Il consigliere M5S al Comune di Venezia scrive a Grillo: "Basta dire no, tendiamo la mano a chi ci chiede di formare un nuovo governo"
L'Huffington Post | Di Andrea Punzo Pubblicato: 28/03/2013 15:14 CET | Aggiornato: 28/03/2013 15

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Per la prima volta, a dire "ripensaci" a Beppe Grillo, è un esponente "ufficiale" del MoVimento 5 stelle. Un consigliere comunale che ha preso carta e penna e ha scritto. Una lettera, aperta, pubblica, indirizzata al proprio leader. "Caro Beppe ti scrivo da Venezia" firmato Gian Luigi Placella, origini napoletane consigliere comunale, dal 2009 iscritto ai meet up grillini. Picella di se stesso dice: "64 anni, pensionato vivo a Venezia chirurgo ortopedico".
Placella riassume, con toni pacati e in maniera articolata, quello che parte della base riporta nelle ultime settimane nel blog di Grillo. Una lunga lettera (in fondo all'articolo la lettera completa) con un obiettivo su tutti: far sapere a Beppe che c'è chi, tra i militanti a cinque stelle, crede che si debbanno superare intransigenze e pregiudiziali: "Non è più tempo di proclami di dogmi, di certezze assolute di orgogliose crociate. È tempo di ascoltare con umiltà e con urgenza quello che il paese sempre più flebilmente ci chiede: di salvarlo dalla miseria che incombe. Non c’è più tempo, Beppe, per strategie. Per il no inflessibile".
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Il Tirreno fotografa Grillo che si rilassa
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Franco Silvi / Il Tirreno
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Non un infiltrato dell'ultima ora o un un disturbatore telematico di professione (ricordate la storia dei troll e degli schizzi di merda digitali?). Ma molto più semplicemente un militante: "Io ho convinto - scrive - tante persone che il M5S sarebbe stato il cambiamento, quello che il paese sfinito aspettava da subito".
Quelle tante persone (il M5S solo nella circoscrizione di Venezia nelle ultime elezioni ha sfiorato il 30 per cento alla Camera, prendendo più di 150 mila voti) convinte dalla novità a cinque stelle che, ora a distanza di un mese dal voto, sembrano pentirsi. Anche perché nella trasparenza M5s, se è vero che i parlamentari hanno votato il no alla fiducia a Bersani, la base non ha potuto dire la sua attraverso, ad esempio, le piattaforme telematiche. Placella lo racconta così a Grillo: "Mi fermano per strada e mi dicono: 'Sono sconcertato, preoccupato, vi ho votato per cambiare e voi state fermi ed aspettate che siano gli altri a sbagliare senza accorgervi o voler ammettere che l’inerzia è peggio dell’errore".
Una delusione da trasformare in azione

ome dire, facciamo presto. Firmato Gian Luigi Placella