Intanto sul blog monta la protesta. Domenico da Salerno esclama: “Per votare le proposte bisogna prima che si dia la fiducia al governo. Non facciamo cazzate”. “Caro Grillo – scrive Diego – come fai a valutare legge per legge se un governo neanche lo fai partire?”. E poi, Danilo da Cesena: “Grillo, piantala di fare la vittima e prova a fargli fare un governo: senza un governo, non arriveranno nè proposte belle nè proposte brutte, si tornerà a votare, e stavolta non sarà colpa della ‘vecchia politica’”. E ancora, con toni ancora più duri, Andrea P. dice: “Uno vale uno. Grillo vale Casaleggio. Gli eletti non contano un cazzo”.
Da Francesco di Roma arriva un invito a riflettere: “Abbiamo vinto le elezioni siamo in Parlamento, è ora di smettere di far battibecchi e ripicche, avete/abbiamo l’occasione di cambiare il paese veramente. Il nano malefico è ancora lì all’angolino aspettando il momento giusto per rubare ancora per lui le sue aziende le sue orgettine e per fare i suoi interessi personali. Quell’uomo va fermato con le leggi, siamo l’unico paese al mondo democratico senza una legge sul conflitto di interessi. Berlusconi controlla direttamente e indirettamente Rai/Mediaset e dozzine di giornali. Beppe puoi cambiare il paese. L’M5S è il primo partito”. Giuseppe D. poi sottolinea: “Non sono d’accordo nel negare la fiducia, farlo obbligherebbe Bersani ad un’apertura verso il Pdl e ciò porterebbe necessariamente ad un ulteriore consolidamento della casta che tutti ben conosciamo”.
E ancora, un utente scrive accorato: “No Beppe, mi dispiace ma stavolta non sono d’accordo! Ho votato M5S dal giorno della sua nascita e ho sempre sostenuto il suo “non-statuto”, e la tua frase ‘il M5S non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri)’ è in contraddizione con lo slogan principe del movimento: ognuno vale uno. Imporre il voto ad un parlamentare del movimento significa cadere nell’errore degli altri partiti in cui uno vota “si” o “no” in base a quello che dice il suo capogruppo e non secondo la propria coscienza”. Tra le centinaia di proteste, ci sono alcuni che invece plaudono a Grillo per la ‘coerenza’ e il rifiuto degli inciuci. Ma il problema è alla base di tutto perché se il Movimento 5 Stelle non darà il voto di fiducia, il Pd avrebbe i numeri per la maggioranza solo alla Camera mentre al Senato, anche se i grillini si astenessero, Bersani non otterrebbe la fiducia perché a Palazzo Madama l’astensione vale voto contrario. Se in alternativa, i grillini decidessero di uscire dall’aula, il Pd comunque dovrebbe contare sui voti del Pdl, ma è alquanto improbabile che Berlusconi voti la fiducia a un governo di cui lui non fa parte.