



Naturalmente non vi era nulla di ideologico in questa scelta. Come nella politica internazionale cinese di allora che, sotto la spoglia maoista, continuava la tradizionale prevalenza data al puro interesse cinese, sacrificando tranquillamente i vari movimenti rivoluzionari non cinesi di ascendenza maoista (vedi eclatante esempio del Pakistan).
Oggi, invece, penso che la politica internazionale cinese assumerà gradulamente tutto un altro aspetto.
Mah.....lo stesso si dovrebbe chiedere a quanti - dai primimissimi anni '70 - iniziavano a diffondere la voce di "Delle Chiaie uomo del ministero degli interni" e quant'altro....o agente prezzolato al servizio dei peggiori regimi reazionari........e quindi lo si dovrebbe chiedere ad altre forze della Destra Radicale....
Comunque lasciamo perdere tutte queste diatribe interne che non fanno bene a nessuno e che non ci fanno capire nulla.
Poniamoci piuttosto altre domande: oltre alla tattica politica di Avanguardia Nazionale, che è stata in fondo la più aggressiva e dinamica prodotta dalla DR (sebbene non è detto io la condivida), vi era un'altra linea concreta e audacemente organizzativa (nè utopistica nè spontaneista) percorribile?
Poniamoci interrogativi concreti, politici piuttosto che dare spazio sempre a questioni "moralistiche". Nient'affatto morali: perchè l'idea di morale evoca l'immagine della "Grande Politica"




Di Delle Chiaie ho letto interviste sparse e visto alcuni interventi, ricavandone una impressione tutto sommato buona per la cultura, la preparazione politica, la capacità argomentativa e il carisma(soprattutto mi ha colpito positivamente il suo discorso,visibile su youtube, in occasione della commemorazione di Dimitri). Inoltre ho trovato estremamente interessanti ed atipici rispetto alla vulgata neofascista(e non solo neofascista) i suoi giudizi sul Golpe Borghese,su Pinochet, sul nazionalismo algerino,sull'Oas.


Dal punto di vista nazional-rivoluzionario italiano quello che è rimarchevole -a mio avviso- della tattica di Avanguardia Nazionale è la scelta di giocare a tutto campo, scatenando un gioco totale a destra e a sinistra nel tentativo di egemonizzare in lungo e largo le forze politiche di frangia reazionarie o rivoluzionarie schierate sul campo di battaglia.
Infiltrazione nella sinistra radicale al fine di condizionarla o manipolarla, collaborazione con le forze della destra militare in Italia e all'estero per inserirsi nelle dinamiche efficaci dell'anticomunismo.
La figura di SDC è quella di un vero e proprio "polo" intorno al quale ruota l'intera gamma degli impieghi militanti.
Credo che in tal senso la scelta di trasformare ANG in AN ovvero in una vera agenzia della "guerra" non ortodossa e a bassa intensità sia stata veramente innovativa soprattutto per il suo deciso declinarsi nella cruda e spesso sporca realtà delle cose.
Forse uno dei pochi gruppi ad applicare in concreto almeno una parte delle elaborazioni dello storico convegno al Parco dei Principi.
Verissimo, hai ragione. Delle Chiaie peraltro sosteneva di voler indirizzare il Cile in una logica antiamericana, antisionista e filorussa.
Fallito questo esperimento, se ne andava dal Cile.
Questo a dimostrazione del fatto che con le lenti deformanti ideologiche non si capisce nulla.