



Affluenza in forte calo, secondo queste rilevazioni ancora parziali.
Affluenza in calo, alle 22 ha votato il 52,6%. In aumento il numero degli elettori per le Regionali | tiscali.notizie




Alle 7 riaperti i seggi. Si vota fino alle 15 - Corriere.it
Domenica alle 22 affluenza in calo del 7,38%. In aumento per le regionali
Alle 7 sono stati riaperti i seggi per le elezioni politiche e per le regionali in tre regioni: Lombardia, Lazio e Molise. Si può votare fino alle ore 15. Chiunque si troverà a quell'ora all'interno delle strutture di voto, potrà votare. Subito dopo la chiusura dei seggi si apriranno le urne e si inizierà lo spoglio delle schede. Per legge, si inizierà con lo scrutinio delle schede per il Senato, passando al termine di queste a quelle per la Camera dei deputati. Soltanto martedì pomeriggio alle 14 inizierà lo spoglio delle regionali per le regioni interessate.
AFFLUENZA IN CALO - Affluenza in calo alla chiusura dei seggi alle 22 di domenica. Per la Camera i votanti sono stati il 55,17%, degli aventi diritto rispetto al 62,55% registrato nel 2008. Il calo è quindi stato del 7,38%. Tendenza inversa, invece alle regionali. Trainati dalle politiche, i votanti in Lombardia sono cresciuti dell'8,5%, Lazio +10%, Molise +2,1%.
LEADER AL VOTO - Tutti i principali leader politici sono andati a votare domenica mattina, eccetto Beppe Grillo che ha votato lunedì verso le 11 in un seggio a Genova. Berlusconi a Milano domenica è stato contestato da tre attiviste del gruppo Femen: due ucraine e una francese. Le tre giovani sono state allontanate dalla polizia e denunciate per atti contrari alla pubblica decenza e resistenza a pubblico ufficiale
Redazione Online25 febbraio 2013 | 11:22
Ultima modifica di Avanguardia; 25-02-13 alle 12:34


Toh ...
«Cellulari in cabina per fotografare il voto» La denuncia di irregolarità nei seggi - Corriere.it
Cellulari in cabina per fotografare il voto»
La denuncia di irregolarità nei seggi
L'allarme del Pd in Campania: «Si rischia il voto di scambio» Le immagini del voto al M5s postate su Facebook
Una delle foto che circolano su Fb e Twitter
Le elezioni ai tempi dello smartphone. Sono tanti gli elettori che a queste elezioni sono stati invitati a lasciare il cellulare fuori dalla cabina elettorale. Secondo il decreto legge 1 aprile 2008 n.48 è severamente vietato fotografare o riprendere la scheda, pena l’arresto da tre a sei mesi e un’ammenda da 300 a 1000 euro. Molti anche i cartelli esibiti nei seggi. Il tutto ovviamente con l'obiettivo di evitare il voto di scambio.
DA TRE A SEI MESI DI CARCERE - Il divieto però non è sempre stato rispettato. In queste ore circolano su Facebook e su Twitter alcune fotografie di elettori mentre barrano il logo del Movimento Cinque Stelle e non solo. Istantanee che poi sono state condivise e postate sui social network. Dal coordinamento elettorale del Pd in Campania arriva l'allarme: «Esprimiamo forte preoccupazione per alcune condotte segnalate durante le operazioni di voto in queste ore così importanti per l'Italia e per la Campania». A dichiararlo è Ciro Cacciola, coordinatore della campagna elettorale del Pd Campania. Certo è che far rispettare il divieto non è facile. I presidenti di seggio non sono ovviamente autorizzati a perquisire gli elettori per controllare se davvero abbiano o meno uno smartphone con sé e gli elettori sono soli in cabina. E nessuno può entrarvi per non mettere a repentaglio la segretezza del voto.
FILMA IL VOTO - Nel frattempo fa discutere il caso in provincia di Genova, dove un imprenditore sorpreso a riprendere con il telefono cellulare le operazioni di voto, ha dato in escandescenze minacciando di portarsi via scheda elettorale e la relativa matita copiativa. Per questo l'uomo di 44 anni è stato denunciato dai carabinieri della compagnia di San Martino per il reato di turbativa delle operazioni di voto. Il fatto è avvenuto all'interno di un seggio nel Comune di Isorelle, nel Genovese. I militari sono intervenuti in seguito alla segnalazione dello stesso presidente di seggio allarmato per quanto stava accadendo.
Marta Serafini
24 febbraio 2013 | 20:12
http://roma.corriere.it/roma/politic...81982882.shtml
Anzio, Storace e M5s denunciano: «Presidente
di seggio ha rubato le schede elettorali»
Lite nella sezione sabato. Moduli verdi nella sua borsa: contestata, la donna li fa a pezzi. Domenica voto regolareREGIONALI NEL LAZIO
Anzio, Storace e M5s denunciano: «Presidente
di seggio ha rubato le schede elettorali»
Lite nella sezione sabato. Moduli verdi nella sua borsa: contestata, la donna li fa a pezzi. Domenica voto regolare
La videodenuncia dei grillini sul caso di Anzio
ROMA - Fa il giro del web la vicenda, denunciata dal Movimento 5 Stelle e dal leader de La Destra, Francesco Storace, della presidente di seggio che secondo l'accusa sarebbe stata sorpresa a nascondere schede elettorali per il voto regionale ad Anzio, in provincia di Roma. Ma i particolari della vicenda, emersi domenica, sembrano smontare il presunto «caso». Quel che è accaduto, spiegano testimoni, è che sabato pomeriggio il rappresentante di lista di M5S avrebbe notato su un tavolo la borsa della presidente di seggio, aperta, con dentro due schede verdi. Alle sue immediate contestazioni la donna, 47 anni, avrebbe risposto che le schede erano state prelevate perchè deteriorate: andavano tolte di mezzo - avrebbe detto - perchè non si confondessero con le altre.
La denuncia dei «grillini» sulle schede di Anzio
Corriere tv
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STORACE - Ricorre all'ironia, Francesco Storace, candidato alla presidenza della Regione Lazio che su Twitter scrive: «Pizzicata presidente di seggio ad Anzio che rubava schede per le regionali. Immagina a quale partito le doveva indirizzare. Penoso». La denuncia dell'accaduto è arrivata anche da Maurizio Brugiatelli, responsabile cittadino La Destra di Anzio, che sostiene: «La presidente di seggio in questione è una veterana iscritta e militante del Pd».
MANDIAMOLI A CASA - Cresce il numero di tweet e post dedicati all'argomento e la cosa comincia a diffondersi anche sulle pagine ufficiali dei partiti e dei candidati. Dopo le segnalazioni condite di sarcasmo di Francesco Storace, c'è chi, commentando la vicenda sul social network, prende a prestito lo slogan di Beppe Grillo: «Mandiamoli a casa!».
Rinaldo Frignani
24 febbraio 2013 | 16:27
Ultima modifica di Avanguardia; 25-02-13 alle 14:45