







Mah di Giannino non condivido nemmeno una delle sue proposte e della molesta "tribu' intellettuale" dei liberal -liberisti italiani sono anche un po' stanco ma confesso che il personaggio di Giannino cosi umanamente ingenuo nelle sue piccole vanità personali (quasi innocue di fronte alle professionali bugie di ben altri politici piu noti) mi è diventato simpatico![]()
Ultima modifica di C@scista; 21-02-13 alle 14:31




Premesso che io ho parlato di bresciani, non di bergamaschi...
Probabilmente dipende anche dalle persone che si frequentano.
Un mio collega bresciano (di Iseo), aveva il padre (di Lovere, credo) arruolato nella RSI volontario a 15/16 anni, faceva l'ausiliario nella contraerea dell'ANR, se ben ricordo.
Questo signore conservava un bel ricordo dei tedeschi, figurarsi! (mio nonno non è che li adorasse, per intenderci).
In un'altra occasione conobbi un medico triestino (mancato di recente) e scoprii che da giovane era stato nella 24ma divisione Waffen SS.
Poi di famiglie in cui si dice il classico "il duce era un brav'uomo" ne conosco a valanghe.
L'arte di essere P.A.


Cascista, sai che io onestamente non ce la faccio più a leggere la parola "liberal-liberista"?
Mi pare davvero un'etichetta appiccicata tanto per far polemica.
E lo dico io, eh. Mica qualche fan di Ronald Reagan.
Vabbé che non sono mai stato il classico neofa con i complessi di inferiorità verso i compagni.
L'arte di essere P.A.




Ma questo lo so, però ribadisco il mio punto di vista.
L'adesione al movimento partigiano non è stata una cosa "di massa", e di conseguenza la maggioranza delle persone non ha "un partigiano in famiglia" (includendo anche i late-joiner).
Non escludo poi che le cose non fossero identiche tra valli, campagna, città.
Ma dire come dici tu "Al nord i vecchi sputano per terra a sentir nominare il Duce" è una forzatura enorme.
In pratica estendi a tutti la posizione di alcuni.
L'arte di essere P.A.

