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Discussione: Crisi coreana

  1. #1031
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Cazzate...L'Urss resse solo per gli aiuti americani.....Senza sarebbe capitolata 3 mesi dopo l'inizio dell'Operazione Barbarossa

    La russia subi perdite spaventose, allo stesso tempo i tedeschi per controllare un territorio cosi enorme avevano bisogno di molti uomini. Tali uomini mancarono nei momenti decisivi, sia perche impegnati su altri fronti (Africa, Grecia, Yugoslavia, Francia....) sia perche Hitler con la sua mentalita da "caporale della I guerra mondiale" non capi a fondo quelle che erano le necessita tattiche del fronte orientale.

    Come detto Stalin approfitto di tutto questo, ma il punto cruciale e' se fosse stato capace di cacciare i reparti tedeschi dal suo territorio. Qui credo che senza l'apertura del fronte occidentale e' lecito dubitarne fortemente.

  2. #1032
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    State andando pesantemente OT.
    "Bad karma"

  3. #1033
    Viva la piadina!!!
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Prima di tutto non ho mai discusso la superiore capacità industriale americana rispetto a quella tedesca, dunque puoi mettermi a confronto anche la rispettiva produzione di bottoni per pantaloni senza dire niente di rilevante.
    Mah, mi pare invce piuttosto rilevante per come si sta svolgedo la discussione, ed e' direttamente legata ai sette punti esposti prima, ovvero il fatto che la produzione allata fosse molto maggiore a quella Tedesca implica che i Tedeschi non fossero in grado di rimpiazzare le perdite allo stesso ritmo e quindi gradualmente esere semre magigormente imegnato anche contro gli alleati,e quindi distogliendo risorse, mezzi e uomoni dal fornte Russo, pr quanto "immobili" o minoritari fossero, ogni singol asset in meno era un asset "in pu' " a favore della Russia.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Discuto il fatto che gli aiuti materiali americani all'URSS abbiano avuto una rilevanza superiore a quella simbolica tra il giugno e il dicembre del 1941, se non fino a 1942 inoltrato. Così come discuto il fatto che i "fronti alleati" abbiano cominciato ad impegnare in combattimento forze tedesche in numero rilevante prima del 1943.
    Per il '43 erano presenti i teatri nel NordAfrica, Grecia, Yugoslavia, Norvegia, Francia, in ogni sempre truppe li che stavano e mezzi e produzione e risorse che lidovevano andare a finire e non quindi all' est., senza contare le risporse finanzarie materiali e umane che impiegarono per la battaglia d 'Inghilterra o per l' Atlantico.

    L' 'utilita' " marginal eper quegli assts in RUssia sarebbe stata pesantissima.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Dico "in combattimento" perché, ad esempio, prima dello sbarco in Normandia, la Francia era usata come "terreno di riposo" e di riorganizzazione per le truppe e le unità che rientravano dalla Russia.
    V'erano anche le truppe di occupazione, e non solo n Frnacia, che avevano mezzi, e consumavano risorse, senza considerare i teatri "caldi".

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Le truppe corazzate che erano impegnate a Kursk (in Russia) furono frettolosamente trasferite in Italia alla vigilia dello sbarco alleato e della resa italiana, nel 1943. Fu allora che i fronti alleati cominciarono ad avere un peso effettivo sulle operazioni ad est.
    Ma non sto dicendo che poi quando si apririo i fronti in Italia o poi succesisvamenti in Normandia questo non fu maggiormente importante, sto dicendo che l'apporto anche se minoritario rispetto a qusti eventi fu determinante in un momento nel quale la Russia era a punto di cpaitalora, ogni singolo asset in meno a Est era un asset in piu' per la Russia.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Non ho mai sminuito l'importanza della logistica per l'URSS, anche se perfino alla fine della guerra tale specialità era in media inferiore (spesso di molto) alle loro controparti alleate e tedesche; eppure con quelle capacità logistiche più scarse hanno condotto offensive come quelle di Mosca (1941), del Caucaso (1942-43) ed il contrattacco di Kursk (1943).
    Mi sto chiedendo anche qui se i camion americani abbiano avuto un ruolo importante prima del 1942 inoltrato o del 1943, quando la situazione di stallo si stava ormai esaurendo a favore dei russi.
    Semmai ho detto che appunto la presenza dei mezzi per la logistica alleati permisero alla Russia di portare avanti la guerra alla Germania, pensa un po' te senza.

    Specialmente per quanto riguarda non tanto difender eil propio territorio, ma avanzare verso la Germania.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Io potrei considerare tutti i sette punti e pure aggiungerne altri, ma se non considero le date in cui questi sette punti hanno iniziato ad avere "consistenza" posso dire tutto e il contrario di tutto.
    Ma che abbiano avuto consisentza nulla e;' una tua opinione, quando barbarossa fu operativa, la Germania si trovo anche altri fronti, minori quanto vuoi, ma non programmati che richiesero, attenzione, risorse materiali ed umane, in un momento nel quale la Russia stava retrocendo, quegli assets addizionali avrebbero permesso una spinta piu' potente e travolgente magari prima dei lunghi e rigidi mesi invenali.

    1 euro e' sempree un euro, ma non ha lo stesso peso se e' il primo che spendi o se e' il millionesimo che spendi.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Riguardo al Giappone, fu firmato un accordo tra USA e URSS. Entro due mesi dalla resa della Germania, l'URSS avrebbe dichiarato guerra al Giappone. Questo per consentire all'URSS di impiegare le sue forze contro la Germania, vista come l'avversario principale. Peraltro, la frontiera sino-sovietica non era certo sguarnita. Anche lì vi furono riserve lasciate inattive dai sovietici.
    Appunt, la Russia doveva prestare TUTTA l' attenzione alla Germania, e la Germania invece si trovo' su piu' fronti, minori o meno cambia poco nel discorso, dato che gia' cosi la Russia doveva concentrarsi vs la Germania, questa invece non poteva concentrarsi totalemente sulla Russia.
    Globalizzazione..... si grazie.

  4. #1034
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Bell' articolo su Bloomberg, tratto dal libro di Andrei Lankov, professore di Storia all' Universita Kookmin di Seul:


    Why Capitalism Won’t Change North Korea’s Regime

    To an outside observer, the behavior of the North Korean leadership often appears short- sighted and irrational. There seems to be a tested and easy way out of their predicament -- the path of Chinese-style economic reforms. While such gradual capitalist reforms might be good for the country, however, they would be far too dangerous for the current North Korean elite. As a consequence, they’re unlikely to be implemented anytime soon.
    The history of East Asia after World War II has been, above all, one of spectacular economic growth. From 1960 to 2000, average per-capita gross-domestic-product growth in East Asia reached 4.6 percent, while the same indicator for the world was 2.8 percent. In 1960, in terms of per-capita GDP, South Korea ranked slightly below Somalia, while Taiwan lagged behind Senegal.
    The remarkable economic transformation of those two Asian economies was overseen by governments that were decisively illiberal and undemocratic. These regimes are often described as “developmental dictatorships” -- largely because they combined authoritarian politics with an obsessive focus on economic growth. The military regime in South Korea, and a hereditary dictatorship in Taiwan, spouted anti-Communist rhetoric and paid lip service to the principles of the “free world,” while pushing a market-driven but government-controlled development strategy. Lacking natural resources, they emphasized cheap labor and economic efficiency, and they were successful beyond anybody’s wildest expectations.
    Perfect Machiavellians
    After the mid-1980s, this “first generation” of developmental dictatorships was emulated by Communist regimes in mainland China and Vietnam. In both countries, the party elite kept up the old slogans and quasi-Leninist decorum for the sake of domestic stability but for all practical purposes switched to the growth strategies pioneered by Taiwan and South Korea. If anything, their version of capitalism was even more unabashed and brutal -- the regimes in Beijing and Hanoi treated workers with greater harshness and demonstrated even greater indifference to the yawning gap between rich and poor. Regardless, the model worked again: The “second generation” of developmental dictatorships also achieved spectacular results. Vietnam, which experienced a famine in the mid-1980s, had by the mid-1990s become the world’s third-largest exporter of rice.
    A similar course has failed to inspire the North Korean elite. And unfortunately for common citizens, this unwillingness to emulate China is neither irrational, nor ideological. On the contrary, North Korea’s leaders are rational to the extreme, being perhaps the most perfect bunch of Machiavellians currently in power anywhere. They do not want to pursue reforms because they realize that in the specific conditions produced by the division of their country, such reforms constitute the surest way of political (and, perhaps, physical) suicide.
    The existence of a rich and free South Korea makes North Korea’s situation vastly different from that of China or Vietnam. The regime lives next to a country whose people speak the same language and are officially described as “members of our nation,” but who enjoy a per-capita income at least 15 times (some claim 40 times) higher than that of North Koreans. Even if the lowest estimate is taken, it would still represent by far the world’s largest per-capita income difference between two countries that share a land border. To put things in perspective, the income ratio in divided Germany was merely 3-to-1, and even this was enough to prompt the East Germans to overthrow the regime as soon as they had an opportunity to do so without fear of Soviet retribution.
    One can only imagine the mind-blowing effect upon ordinary North Koreans that would be caused by the sight of the average Seoul street, a typical South Korean department store, or, for that matter, the flat of a humble, semiskilled manual worker in the South. Perhaps 15 years of flourishing market activities have accustomed some North Koreans to visions of consumerist abundance (after all, one can buy a lot in Pyongyang now if money is available). But picture what a previously isolated North Korean might think after he or she discovers that a South Korean worker -- supposedly a slave of American neocolonialism - - enjoys amenities and a lifestyle that in North Korea would be available only to successful drug smugglers or Central Committee officials.
    Foreign investment and technology are necessary preconditions for any successful reform program. If such changes were to be instigated, a large number of North Koreans would quickly be exposed to dangerous knowledge of the outside world, and above all of South Korea. A considerable relaxation of surveillance would be unavoidable, as well: Efficient market reforms cannot work in a country where a business trip to the capital city requires a weeks-long wait for travel permits and where promotion is determined not so much by labor efficiency as by demonstrated political loyalty (including the ability to memorize the lengthy speeches of the Dear Leader). Information would begin to flow into the country, and the dissemination of this information, as well as of the dangerous conclusions drawn from it, would become much easier.
    No Future
    It is doubtful the North Korean population would be prepared to endure a further decade of destitution followed by a couple of decades of relative poverty and backbreaking work after they learned about another Korea -- affluent, free, glamorous and attractive. Would they tolerate a reforming, but still authoritarian and repressive regime on the assumption that this regime will on some distant day deliver a prosperity comparable to that of their Southern brothers and sisters? North Koreans are much more likely to toss out their current rulers and seek to reunify the peninsula in order to partake in the South’s fabulous prosperity.
    It is an open secret that many Chinese party officials have used their country’s reforms to enrich themselves: The new Chinese entrepreneurial class, to a significant extent, consists of former officials, as well as their relations and buddies. However, the situation of the North Korean elites is different. They stand little chance of becoming successful capitalists if the system is overthrown. In all probability, the important positions in any new economy would be taken by people from South Korea -- executives and entrepreneurs with capital, education, experience and perhaps political support.
    This fact is understood by at least some North Korean bureaucrats, but the majority of them have another, greater, fear. They know how brutal their rule has been. They also know how they would have treated the South Korean elite (and their descendants) had the North won the intra-Korean feud. They are not merely afraid to lose power and access to material privileges (these privileges are quite modest, by the standards of the rich in most other countries). They are afraid of being slaughtered or sent to prisons.
    A few years ago, a high-level North Korean bureaucrat told a top Western diplomat: “Human rights and the like might be a great idea, but if we start explaining it to our people, we will be killed in no time.” Perhaps one of the reasons behind the remarkable resilience of the North Korean regime is this universal assumption of its bureaucrats (including those who are quite low in the pecking order) that they would have no future in case of regime collapse. This makes North Korea different from many other dictatorships. A clerk in Hosni Mubarak’s Egypt, for instance, could assume that, democrats or not, Islamists or not, under a new regime he would still sit at his desk and continue the old routine of, say, issuing permits for house construction. Ditto a high-ranking military officer, who also would expect that under a new government in Cairo he would still command his battalion. Consequently, they did not see the revolution as a personal threat, and might have even been supportive of the movement.
    1984 Again
    In North Korea, the elite -- pretty much everybody who is somebody -- believe that they have nothing to gain and much to lose through unification with the South. These fears might be -- and, indeed, are -- exaggerated, but they are by no means groundless. It is important that the elite’s predicament stems from the existence of a successful South, not from particular policies followed by a specific Seoul administration. Even if the most pro-North Korean administration imaginable came to power in Seoul, it would not make South Korea any less dangerous to the current regime.
    In such a case, what is the best strategy for the North Korean elite? Domestically, the regime’s policy aim has been to keep the North Korean population under control, compartmentalized and, above all, isolated from the outside world. Internationally, the safest solution is to squeeze more aid from outside countries through diplomacy and blackmail. This foreign aid helps to keep the inherently inefficient economy afloat, prevents another major famine and allows the country’s tiny elite to live a reasonably luxurious lifestyle while buying at least some support from “strategically important” social groups, such as the military, the police and the populations of major urban centers.
    In effect, what the mainstream North Korean elite want is to return to the Orwellian year 1984 -- the last year when Kim Il Sung’s system was still functioning properly. The regime’s economic policies are largely focused on reviving the hyper- Stalinist model of the past. It is possible that many people on the top sincerely believe that this model might somehow be made to work. But even if they do not succumb to such fantasies, they still have no choice: the alternative, for them, is too grim to contemplate.

    (Andrei Lankov is a professor of history at Kookmin University in Seoul, and the author of “North of the DMZ: Essays on Daily Life in North Korea” and “From Stalin to Kim Il Sung: The Formation of North Korea, 1945-1960.” This is the first of three excerpts from his new book, “The Real North Korea: Life and Politics in the Failed Stalinist Utopia,” which will be published May 8 by Oxford University Press. The opinions expressed are his own.)

    To contact the writer of this article: Andrei Lankov at andreilankov@gmail.com
    To contact the editor responsible for this article: Nisid Hajari at nhajari@bloomberg.net
    Find out more about Bloomberg for iPhone: Bloomberg Mobile
    Globalizzazione..... si grazie.

  5. #1035
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    il 90% cazzaro...
    Il bello è che lo dici convinto...
    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Quali stabilimenti in Europa?
    Ah, non sono mai esistiti?
    Citazione Originariamente Scritto da Undertaker Visualizza Messaggio
    Cazzate...L'Urss resse solo per gli aiuti americani.....Senza sarebbe capitolata 3 mesi dopo l'inizio dell'Operazione Barbarossa
    Anche qui, beata convinzione...
    Citazione Originariamente Scritto da Leviathan Visualizza Messaggio
    cazzate, continuate a minimizzare l'URSS che ha fatto lo sforzo maggiore, praticamente da sola per anni.
    [...]
    « La forza e la grandiosità dell'impegno russo lo contraddistinguono come la maggiore impresa militare di tutta la Storia. »
    Citazione Originariamente Scritto da paulhowe Visualizza Messaggio
    La questione mi pare quasi irrilevante. Il punto non e' questo.

    Il punto e' che senza lo sbarco in normandia e in italia i tedeschi avrebbero avuto forze sufficienti per costringere Stalin ad un accordo.

    I russi erano stremati e subirono perdite spaventose sia in termini umani che in termini materiali.

    Stalin aveva due scelte. O la vittoria o un accordo con Hitler (peraltro tale mossa c'era gia stata per la Polonia).

    Quando gli alleati riuscirono a creare due fronti (Normandia e Italia), i russi capirono che potevano dare fondo alle loro riserve. Senza tale condizione avrebbero optato per un accordo con Hitler un accordo che prevedeva il ritiro dei tedeschi dalla russia in cambio delle regioni dell'europa dell'est (Polonia, Ungheria e Cecoslovacchia) gia occupate.
    Certo, come no. Lo sbarco in Italia nel 1943, quando i russi avevano già vinto la battaglia di Kursk, impegnando e respingendo un milione di soldati tedeschi. Quello in Normandia nel 1944, in concomitanza con l'Operazione Bagration del 21 giugno, che spazzò via 450'000 soldati tedeschi. Un po' meno delle truppe tedesche in Francia, cancellate dallo scacchiere strategico in un mese e due settimane.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Mah, mi pare invce piuttosto rilevante per come si sta svolgedo la discussione, ed e' direttamente legata ai sette punti esposti prima, ovvero il fatto che la produzione allata fosse molto maggiore a quella Tedesca implica che i Tedeschi non fossero in grado di rimpiazzare le perdite allo stesso ritmo e quindi gradualmente esere semre magigormente imegnato anche contro gli alleati,e quindi distogliendo risorse, mezzi e uomoni dal fornte Russo, pr quanto "immobili" o minoritari fossero, ogni singol asset in meno era un asset "in pu' " a favore della Russia.
    [...]
    Per il '43 erano presenti i teatri nel NordAfrica, Grecia, Yugoslavia, Norvegia, Francia, in ogni sempre truppe li che stavano e mezzi e produzione e risorse che lidovevano andare a finire e non quindi all' est., senza contare le risporse finanzarie materiali e umane che impiegarono per la battaglia d 'Inghilterra o per l' Atlantico.

    L' 'utilita' " marginal eper quegli assts in RUssia sarebbe stata pesantissima.
    [...]
    V'erano anche le truppe di occupazione, e non solo n Frnacia, che avevano mezzi, e consumavano risorse, senza considerare i teatri "caldi".
    [...]
    Ma non sto dicendo che poi quando si apririo i fronti in Italia o poi succesisvamenti in Normandia questo non fu maggiormente importante, sto dicendo che l'apporto anche se minoritario rispetto a qusti eventi fu determinante in un momento nel quale la Russia era a punto di cpaitalora, ogni singolo asset in meno a Est era un asset in piu' per la Russia.
    Un esercito che non combatte non usa nemmeno in un anno le munizioni, il carburante e gli equipaggiamenti che uno che combatte usa in una settimana.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma che abbiano avuto consisentza nulla e;' una tua opinione, [...]
    Niente affatto, poiché non parlo di "consistenza" in generale, ma riferita al periodo. Né parlo di consistenza nulla, ma scarsa.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    quando barbarossa fu operativa, la Germania si trovo anche altri fronti, minori quanto vuoi, ma non programmati che richiesero, attenzione, risorse materiali ed umane, in un momento nel quale la Russia stava retrocendo, quegli assets addizionali avrebbero permesso una spinta piu' potente e travolgente magari prima dei lunghi e rigidi mesi invenali.

    1 euro e' sempree un euro, ma non ha lo stesso peso se e' il primo che spendi o se e' il millionesimo che spendi.
    In effetti vedendola così si potrebbe dare il merito della sconfitta della Germania alla Yugoslavia ed alla Grecia, che hanno costretto i tedeschi alla "capatina a sud" che costò loro settimane preziose. Non tanto ai rifornimenti americani e al secondo fronte alleato.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Appunt, la Russia doveva prestare TUTTA l' attenzione alla Germania, e la Germania invece si trovo' su piu' fronti, minori o meno cambia poco nel discorso, dato che gia' cosi la Russia doveva concentrarsi vs la Germania, questa invece non poteva concentrarsi totalemente sulla Russia.
    "Peraltro, la frontiera sino-sovietica non era certo sguarnita. Anche lì vi furono riserve lasciate inattive dai sovietici."
    Ultima modifica di Halberdier; 10-04-13 alle 18:47

  6. #1036
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Un esercito che non combatte non usa nemmeno in un anno le munizioni, il carburante e gli equipaggiamenti che uno che combatte usa in una settimana.
    Una esercito che non combatte e' pur sempre un esercito che ha in ogni caso, uniformi, mezzi, risaorse finaznairie e materiali, ed ovviamente risorse umane, tutte cose che ovviamente NON possono essere utilizzate altrove, mi pare ovvio.
    Senza considerare che in ogni caso vi ernao anche teatri dove si combatteva.

    [QUOTE=Halberdier;4183926]
    Niente affatto, poiché non parlo di "consistenza" in generale, ma riferita al periodo. Né parlo di consistenza nulla, ma scarsa.
    [QUOTE=Halberdier;4183926]

    Anche riferita al periodo dato che in quel periodo era quando la Russia soffriva magiormente, e quindi asset non utlizizati li dalla Germania "comprarono" tempo alla Russia.

    [QUOTE=Halberdier;4183926]
    In effetti vedendola così si potrebbe dare il merito della sconfitta della Germania alla Yugoslavia ed alla Grecia, che hanno costretto i tedeschi alla "capatina a sud" che costò loro settimane preziose. Non tanto ai rifornimenti americani e al secondo fronte alleato.
    [QUOTE=Halberdier;4183926]

    Ma io non mi sono mai limitato ai soli rifornimenti USA, i pratica mi stai rispondendo in base a cosa scrivono altri e non a cosa scrivo io.
    E' dall' inizio che scrivo che la presenza di altri fronti ha disolto mezzi, assets e uomini dalla campagna di Russia, puoi cercare di sminuire quanto vuoi, restano dei fatti indipendentmente dalle opinioni.
    Queste campagne, minori quanto vuoi, ma di certo c'e' che richiesero di atenzione, risorse ecc eccc che avrebbero potutot torvare utilzizo in Russia in un momento cruciale.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    "Peraltro, la frontiera sino-sovietica non era certo sguarnita. Anche lì vi furono riserve lasciate inattive dai sovietici."
    Certo, ma quanto tempo ci arvebbero messo i Russi nello spostare quelle riserve, considerate l'assenza di infratruturre nel paese, rispetto alla cacapcita' di mobilizzazione della Germania?
    Arrivare a giochi fatti, serve a poco.
    Globalizzazione..... si grazie.

  7. #1037
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Una esercito che non combatte e' pur sempre un esercito che ha in ogni caso, uniformi, mezzi, risaorse finaznairie e materiali, ed ovviamente risorse umane, tutte cose che ovviamente NON possono essere utilizzate altrove, mi pare ovvio.
    Senza considerare che in ogni caso vi ernao anche teatri dove si combatteva.
    Erano ovviamente risorse umane e materiali, ma che non consumavano l'enorme quantità di munizioni e carburante (e anche cibo, vestiti e mezzi) che impiegavano sul fronte orientale. In Africa si combatteva (150'000 uomini).
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Anche riferita al periodo dato che in quel periodo era quando la Russia soffriva magiormente, e quindi asset non utlizizati li dalla Germania "comprarono" tempo alla Russia.
    Penso che questo si chiarirà con la prossima risposta.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma io non mi sono mai limitato ai soli rifornimenti USA, i pratica mi stai rispondendo in base a cosa scrivono altri e non a cosa scrivo io.
    E' dall' inizio che scrivo che la presenza di altri fronti ha disolto mezzi, assets e uomini dalla campagna di Russia, puoi cercare di sminuire quanto vuoi, restano dei fatti indipendentmente dalle opinioni.
    Queste campagne, minori quanto vuoi, ma di certo c'e' che richiesero di atenzione, risorse ecc eccc che avrebbero potutot torvare utilzizo in Russia in un momento cruciale.
    Beh, la nostra discussione è iniziata con una mia risposta ad altri due utenti. Avendo tu in seguito "risposto alla mia risposta", ho dato per scontato che parlassimo della stessa cosa.
    Però se parlo e parliamo per pagine intere di "secondo fronte", "Alleati" e "aiuti americani" non puoi dirmi di punto in bianco "parlavo d'altro" e "rispondi in base a ciò che dicono gli altri"...
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Certo, ma quanto tempo ci arvebbero messo i Russi nello spostare quelle riserve, considerate l'assenza di infratruturre nel paese, rispetto alla cacapcita' di mobilizzazione della Germania?
    Arrivare a giochi fatti, serve a poco.
    Se non mi sbaglio, la Transiberiana impiega sette giorni per fare una tratta completa. Nella migliore delle ipotesi, ci avrebbero messo settimane; dunque erano truppe inattive impegnate su un fronte secondario, anche dette "assets inutilizzati".
    Ultima modifica di Halberdier; 10-04-13 alle 19:54

  8. #1038
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Erano ovviamente risorse umane e materiali, ma che non consumavano l'enorme quantità di munizioni e carburante (e anche cibo, vestiti e mezzi) che impiegavano sul fronte orientale. In Africa si combatteva (150'000 uomini).
    Ma che pur sempre sia usavano risorse, sia che combattessero sia che no (NordAfrica & Francia ad esempio), sia ernao risosre non impiegabili altrove.

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Penso che questo si chiarirà con la prossima risposta.

    Beh, la nostra discussione è iniziata con una mia risposta ad altri due utenti. Avendo tu in seguito "risposto alla mia risposta", ho dato per scontato che parlassimo della stessa cosa.
    Però se parlo e parliamo per pagine intere di "secondo fronte", "Alleati" e "aiuti americani" non puoi dirmi di punto in bianco "parlavo d'altro" e "rispondi in base a ciò che dicono gli altri"...
    E' da un bel pezzo, anche quando ti ho scitto i 6/7 punti ti ho specificato che sarebbero da leggere e considerarli tutti assieme... (a parte che lo avevo menzionato pure prima).

    Citazione Originariamente Scritto da Halberdier Visualizza Messaggio
    Se non mi sbaglio, la Transiberiana impiega sette giorni per fare una tratta completa. Nella migliore delle ipotesi, ci avrebbero messo settimane; dunque erano truppe inattive impegnate su un fronte secondario, anche dette "assets inutilizzati".
    Muovere intere divisioni con i loro mezzi, hmmm con la poco efficace logistica Russa (come tu stesso hai scritto prima).
    Globalizzazione..... si grazie.

  9. #1039
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Globalizzazione..... si grazie.

  10. #1040
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    Predefinito Re: Crisi coreana

    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Ma che pur sempre sia usavano risorse, sia che combattessero sia che no (NordAfrica & Francia ad esempio), sia ernao risosre non impiegabili altrove.
    Le risorse fisiche, ovvero uomini e mezzi, non erano impiegabili, anche perché in parte tenuti a riposo o in riorganizzazione. Il cibo senza dubbio veniva usato comunque, anche se in misura minore. Le munizioni, il carburante e quant'altro, invece, erano utilizzati sul fronte russo e non in Francia, se non in misura ridottissima.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    E' da un bel pezzo, anche quando ti ho scitto i 6/7 punti ti ho specificato che sarebbero da leggere e considerarli tutti assieme... (a parte che lo avevo menzionato pure prima).
    Prima non avevo risposto a tale utente, e la discussione mi era del tutto sfuggita.
    Citazione Originariamente Scritto da Amati75 Visualizza Messaggio
    Muovere intere divisioni con i loro mezzi, hmmm con la poco efficace logistica Russa (come tu stesso hai scritto prima).
    Dunque anche queste divisioni erano assets immobilizzati oppure no? Aveva l'URSS truppe schierate su più teatri bellici o no?
    Aggiungendo poi che nel '41 occuparono l'Iran assieme agli inglesi, sono tre fronti...

 

 
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