lo spettro della giustizia immanente che esplode nella rivolta degli oppressi... bisogna però prima vedere se si rivoltano e bisogna vedere se la spuntano. Non è così ovvio.
Tutto questo era già ovvio a Sade e Nietzsche, ma la sinistra novecentesca se ne è ampiamente accorta con Adorno e Horkheimer nella loro denuncia della ragione strumentale.





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