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Discussione: Chi è mio fratello?

  1. #11
    chi è l'uomo?
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    Predefinito Re: Chi è mio fratello?

    Citazione Originariamente Scritto da Domenico Visualizza Messaggio
    Il testo di Matteo 257-38 è importante perché ci permette di considerare il comportamento di quelli che l’hanno manifestato nei confronti dell’affamato, dell’assetato, del forestiero, dell’ignudo, dell’infermo e di chi si trova in prigione. Costoro che vengono definiti “giusti”, con la risposta che diedero al Re, hanno dimostrato che il loro comportamento verso le persone menzionate, non è stato messo in opera con la prospettiva o la pretesa di ricevere un “riconoscimento” pubblico della società (anche se un simile agire, merita un plauso), ma spronati e guidati dalla volontà di obbedire alla legge di Dio, che non solo parla di “amare il prossimo come se stessi”, (e, amare, non di lingua e con le parole, ma di fatti e in verità) (1 Giovanni 3:18) ma di estenderlo anche in favore dei nemici, come diranno chiaramente sia Gesù che Paolo.

    Ma io vi dico: amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate del bene a quelli che vi odiano, e pregate per quelli che vi maltrattano e che vi perseguitano (Matteo 5:44;

    Anzi, « se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere; poiché, facendo così, tu radunerai dei carboni accesi sul suo capo » (Romani 12:20).

    La risposta che i giusti riceveranno dal Re, non solo mette in evidenza la realtà del loro comportamento, ma afferma chiaramente che quello che si compie in favore di uno dei minimi fratelli del Re, viene fatto a Lui stesso. [I]E il re risponderà loro: "In verità vi dico che in quanto lo avete fatto a uno di questi miei minimi fratelli, l’avete fatto a me"[/I] (Matteo 25:40).

    In ultimo, l’amore vero, cioè compiuto di azioni tangibili che tutti possono vedere, non potrà avere un diverso riferimento che è quello di Dio stesso, il quale viene sintetizzato in una maniera splendida ed eloquente da Paolo: Dio invece mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5:8), per non citare altri testi.
    Non v'è alcun dubbio infatti, circa il fatto che il giusto nel suo operare non ha vanto alcuno.

    E' il suo essere nascosto in Cristo che lo rende approvato e completo nel suo operare.

    Spesso nelle Scritture si parla appunto della carità di Cristo, di Dio proprio per evidenziare che v'è altra carità, d'uomo.

    L'una è frutto dello Spirito, l'altra è semplicemente umana, naturale, fondata su istinto di sopravvivenza, su sentimentalismo sociale.

    Dopo aver condiviso con te quanto sopra proseguo perchè interessato a meglio condividere e confrontare la mia esperienza di fede e meglio intendere alcuni altri aspetti dell'amore di Dio.

    Faccio qualche breve considerazione e poi ti pongo una domanda.

    L'amore generale e perfetto del Padre non lascia dubbi.

    Segue qualche richiamo scritturale, ben noto.

    Giovanni 3:16
    Perciocchè Iddio ha tanto amato il mondo
    (indistintamente), ch'egli ha dato il suo unigenito Figliuolo, acciocchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

    Tito 2:11
    Perciocchè la grazia salutare di Dio è apparita a tutti gli uomini;
    (indistintamente)

    Matteo 5:44-45
    Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi fanno torto, e vi perseguitano; acciocchè siate figliuoli del Padre vostro, che
    è ne' cieli; poichè egli fa levare il suo sole sopra i buoni, e sopra i malvagi; e piovere sopra i giusti, e sopra gl'ingiusti.
    (indistintamente)

    A questo punto però, quel che voglio evidenziare è un altro aspetto.

    Vero ed indubbio infatti è il fatto che oltre a questo amore generale, universale, celeste nel quale tutti gli uomini in vita sono chiamati dalla pietà e compassione del Padre a ricevere la vera vita nel Suo Figliuolo, il vero amore che è in Cristo, v'è un altro moto che accompagna questo amore e che va più nel particolare.

    L'amore generale di Dio è costantemente indirizzato all'uomo ed all'intero creato, incondizionatamente, con verità, giustizia ed ogni altra virtù ma da questi, ed in particolare dall'uomo attende una risposta.

    E' questo l'aspetto chiave che apre un'altra porta.

    Un porta che parla di un amore più particolare, più intimo, tra il Padre ed i suoi figliuoli, tra i figliuoli ed il Padre.

    Amore paterno, fraterno.

    Cosa ne dici?
    Ultima modifica di nomeutente; 22-04-13 alle 09:57
    ........ma il dono di Dio è la vita eterna, in Cristo Gesù, nostro Signore.
    (Romani 6:23)

    chiese e comunità cristiane evangeliche

  2. #12
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    Predefinito Re: Chi è mio fratello?

    Citazione Originariamente Scritto da nomeutente Visualizza Messaggio


    Non v'è alcun dubbio infatti, circa il fatto che il giusto nel suo operare non ha vanto alcuno.

    E' il suo essere nascosto in Cristo che lo rende approvato e completo nel suo operare.

    Spesso nelle Scritture si parla appunto della carità di Cristo, di Dio proprio per evidenziare che v'è altra carità, d'uomo.

    L'una è frutto dello Spirito, l'altra è semplicemente umana, naturale, fondata su istinto di sopravvivenza, su sentimentalismo sociale.

    Dopo aver condiviso con te quanto sopra proseguo perchè interessato a meglio condividere e confrontare la mia esperienza di fede e meglio intendere alcuni altri aspetti dell'amore di Dio.

    Faccio qualche breve considerazione e poi ti pongo una domanda.

    L'amore generale e perfetto del Padre non lascia dubbi.

    Segue qualche richiamo scritturale, ben noto.

    Giovanni 3:16
    Perciocchè Iddio ha tanto amato il mondo
    (indistintamente), ch'egli ha dato il suo unigenito Figliuolo, acciocchè chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna.

    Tito 2:11
    Perciocchè la grazia salutare di Dio è apparita a tutti gli uomini;
    (indistintamente)

    Matteo 5:44-45
    Ma io vi dico: Amate i vostri nemici, benedite coloro che vi maledicono, fate bene a coloro che vi odiano, e pregate per coloro che vi fanno torto, e vi perseguitano; acciocchè siate figliuoli del Padre vostro, che
    è ne' cieli; poichè egli fa levare il suo sole sopra i buoni, e sopra i malvagi; e piovere sopra i giusti, e sopra gl'ingiusti.
    (indistintamente)

    A questo punto però, quel che voglio evidenziare è un altro aspetto.

    Vero ed indubbio infatti è il fatto che oltre a questo amore generale, universale, celeste nel quale tutti gli uomini in vita sono chiamati dalla pietà e compassione del Padre a ricevere la vera vita nel Suo Figliuolo, il vero amore che è in Cristo, v'è un altro moto che accompagna questo amore e che va più nel particolare.

    L'amore generale di Dio è costantemente indirizzato all'uomo ed all'intero creato, incondizionatamente, con verità, giustizia ed ogni altra virtù ma da questi, ed in particolare dall'uomo attende una risposta.

    E' questo l'aspetto chiave che apre un'altra porta.

    Un porta che parla di un amore più particolare, più intimo, tra il Padre ed i suoi figliuoli, tra i figliuoli ed il Padre.

    Amore paterno, fraterno.

    Cosa ne dici?
    Per quanto riguarda l’amore universale del Padre nei confronti di tutta l’umanità, senza nessuna distinzione di colore della pelle e di stato sociale, è pienemente affermato dai testi che hai riportato, cioè (Giovanni 3:16; Tito 2:11 e Matteo 5:44-45). Il fatto stesso che Giovanni 3:16, in modo particolare, affermi che Dio ha tanto amato il mondo… (= umanità), è una chiara prova che in quest'umanità, non ci sono solamente persone perbene, ma ci sono anche quelli perversi e malvagi, nel senso pieno di questi termini. Nonostante ciò, l’amore del Padre è per tutto, nel senso che Egli, vuole che tutti siano salvati (1 Timoteo 2:4).

    Se poi aggiungiamo la donazione del Figlio, Gesù Cristo, nel donarsi a morire sulla croce quale sacrificio espiatorio per tutti, l’amore universale del Padre e del Figlio, sono incontestabili, per chi ragiona seriamente e valuta obbiettivamente la cosa. Che poi, non tutti hanno risposto e danno risposta ad una simile manifestazione divina, non è sicuramente colpa di Dio, ma unicamente dell’essere umano.

    Per quanto riguarda invece l’amore particolare che il Padre riserva ai Suoi figli, (e per figliolanza non si intende nel senso come la concepiscono molti, cioè tutti essendo creature di Dio, siamo tutti i suoi figli), ma nel senso come specifica il testo evangelico:

    É venuto in casa sua e i suoi non l’hanno ricevuto;
    ma a tutti quelli che l’hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome;
    i quali non sono nati da sangue, né da volontà di carne, né da volontà d’uomo, ma sono nati da Dio
    (Giovanni 1:11-12).

    Anche Gesù l’ha specificato, quando parlando ai suoi discepoli ha precisato.

    Gesù gli rispose: « Se uno mi ama, osserverà la mia parola; e il Padre mio l’amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di lui[/I] (Giovanni 14:23.

    [I]poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio
    (Giovanni 16:27).

    L’amore fraterno, è invece una dimostrazione di obbedienza, accettazione e subbordinazione all’insegnamento della Parola di Dio, che ci invita, ci esorta in qual senso.

    Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri (Giovanni 134).

    Avendo purificato le anime vostre con l’ubbidienza alla verità per giungere a un sincero amor fraterno, amatevi intensamente a vicenda di vero cuore (1Pietro 1:22).

    Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l’amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio (1Giovanni 4:7).

    E ora ti prego, signora, non come se ti scrivessi un comandamento nuovo, ma quello che abbiamo avuto fin da principio: amiamoci gli uni gli altri! (2Giovanni 1).

 

 
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