



sono il più regressista del forum, percolato dei bassifondi, peppa pig


Appunto, muori in entrambi i casi...
Comunque ho visto per esperienza diretta che la disoccupazione priva le persone di qualsiasi dignità, dunque in un sistema dove i lavoratori restano disoccupati se non accettano qualsiasi condizione a loro imposta si può parlare tranquillamente di schiavismo. Perchè siamo schiavi del salario, visto che senza perdiamo qualsiasi dignità, e dunque ci resta oca scelta. E facendo leva su questo i datori di lavoro ci possono trattare da schiavi. Perchè perdere la dignità è peggio che ricevere 100 frustate !
Perchè nel 99% dei casi devono ancora finire di pagare il mutuo per quella casa...
GLOBALIZZAZIONE:
Se non puoi avere schiavi in patria, cercali all'estero, affinché in patria i senza lavoro implorino la schiavitù.


Ma in un caso è stata un'ingiustizia e ha senso indignarsi,incazzarsi e pretendere un punizione per l'aggressore. Nell'altro è stato un evento naturale,senza nessun agente intenzionale dietro,e non ha senso prendersela con la natura.
In base a questo ragionamento la schiavitù è la nostra condizione naturale,e non potremo mai liberarcene. Perchè abbiamo delle necessità che richiedono necessariamente il lavoro per essere soddisfatte.La libertà non esiste e non può esistere,perchè non potremo mai essere liberi dalla natura.Comunque ho visto per esperienza diretta che la disoccupazione priva le persone di qualsiasi dignità, dunque in un sistema dove i lavoratori restano disoccupati se non accettano qualsiasi condizione a loro imposta si può parlare tranquillamente di schiavismo. Perchè siamo schiavi del salario, visto che senza perdiamo qualsiasi dignità, e dunque ci resta oca scelta. E facendo leva su questo i datori di lavoro ci possono trattare da schiavi. Perchè perdere la dignità è peggio che ricevere 100 frustate !
Ma definire in questo modo i concetti antitetici di libertà e schiavitù non ha alcun senso. Perchè abbiano senso,devono poter esistere entrambi.
Un modo sensato,imho,per definirli è usando come discrimine l'aggressione.Si è liberi quando non si è soggetti,nemmeno in potenza,alle aggressioni,altrimenti si è schiavi.Dove per aggressione intendo una violazione della proprietà(compresa,anzi soprattutto,del corpo).
-Lo schiavo non libero e le frustate sono un'aggressione,perchè violano il suo diritto di proprietà sul proprio corpo.
-Anche il negoziante che paga il pizzo non è libero,perchè il mafioso minaccia di fargli saltare in aria il negozio,il che è una violazione del diritto di proprietà del negoziante.
-Il lavoratore dipendente è libero perchè il licenziamento non è un'aggressione,in quanto il posto di lavoro non è una sua proprietà.
A meno che il licenziamento non violi il contratto,in quel caso è un'aggressione.
A parte il fatto che non credo sia vera la cifra,ma anche se fosse ad un certo punto si finisce di pagare.Se non è il lavoratore di oggi,sarà suo figlio ad avere la casa di proprietà.Se ci fosse una volontà della classe lavoratrice ad essere proprietaria dei mezzi di produzione,dovrebbe esserci almeno una tendenza a che questo avvenga(i lavoratori che possono,dovrebbero diventare imprenditori).nel 99% dei casi devono ancora finire di pagare il mutuo per quella casa...
Io non credo affatto che la maggioranza dei lavoratori voglia fare l'imprenditrice,credo che in genere preferiscano il consumo all'investimento.
Ultima modifica di Hermes; 27-02-13 alle 13:06
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


a parte che una cosa non esclude l'altra, cioè che a parità di sfruttamento della forza animale prevale chi sfrutta più efficacemente l'energia disponibile, il senso di quelle poche righe (buttate giù alla cazzo) e che la medesima logica che io applico a un dispositivo finalizzato alla produzione, se applicata all'essere umano porta a conclusione aberranti. però non è un discorso completamente campato in aria perchè l'uomo non è che un dispositivo finalizzato alla produzione.
nessuno ha mai detto che esista un complotto ai danni dei lavoratori dipendenti. Anzi se osservi bene io assumo solo che l'economia di mercato finisca per premiare sempre chi massimizza l'efficienza. E quella assunzione è vera solo se c'è competizione.Per il secondo punto un mercato del lavoro liberalizzato presuppone anche una forte concorrenza tra i datori di lavoro e la possibilità di diventarlo a propria volta, poi non si può credere al complotto mondiale di milioni di soggetti che fanno cartello a danno dei lavoratori dipendenti.




Hermes, basta filosofia, nessuno ti pagherà mai se ti dedichi allo svago. perciò il tuo discorso è bello, suggesstivo, profondo ma non ha nulla a che vedere con l'efficienza di una macchina (umana e non) per la produzione. Qunado lavori non sei più Hermes, con i tuoi gusti, le tue preferenze, la tua cultura, ecc... ma sei solo un mezzo per produrre profitto. E' chi, a parità di input, produce più profitto è più efficiente. e nel mercato non c'è spazio per i mezzi di produzione inefficienti (e non ci sono premi di consolazione per chi arriva secondo).


The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Lo svago è la sua stessa ricompensa.Infatti nessuno mi paga per partecipare ad una discussione,ma mi diverto,quindi lo faccio lo stesso.
Se vuoi paragonare l'uomo ad una macchina(paragone che considero utile,ma non del tutto preciso:le macchine vengono progettate)devi considerare che le macchine hanno uno scopo.L'efficienza di un'automobile la misuri considerando a parità di consumo quanto lontano può spostarti,non quanto rumore fa.perciò il tuo discorso è bello, suggesstivo, profondo ma non ha nulla a che vedere con l'efficienza di una macchina (umana e non) per la produzione.
Lo scopo dell'uomo qual'è?Se è fare soldi,allora puoi considerare più efficiente chi riesce a farne di più.Ma non è affatto quello.
Ma questo non è vero.Io sono sempre io,e se sono un mezzo per produrre un profitto,lo sono sempre.Il fine ultimo del lavoro non è diverso da quello dello svago.Dare soddisfazione ad un istinto.La sola differenza è che il lavoro è più indiretto.E' un investimento,un sacrificio nel presente,per un guadagno maggiore nel futuro.Quando lavori non sei più Hermes, con i tuoi gusti, le tue preferenze, la tua cultura, ecc... ma sei solo un mezzo per produrre profitto.
Su questo non ci piove.Ma cos'è il profitto?Tu dai per scontato che sia il denaro,ma non è così.Il profitto è qualsiasi cosa a cui l'individuo attribuisce valore.E' chi, a parità di input, produce più profitto è più efficiente.
Poi certo,praticamente tutti attribuiamo valore al denaro,potendolo usare per soddisfare una quantità di istinti diversi.Chi attribuisce un maggior valore al denaro tenderà a lavorare di più per guadagnare di più.Ma nessuno pensa solo a quello,infatti nessuno lavora tutto il tempo.
Anche considerando come prodotto solo il denaro,questo non è vero.Esistono e funzionano aziende che non sono il massimo dell'efficienza,e lavorano individui che non sono i migliori nel loro campo.Il mercato tende solo ad aumentare l'efficienza.e nel mercato non c'è spazio per i mezzi di produzione inefficienti (e non ci sono premi di consolazione per chi arriva secondo).
E lo fa entro dei limiti.Mai,nemmeno in 10000 anni di libero mercato,troverai lavoratori che lavorano il 100% del proprio tempo. Perchè,appunto, il denaro non è il loro profitto,non è lo sopo dell'uomo,ne del mercato.
Considera gli investimenti ed i consumi.E' evidente,che da punto di vista del denaro,investire è sempre più efficiente che consumare,tolti i consumi necessari alla sopravvivenza ed al lavoro,ed anche quelli possono essere visti come investimenti.Eppure le aziende,anche quelle più efficienti,non investono tutti i profitti. E gli imprenditori che hanno più successo,con la più bassa propensione al consumo,quindi i più efficienti,tendono a vivere nel lusso. Perchè quel lusso è lo scopo del loro lavoro.
Ultima modifica di Hermes; 28-02-13 alle 13:41
The weak crumble, are slaughtered and are erased from history while the strong, for good or for ill, survive. The strong are respected, and alliances are made with the strong, and in the end peace is made with the strong.


Ma di che parli ? Guarda che il mercato e' solo uno strumento basato sul libero scambio, ove chi soddisfa meglio i bisogni altrui, puo' arricchirsi (giustamente) di piu'.
Questo significa che puo' benissimo campare bene anche chi lavora in modo mediocre (semplicemente dovra' accontentarsi di chiedere meno soldi per cio' che fornisce) ... o chi preferisce autoprodursi alcuni beni ... o chi trova conveniente vivere in una comune e mangiare le patate coltivate nell'orto, e al mercato fare una bella pernacchia.
Le tue frasi appaiono generalizzazioni un po' ideologiche, molto lontane dalla realta'.